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La Fiorentina vola agli ottavi di Coppa Italia, battuto nettamente il Pisa per 3 a 0
Seconda partita per Paolo Vanoli e seconda vittoria. In una partita per molti dal pronostico scontato, alla luce anche dei risultati del week appena passato: Fiorentina vittoriosa a Venezia, Pisa incredibilmente sconfitto in casa dall’Entella

Rugby Lucca: i Cavalieri Prato-Sesto conquistano il decimo Memorial Bernardo Romei
I bianconeri si sono imposti al temine di un torneo combattuto ed equilibrato. Successo anche per l’open day organizzato dal Rugby Lucca

La vittoria del Seravezza Calcio in campo e sulle tribune: un fair-play testimoniato da un tifoso della Lucchese
Talvolta le vittorie in una partita di calcio si ottengono non solo con i goal segnati ma anche col comportamento sportivo, il cosiddetto "fair play" di squadra…

Perugia si aggiudica il 4° Trofeo "Settembre Lucchese" di basket femminile
Va in archivio anche la quarta edizione del Trofeo "Settembre Lucchese", ormai consueto apripista del campionato di basket femminile di serie B, con una interessante vetrina anche sui…

Sabato 19 settembre ad Antraccoli si corre la competitiva 33ª Staffetta del Pioppino
Importante avvenimento sportivo di atletica leggera, sabato prossimo 19 settembre, ad Antraccoli, con la 33.a edizione della classica agonistica Staffetta del Pioppino organizzata dall'Asd Marciatori 1976 Antraccoli Lucca, in…

BCL sconfitto a Piombino in amichevole 92 a 78
Nella penultima amichevole il BCL è andato fino a Piombino per testare la squadra contro la Solbato Golfo Piombino. L’inizio del match è uno di quelli che il BCL ha già fatto vedere nei precedenti scrimmage della preseason

In laguna la Fiorentina riprende a... respirare: 4 a 2 al Venezia
La nuova Fiorentina targata Vanoli finalmente si sblocca e ottiene i suoi primi tre punti. Al termine di una settimana che a dire incredibile e imprevedibile si fa fatica, la Viola vince in laguna battendo nettamente il Venezia, ma, soprattutto, finalmente dimostra che anche se ci vorrà ovviamente del tempo può essere una squadra che gioca e diverte

Il basket femminile scalda i motori: al Palatagliate il 4° Trofeo Settembre Lucchese
Si scaldano i motori in vista della nuova stagione di Serie B femminile. Il primo banco di prova per verificare lo stato di preparazione delle squadre sarà il 4° Trofeo Settembre Lucchese, in programma il 12 e 13 settembre al Palatagliate

Basketball Club Lucca ad un passo dalla vittoria con la Lumos Pistoia
Al Palasport di Massa, un Basketball Club Lucca ben organizzato e deciso a giocarsela, strappa gli applausi ai molti presenti in tribuna, uscendo dall’amichevole con la Lumos Pistoia…

A San Vincenzo gli Open Day Multisport del comitato paralimpico regionale
Sarà il resort Riva degli Etruschi di San Vincenzo a ospitare, sabato 19 e domenica 20 settembre, gli open day promossi dal Comitato Regionale CIP Toscana, in collaborazione con INAIL Toscana e Fondazione Roma, per…

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Venerdì 22 marzo al cinema Astra, alle 9 si terrà l’evento finale del progetto SAGG - Sport Against Gender Gap. Il progetto, realizzato dal Circolo Dilettantistico AICS Lucca in partenariato con AICS Comitato Provinciale di Lucca APS, è stato finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento dello Sport nell’ambito del bando finalizzato al contrasto delle discriminazioni e alla promozione della parità di trattamento nel mondo dello sport.
L’obiettivo del progetto era contribuire a ribaltare gli stereotipi di genere nello sport focalizzandosi in particolare su due target: gli operatori/le operatrici sportivi/e e gli studenti delle scuole e concentrandosi sull’aspetto della comunicazione e della percezione dello sport. Le tematiche affrontate hanno riguardato il tema degli stereotipi di genere, il gender gap nello sport, in particolare rispetto al professionismo e alla differenza salariale tra atleti e atlete. Sono stati utilizzati video tratti da film, post estrapolati dai diversi social, slides e schede pratiche con lo scopo di indurre gli studenti e le studentesse (e gli operatori/operatrici) a riflettere sugli schemi di pensiero che automaticamente vengono utilizzati per conoscere e comprendere la realtà.
L’incontro di venerdì presenterà i risultati del progetto, sia con interventi istituzionali sia con gli operatori AICS, e i video realizzati dalle scuole coinvolte: l’Istituto Pertini, l’Istituto Paladini e L’Istituto Fermi-Giorgi. Le classi sono state sette in totale, sia del biennio che del triennio coinvolgendo circa 150 ragazzi e ragazze dai 14 ai 18 anni.
Il progetto è stato realizzato anche in collaborazione con la psicologa Tenucci Elisa e l’Associazione La Luna che hanno seguito la parte formativa sia a scuola che con gli operatori e saranno presenti venerdì per analizzare i risultati raggiunti.
Alla fine della giornata sarà premiato il video più votato.
Tutto il materiale prodotto è visibile sui social AICS.
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“Quando misi la prima protesi, a tre anni, i dottori dissero che mi ci sarebbe voluto un po’ per abituarmi: io mi misi subito a correre come un pazzo”: quest’aneddoto riassume bene il carattere di Paolo Capasso, giocatore della Nazionale italiana calcio amputati, da sempre animato dal desiderio di movimento e di libertà.
27 anni a luglio, originario di Napoli ma a Lucca dai sei anni, senza una gamba dalla nascita e da sempre con la passione per il calcio. “Fino ai tre anni mi muovevo grazie a una macchinina: già da lì giocavo a calcio- ha raccontato- Dopo aver messo la protesi fin da piccolo palleggiavo nel giardino di casa. Crescendo ho avuto qualche problema; soprattutto, a differenza degli altri ragazzi, non potevo andare alla scuola calcio, perché nessuno si prendeva la responsabilità di avermi. Quindi giocavo all’oratorio, dopo il catechismo”.
E poi, a 15 anni, la svolta: la scoperta del calcio amputati, che si gioca senza protesi ma con le stampelle. “Quando ne sono venuto a conoscenza ero molto scettico, allora mi sono informato e ho deciso di provarci, cominciando ad allenarmi con le stampelle in giardino. Mi si è aperto un mondo- ha spiegato Paolo- Qualche anno dopo ho deciso di non mettere più la protesi: con le stampelle sono molto più libero di esprimere ciò che sono, mi sento più me stesso. Questo sport mi ha fatto crescere molto come persona: prima mi sentivo come se fossi solo al mondo, ma quando ho conosciuto altri ragazzi amputati non è più stato così”.
Ora gioca nella Nazionale italiana calcio amputati, sorta nel 2012 dal desiderio di Francesco Messori, anche lui con una sola gamba dalla nascita, di giocare con ragazzi come lui; la squadra fa parte della FISPES (Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali) e ha già partecipato a tre mondiali e due europei. Oltre a questo, Paolo gioca nello Sporting AMP Football, una delle quattro squadre facenti parte del campionato italiano, e da quest’anno è stato acquistato anche da una squadra polacca.
“La Polonia in quest’ambito è molto più avanti rispetto a noi: è tutta un’altra situazione, come spero possa essere anche in Italia- ha osservato- Il problema è che da noi lo sport non è conosciuto, infatti siamo ancora a 60 atleti, che sono davvero pochi. I buoni risultati possono aiutarci a crescere: a giugno di quest’anno parteciperemo agli europei in Francia e puntiamo a fare una bella prestazione”.
L’augurio è che il calcio amputati possa crescere e diventare sempre più conosciuto anche in Italia, diventando un importante strumento di inclusione. “Per il ragazzo amputato che si chiude in casa perché tante persone non accettano la disabilità, può essere un modo per entrare nella società- ha riflettuto Paolo, che collabora peraltro con l’associazione Lucca Senza Barriere- Ma può servire anche per dimostrare a tutti quelli che hanno due gambe e due braccia che i limiti sono tutti mentali: se uno vuole fare una cosa la fa, basta non trovare scuse”.
“Mi piacerebbe anche essere un esempio- ha concluso- Quando sono in giro per Lucca i bambini cominciano a indicarmi e gridare, ma quello che mi fa ridere sono i genitori che li zittiscono e basta: proprio questo è il problema di come si tratta la disabilità. I genitori dovrebbero prendere i bambini e spiegare loro la situazione invece di tenere tutto nell’oscurità, perché in questo modo passa il messaggio che la disabilità è una brutta cosa, quando invece è del tutto normale. Io sono dell’idea che siamo tutti un po’ disabili: dobbiamo guardare a quello che sappiamo fare”.
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