Anno XI 
Mercoledì 22 Luglio 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
01 Maggio 2026

Visite: 166

Avevo preconizzato che, dopo il rogo di Crans Montana, sarebbero arrivati i conti per i feriti italiani ricoverati in Svizzera: Come Volevasi Dimostrare.

Togliamo ogni dubbio: bene ha fatto l’Italia, nella persona del PdC Meloni e dell’ambasciatore, a dire che non pagherà quelle fatture per i feriti italiani ricoverati qualche ora dopo l’incendio di fine d’anno. La risposta, a quel livello, non può che essere politica. Ma avrà efficacia pratica?

E poi, siamo sicuri di avere ragione a metterla sull’etica? Deve far pensare che il Canton Vallese abbia replicato che – nell’inviare le proprie richieste di pagamento – sia in attesa dei conti di ciò che ha speso l’Italia per i feriti elvetici curati all’ospedale Niguarda, e per l’elicottero fornito in aiuto. Poche ore di 3 italici a fronte un elicottero e qualche settimana/mese di 2 svizzeri, credo ci si guadagni.

L’etica è brutta bestia, e non è uguale dovunque. Pensare che la nostra sia unica, o che addirittura prevalga sulle altre, è esercizio di ottuso italo-centrismo. Un islamico non sa che farsene della nostra, e ad esempio la nostra signora in gonna sotto al ginocchio o fuseaux, per lui, è una gran poco di buono meritevole d’ogni punizione. Se noi riteniamo etico rispettare le altre religioni, andateglielo a far capire: per loro non si discute, via crocifisso e magari pure Divina Commedia.

Per noi è normale che chi debba essere soccorso in Italia, lo sia a spese dello Stato. Ovvero di tutti noi che si paga le tasse.

In Svizzera, ma anche da altre parti, se non hai pagato la tua parte di tasse – piuttosto cospicue – in Confederazione, o non hai l’assicurazione, non hai diritto al soccorso gratuito. Provate a farvi male sciando o praticando trekking dalle loro parti.

In quanto ai risultati pratici di tutta la manfrina che tanto fa gridare allo scandalo ai nostri mass media, avanzo ulteriore ipotesi. Se i feriti erano italiani con residenza o dimora in Confederazione, avrebbero fatto bene a stipulare un’assicurazione, a prescindere dalla specifica tragedia. Nel Vallese (ma anche nel Canton Ticino o nei Grigioni) sanno benissimo che se hai casa da loro, e se ci trascorri il fine d’anno pagando con carta di credito 3/400 franchi-euro di bevute, i soldi li hai. Quindi è bene che paghi il conto del ricovero, altrimenti è con te che se la prenderanno, non con l’Italia. Non rileva che si sia stati soccorsi per fratturina composta, o per ustioni di 2° e 3° grado necessitanti anni di cure e interventi. Quel che conta è il diritto, ancorchè sia valido il brocardo latino “summum jus, summa inuria”.

Strillare che qualcosa non sia “etico”, con il popolo che si tenne i beni dei deportati nei campi di sterminio, perché – in punta di diritto – gli eredi non avevano nulla che dimostrasse che fossero stati gasati, è perdita di tempo.

Meglio prenderne atto, smettere di operare da buoni vicini di casa, e applicare una serie di auree regolette:

1°: non entrarci in Confederazione, senza assicurazione. Se scivoli nel bagno di un bar, intanto che un giudice condanni il proprietario perché non aveva esposto il cartello “attenzione si scivola”, ti paghi il ricovero. Ma questo capita pure da noi. Con la differenza che in vertenza fra cittadino svizzero e “foresto”, le possibilità di successo del secondo sono quantomeno aleatorie. Come il contenzioso con la Police Cantonale per violazioni al Codice della Strada;

2°: considerate le etiche diverse, e affette d’assoluta incomunicabilità, meglio una volta per tutte mandare in Vallese il conto di ciò ch’è stato speso per loro. Nel Vallese lo gireranno alle loro assicurazioni e al loro servizio sanitario nazionale, e rimborseranno. E poi magari con provvedimento amministrativo si potrà stabilire di devolverlo alle famiglie italiane che dovrebbero pagare i conti in Svizzera;

3°: applicare questa regola con tutti gli stranieri che fruiscono di ricoveri a spese della collettività italiana, e non pagano tasse nel (fu) Bel Paese. Chissà che non sia un modo per obbligare a re-migrare qualcuno. In Svizzera sarà per questo che nelle stazioni ferroviarie non trovi il dormitorio pubblico che siamo oramai adusi a riscontrare nel (già) Bel Paese?

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Prosegue la rassegna "Lido Book", il ciclo di incontri con l'autore promosso da Balneari Lido di Camaiore, in collaborazione…

Tanti auguri di buon compleanno a Rossana Casale, grande interprete della musica più raffinata, che risiede in versilia…

Spazio disponibilie

Giovedi 23 Luglio alle ore 21.15, presso la chiesa della Badia in Camaiore, terzo appuntamento del XXXI Festival…

Nuovo appuntamento con Lido Show, la rassegna di spettacolo dal vivo condotta da Claudio Sottili all'interno del cartellone di Lido Estate 2026.

Spazio disponibilie

Storie che attraversano il dolore, il mistero, la memoria e la capacità della scrittura di dare voce a…

La Regione Toscana ha emesso un'allerta gialla per temporali forti con rischio idrogeologico-idraulico sul reticolo minore, valida dalle ore 8.00 alle ore 23.59…

Il consigliere comunale di opposizione Daniele Bianucci interviene sulla vicenda che ha visto protagonista la giornalista Ilaria Binuccelli:…

È uscito Fiabe dal Mondo, il nuovo libro di Emanuela Gennai, edito da maria pacini fazzi editore, una…

Spazio disponibilie

“Le due morti avvenute in pochi giorni all'interno della casa circondariale di San Giorgio impongono una riflessione seria…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Duetto - 160
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie