Fra gli oltre 500 personaggi elencati sull' enciclopedia wikipedia che hanno ricevuto dal 1997 il Premio Fedeltà allo Sport, dopo qualche anno simboleggiato dalla sfinge d' oro, figura Abdon Pamich, generalmente ricordato a livello mondiale come un campione che ha lasciato un segno indelebile nella storia della marcia. Martedi 10 febbraio, nel giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, è andato in onda un film in prima serata su Rai Uno dal titolo: "Il marciatore la vera storia di Abdon Pamich" , diretto da Alessandro Casale e prodotto da Clemart in collaborazione con Rai Fiction che narra quando Abdon da esule fiumano diventò uno dei marciatori più vittoriosi al mondo di tutti i tempi. Un ex profugo istriano, che quando la città di Fiume dove nacque 92 anni fa passò sotto il potere jugoslavo, riuscì da bambino a trasferirsi in Italia assieme al fratello Giovanni, fuggendo ai controlli senza documenti per poi raggiungere Novara in un campo di raccolta e poi trasferirsi con la famiglia a Genova dove iniziò la sua inimitabile carriera agonistica.
L'INCONTRO CON IL PREMIO FEDELTA' ALLO SPORT VENERDI 6 MAGGIO 2011
Era il 6 maggio 2011, quando dopo vari contatti giunse con la sua auto , assieme alla sua gentile signora, all' uscita dell' autostrada di Capannori. Avevamo l' appuntamento in un punto di sosta e lo accompagnai all' Hotel Country Club di Gragnano dove era fissata la cena di gala della 15.a edizione del Premio Fedeltà allo Sport. Mi colpì subito di lui la grande umanità, l' umiltà e l' empatia. Per noi organizzatori fu uno dei momenti più belli della storia del Premio. Pamich si dimostrò soddisfatto nel vedere che i suoi successi venivano ancora ricordati a distanza di tanto tempo dagli sportivi e dai soci onorari che hanno generato la manifestazione. Sentiva dentro di sé che veniva convalidato il suo impegno e il suo impatto nello sport. Una sensazione positiva che fu trasmessa nel corso della serata a tutti i partecipanti. Una stella dello sport in una serata di campioni. In quella edizione ricevettero la sfinge d'oro( a quei tempi di colore più opaco rispetto alla lucentezza odierna ma sempre consegnata come momento di gratitudine nel ricordare le imprese di grandi campioni ) anche il più grande pallanuotista del mondo di tutti i tempi l' ungherese Tamas Kasas, il "Caimano" Eraldo Pizzo, Giancarlo Antognoni, Luciano Chiarugi e tanti altri.
Pamich è uno fra gli atleti di tutti gli sport più vittoriosi di tutti i tempi. Vanta una medaglia d' oro ai Giochi Olimpici di Tokyo 1964 nella marcia 50 Km., un bronzo olimpico, 2 ori ai campionati europei ed una quarantina di titoli italiani.
Fu un momento emozionante per i presenti ascoltare una storia unica come la sua fatta di sacrifici, di paure, di sfide superate nella vita come nello sport e sentire dalla sua voce quelle sfide superate lasciando un segno indelebile. Tanti soci onorari ebbero la possibilità di interagire personalmente ed essere in presenza di qualcuno che si ammira profondamente e del quale si ricordano le imprese e le ammirazioni di quando erano in età giovanile. Noi organizzatori siamo stati onorati che un campione di questo livello e di questa umanità sia venuto a Capannori a ricevere il Premio, l' unico a lui consegnato in Toscana.
FOTO: ALFREDO FANELLI