Anno XI 
Venerdì 10 Aprile 2026

Scritto da Redazione
Politica
10 Luglio 2025

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“Lascia perplessi la scelta del Comune di Lucca, assieme alla Fondazione Cassa di Risparmio, di dedicare una statua fuori piazza Anfiteatro all’incontro dei triumviri romani Cesare, Pompeo e Crasso. Non solo perché si tratta quasi di un “falso storico”: è da notare infatti che gli accordi tra i tre risalgono al 56 avanti Cristo, mentre l’antico anfiteatro romano sorgerà soltanto circa due secoli dopo. Non solo è alquanto improbabile, quindi, che i tre si siano incontrati proprio in quel punto: secondo alcuni studi, in quel momento in tale zona poteva sorgerci addirittura una cloaca. A lasciare perplessi, però, è soprattutto il fatto che il primo accordo tra l’Amministrazione comunale e il nuovo corso della Fondazione avvenga su un progetto che già in passato era stato accantonato perché considerato poco consono. Davvero, mentre il mondo va a fuoco per i conflitti, si può continuare ad intendere la storia come opera di singoli individui e sequenza di guerre? È davvero questo il segno culturale che questa generazione cittadina vuole lasciare per il nostro futuro?”.
È il consigliere comunale Daniele Bianucci ad esprimersi sul progetto della nuova statua sui triumviri romani, che dovrebbe essere realizzata in piazza Scalpellini.
“Chiunque paghi questa opera, si tratta comunque di soldi dei lucchesi, non certo di Pantalone. E, tra l’altro, parliamo di un bel po’ di denari - prosegue Bianucci - Secondo il progetto approvato dalla giunta, vedrà la luce un “patacchio” peso addirittura di più di una tonnellata di marmo e bronzo, corredato da una targa che magnifica niente meno che la capacità dei tre triumviri di spartirsi le cariche e le province e di influenzare il Senato. Il titolo scelto per l’operazione è in effetti altisonante: “Lucca si affaccia alla storia". E qui qualche domanda parte spontanea. È procedere nella cultura o non invece offendere chiunque non si riconosca in una concezione del fare politica come accordo fra uomini ricchi e potenti per vantaggi personali, e non intenda la storia come opera di singoli individui e sequenza di guerre? L'operazione rientra a tal punto  nella rivalutazione delle "nostre radici" con annesso uso del latino al di fuori di ogni contestualizzazione storica, ma con  funzione "latinorum" (si vis pacem, para bellum), da lasciare che Lucca venga ridotta al set cartonato di un film in costume della Roma imperiale? Infine, come non sottolineare che i pochi reperti storici romani all’interno delle mura romane vengano bellamente ignorati, come nel caso dei resti del teatro vicino piazza Sant’Agostino? Non dovrebbero essere queste le priorità?”.

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