Anno XI 
Domenica 26 Luglio 2026

Scritto da Carmelo Burgio
Politica
01 Settembre 2024

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Mi attendevo una replica di qualche sigla sindacale al mio pezzo, quando sostanzialmente ho detto che fosse inevitabile si costituissero gl’impropriamente definiti “sindacati militari”, che sia giusto relazionarsi con essi e tenerne considerazione, e che comunque fosse ineludibile il concetto che le forze dell’ordine lavorino per l’interesse del cittadino e la sicurezza pubblica, cui ad ogni buon fine vada sacrificata anche la conflittualità interna. Non a caso il mio auspicio è che non si giunga a decisioni penalizzanti da parte del dicastero della Difesa.

Mi attendevo anche il trito concetto circa il fatto che in pensione si abbia tanto tempo per scrivere, come se mai prima l’avessi fatto. Quasi a sottintendere che si debba tacere, come quando si era in servizio. Non tacevo allora, non lo faccio oggi, giusto per mettere i corretti paletti alla questione. Scrivevo, inoltre, e lo continuo a fare. A volte spedivo pure a quel paese, avrei potuto svolgere attività di promozione turistica, e – al proposito – chissà che non mi ci dedichi ancora.

Orbene, non rivendicando l’originalità dell’idea, l’attività che ha visto Arma “speciale” – i CC del Ministero del Lavoro – e quella “territoriale” operare insieme l’avevo teorizzata, studiata con eccellenti colleghi e proposta quand’ero in servizio. L’avevo estesa anche ad altri settori, ad esempio l’ambiente attraverso la collaborazione con l’Arma “Forestale”, con l’approvazione del Comando Generale dell’Arma, e l’ho regolarmente condotta. L’avevo portata avanti anche prima, da comandante provinciale, coi miei carabinieri che non mi dettero a intendere di non gradirla e ne compresero obbiettivi e frutti. Disposi anche capillari controlli sui percettori di “reddito di cittadinanza”, in costanza dei governi Conte 1 e 2 (giusto per rammentare quanto sia scioccamente incapace di comprendere cosa mi possa convenire fare), condotti in ogni stazione CC impiegando a volte il militare di servizio alla caserma (comunemente definito “piantone”), perché si trattava di verifiche semplicissime, che potevano essere condotte senza particolare specializzazione. Fu iniziativa gradita al folto pubblico che non fa conto sull’RdC perché può e vuol lavorare – coloro che ne hanno bisogno vanno sicuramente tutelati, sia chiaro – che vedeva, se non recuperate somme, interrotte emorragie di denaro verso imbroglioni e cialtroni.

Quindi, scrivere, avevo scritto, nell’ottica di sfruttare la capillarità dell’Arma, la sua vera forza, per esaltare le capacità specialistiche che pure erano state create e andavano preservate. Mi si scusi la cacofonia, voluta, ma insegnare al personale meno specializzato l’ABC della materia “speciale”, consentendogli di svolgere un ruolo nel settore, libera risorse “speciali” per impegni davvero tali, e consente d’allargare l’intervento di verifica, recuperando dati informativi utili che non si sa mai dove possono portare e risultati.

Non entro nel merito se sia più o meno giusto che in caso di guerra si sospenda l’attività sindacale, onestamente rileva poco nel contesto dell’articolo che ho firmato. Osservo solo come sia l’unico punto in cui si dissenta sul mio argomentare, su base normativa.

E ribadisco è che la sicurezza pubblica sia vitale per il progresso di una società. Che si possa discutere fra sindacati e istituzioni, ma se un’attività operativa fornisce vantaggi al cittadino e alla collettività, occorra rimboccarsi le maniche. L’uomo della strada non si sofferma sulle lotte di classe fra concittadini che volontariamente – va scritto, perché a volte sembra che si glissi elegantemente su tale particolare – hanno scelto di garantirgli la sicurezza. Forse non comprende i dialoghi dei massimi sistemi, ma vuole vivere sicuro, e che lo Stato faccia la sua parte per garantirglielo.

Non vedo nulla di male a chiedere miglioramenti salariali, di equipaggiamento, di alloggio etc.: siamo nel XXI secolo e il personale deve godere di standards adeguati ai tempi. Ma criticare interventi che sono utili all’Italia, potrà solo far male allo stesso comparto sindacale.

Da tempo sostengo che il vero avversario delle forze dell’ordine possa trovarsi solo al loro esterno. E non è sempre facile individuarlo. Perdere tempo e risorse intellettuali e dialogiche a fomentare scontri di classe non reputo sia la via corretta.

Se non altro perché la nostra pensione, e soprattutto i nostri stipendi, li paga un datore di lavoro che si chiama cittadino.

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