Anno XI 
Venerdì 24 Luglio 2026

Scritto da aldo grandi
Politica
28 Giugno 2022

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E diciamolo una buona volta senza timori né paure ridicole e fuori da ogni logica. La vera Liberazione, consentiteci la provocazione e visto che quella storica c'è stata oltre 70 anni fa, oggi è stata a Lucca dove un'amministrazione oscurantista e verniciata di rosso-fucsia è stata costretta a togliere le mani dalla città. Finalmente c'è stato un cambiamento politico sostanziale che soltanto un colpo di stato giudiziario ne aveva provocato la caduta dieci anni fa e sappiamo tutti, poi, come è andata a finire. Ecco, vogliamo augurarci che la storia recente non si ripeta, ma dopo aver letto il libro di Palamara e Sallusti, non saremmo pronti a scommetterci.

Fatta questa, a nostro parere doverosa, premessa, eccoci qui a raccontare che cosa è avvenuto nel post voto ballottaggio, quello che i post comunisti e radical chic hanno descritto come una sorta di marcia su Lucca con tanto di Eia eia alalà. Altro che fascismo e assalto alla democrazia, le strade di Lucca erano vuote l'altra sera salvo il corteo pacifico di gente che voleva semplicemente godere della vittoria e che da Borgo Giannotti sede elettorale di Pardini, voleva raggiungere a piedi palazzo dei Bradipi dove anche il neo sindaco sarebbe salito per la prima volta. O forse non vi ricordate che cosa fece Alessandro Tambellini, indiavolato, sventolando una bandiera rom dopo aver ballato in piazza S. Michele con un immigrato di colore e aver definito la Lucca che lo aveva votato quella buona e l'altra, quella di Remo Santini, la cattiva?

E adesso il perdente-perduto Francesco Raspini o anche il senatore che ha preso una tranvata che se la ricorderà per un pezzo, lanciano anatemi contro il fascismo inquietante, augurandosi che Pardini si dimostri il sindaco di tutta la città? Cazzate. Puttanate. Pensate a cosa sarebbe accaduto se Mario Pardini avesse detto che la sua Lucca era quella buona e l'altra, quella antifascista e rossa, la cattiva? Ecco perché noi non ci stiamo all'ipocrisia di questa sinistra d'accatto con la quale si può solo discutere senza imbarazzi o sensi di inferiorità.

L'altra sera anzi, l'altra notte, Mario Pardini si è recato a trovare un gruppo di amici che lo aspettavano da Gosto e Mea, il ristorante sul Giannotti di proprietà di uno dei candidati consiglieri comunali di Lucca 2032, Ferruccio Pera. Ad attenderlo le persone che hanno voluto dimostargli fiducia e sostegno oltre all'amicizia, a cominciare da Paola Granucci e Natale Mancini che hanno dato tutto per questa impresa e con loro tutto lo staff con Stefano Giuntini e Giacomo Bernardi, Federico Bini e Beniamino Placido, Elisabetta Biagioni che ha tenuto l'agenda del candidato e i fotografi Mimmo Tosi e Ciprian Gheorghita. E, diciamolo pure, anche chi scrive che per primo aveva compreso la potenzialità elettorale di Mario Pardini e lo aveva sostenuto e proposto trovando la stupidità e la presunzione di tutto il centrodestra o quasi che voleva una egemonia che alla luce del risultato era semplicemente pura follia suicida.

Abbiamo anche registrato un video che pubblichiamo e che vuole essere un riconoscimento che Mario Pardini, nel momento più intimo e sincero del post voto, ha tributato a chi ha lavorato con lui contribuendo a questa vittoria.

Questa città non ha bisogno di paure o di ipocrisie e compromessi, ma di onestà intellettuale. E di gente che si faccia da parte a cominciare e lo ripeteremo fino alla stanchezza, da Francesca Fazzi. Se ne deve andare e si deve dimettere. Non può restare dov'è. Sarebbe un controsenso e una vergogna non accettabile. Ha fatto molto di più e molto peggio di Mario Pardini che con la stessa carica di presidente di Lucca Crea andò in strada con Pera e Salvini. DIMISSIONI IMMEDIATE.

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