Anno XI 
Martedì 20 Ottobre 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
13 Febbraio 2026

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Il 9 febbraio in Salento, sulla statale Brindisi-Lecce, ha avuto luogo il periodico assalto a furgone portavalori. Non è novità, ma del resto in provincia di Foggia esiste vera università che specializza malviventi in questo tipo di azioni, richiedenti fegato e capacità tecniche non comuni.

Dalle immagini che ho potuto vedere, e dai tempi dell’azione, è probabile che non sia stato possibile accedere al denaro prima che lo spumablock, iniettato di norma automaticamente all’insorgere dell’emergenza, si fosse solidificato. Ma non è questo il punto.

Abbiamo infatti potuto assistere a un miracolo d’ordinaria follia, ed è di questo che preferisco – una volta tanto – disquisire.

Una pattuglia di Carabinieri, senza manco l’auto col parabrezza blindato, s’è lanciata in caccia, come fece il povero brigadiere Carlo Legrottaglie nell’ultimo suo turno di servizio. E un altro militare, dopo aver concluso la propria notte di servizio, appreso della rapina in corso, ha messo in ballo la sua auto e la sua benzina, unendosi volontariamente alla muta d’inseguitori. Robe da non crederci, se non si è divisa un po’ di strada con questi ragazzi. Che magari sbagliano qualche congiuntivo, e come disse una dotta professoressa a suo tempo “non hanno la faccia particolarmente intelligente”, ma se serve ci sono sempre, anche quando, sempre per citare l’algida prof., “non ci sarebbero mancati”.

Che dire? Beh, tranquilli: non dico che il povero Carlo Legrottaglie li abbia guardati da lassù e protetti. Immagine bella ma banale, e che fa perdere pure valore al gesto, impaludandolo di sovrannaturale.

Punto invece l’indice sul fatto che – nonostante tante dotte e meno dotte dissertazioni – anche stavolta sia scattato un inseguimento. Che ha consentito di catturarne due. E magari lavorandoci su con l’indagine si riesce pure a pizzicare gli altri. Naturalmente il risultato non sarebbe stato raggiunto limitandosi a prender la targa.

Eppure gli antagonisti sparavano, lo testimoniano i buchi nel cofano e nel parabrezza dell’utilitaria in colori d’istituto della Stazione CC di Cellino S. Marco, nota per ospitare Al Bano. E qui, magari, vuoi vedere che un po’ di sovrannaturale ci abbia messo lo zampino? Visto che i proiettili hanno dribblato i ragazzi perdendosi nel vuoto.

Beh, glielo danno il tentato omicidio volontario ai delinquentoni? Non è detto. Sicuramente lo configurerebbero tanti magistrati da me conosciuti e stimati. O quelli che indagano un agente che spara da 30 metri senza alcuna possibilità di centrare il bersaglio, salvo che per altro miracolo del sovrannaturale, come sa chiunque abbia sparato con una 9 Parabellum. Mi riferisco del colpo “della domenica” di Rogoredo di qualche giorno fa, esploso a distanza che il mirino copre tutto il bersaglio e ci prendi solo per botta di fortuna o sfortuna, dipende da come la vedi.

Ma non dovrebbe ipotizzarlo quel PM che considera pinzillacchere due “martellettatine” a poliziotti inermi e travolti dalla folla urlante e incappucciata. Né quello che considera innocui i petardi lanciati ad altezza d’uomo, magari con chiodi, visibilissimi in TV, e magari si sta dannando l’anima a trovare video che mostrino risposta analoga a colpi di lacrimogeni da parte del personale operante.

E neppure chi ha sentenziato l’innocenza di capitana dall’acconciatura da Mocio-Vileda, dopo speronamento d’imbarcazione delle Fiamme Gialle.

Insomma, aspettiamo e incrociamo le dita. Perché dopo l’incriminazione dei militari che avevano bendato gli accoltellatori del Brigadiere Cerciello Rega, che si dirà ora delle immagini di un arrestato, steso a terra, sull’erba sicuramente fredda e umida del mattino? E con le mani bloccate dalle manette, dietro la schiena?

L’Arma, ne son sicuro, li premierà, come meritano, ci penseranno i comandanti, che son gente di cuore. Ma è bene che il Direttore Belpietro si prepari a mettere mano a ciò che è rimasto al suo “La Verità” dopo aver sostenuto il brigadiere Marroccella, perché non dormirei sogni sereni al posto dei militi Benemeriti.

Non mi preoccuperei invece della sicura interrogazione parlamentare per il trattamento riservato ai latrones. Scusatemi, ma avendone trattate tante analoghe, le ritengo per lo più un modo per giustificare di esserci e credere di essersi guadagnato il lauto stipendio. Cui non è proprio il caso di replicare neppure “Grazie d’esistere!”

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