Anno XI 
Martedì 13 Gennaio 2026
claudio
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Scritto da Redazione
Cronaca
12 Gennaio 2026

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Venerdì 16 gennaio alle 21 al Teatro Jenco di Viareggio andrà in scena lo spettacolo teatrale "Le libere donne di Magliano" con l'interpretazione di Livia Castellana,  la regia di Andrea Buscemi, e le musiche di Niccolò Buscemi.  Lo spettacolo sarà replicato a Lucca domenica 18 gennaio alle 17 all'auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca.
  
Nel mese di gennaio la Fondazione Mario Tobino vuole ricordare lo scrittore e psichiatra viareggino Mario Tobino in occasione del 116° anniversario della nascita con lo spettacolo "Le libere donne di Magliano", tratto dal libro scritto nel 1953, in scena venerdì 16 gennaio alle 21 al  Teatro Jenco di Viareggio e domenica 18 gennaio alle 17 all'Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca.
 
Un omaggio che la Fondazione dedica ai cittadini delle due città care allo psichiatra scrittore ed entrambe protagoniste di alcuni suoi romanzi: Viareggio la terra natale e Lucca, precisamente l'Ospedale Psichiatrico di Maggiano, dove dal 1942 ha iniziato ad abitare esercitando la professione di psichiatra. 
Lo spettacolo, realizzato in collaborazione col Comune di Viareggio e la Fondazione BML, è portato in scena con la regia di Andrea Buscemi, l'interpretazione di Livia Castellana e le musiche di Niccolò Buscemi. 
Le storie e gli intrecci di vita delle figure femminili narrate in uno dei romanzi più noti di Tobino "Le libere donne di Magliano" – riconosciuto come uno dei maggiori capolavori della letteratura italiana del Novecento - rivivono raccontando le vicissitudini della loro vita, nel periodo trascorso all'Ospedale Psichiatrico di Maggiano dove Tobino le ha potute incontrare, osservare e curare come medico della sezione femminile. 
L'opera, esprime il punto di vista di Tobino sui malati di mente: creature degne d'amore. E' un testo che ha aperto la strada ad una nuova considerazione del disagio mentale e di chi ne porta i segni. Un omaggio non convenzionale a M.T e all'universo femminile, tra forza e fragilità, determinazione e follia. 
Accompagnato dalle musiche originali di Niccolò Buscemi, lo spettatore inizia un viaggio che parte dalle comode poltrone e si addentra sempre di più nei meandri delle paure e delle sofferenze che le donne, interpretate da Livia Castellana  esprimono. A volte con la voce, a volte con i gesti, ma sempre con una grandissima spinta emotiva, un tumulto soffocato di lacrime, sogni, desideri d'amore per far rivivere le tante piccole storie di queste donne, fragili e forti ma allo stesso tempo dimenticate, perché chiuse nella prigione delle loro nevrosi, talvolta "colpevoli" quasi sempre innocenti. Dimenticate, perché è più facile girare lo sguardo e soffocare il lamento dietro all'intonaco screpolato di un solido muro. 
In controtendenza rispetto ai coevi luminari di psichiatria, Mario Tobino sosteneva che la follia fosse solo un modo di esprimersi non equilibrato, che "i normali" non erano in grado di capire "i matti" perché troppo estranei e disinteressati alle loro "regole". 
Lo spettacolo "Le libere donne di Magliano" è stato portato in scena per la prima volta al Teatro del Giglio di Lucca nel gennaio 2011 a cui sono seguite numerose repliche tra cui quella al teatro Jenco di Viareggio nel marzo 2022, al teatro Le Laudi di Firenze nel marzo 2023 e nell'ex Ospedale Psichiatrico di Maggiano (Lu) nel luglio 2024.
 
"L'urgenza di riproporre a teatro le pagine di Mario Tobino ci pare assai significativa, in un periodo storico dove la Parola poetica è così quotidianamente mortificata dal linguaggio televisivo. 
L'imbarbarimento dei comportamenti e la volgarizzazione degli intenti di questa nostra ambigua e miseranda epoca da basso impero fa a pugni con gli alti ideali che mossero dapprima il suo approccio scientifico (intriso di così grande spessore umano), poi l'intero suo percorso letterario: dove la Poesia permea direi interamente ogni sua pagina. 
Ne Le libere Donne di Magliano Tobino è maestro nel tradurre i fremiti della sofferenza fisica e psicologica, e il suo messaggio si imprime nel ricordo, turbando il sonno a distanza di anni. Forse l'arte è simpliciter questo: sapienza nella descrizione del dolore. 
Tobino si spinge in avanguardia ancora più in là, quasi scommettendo nientemeno che sulla cognizione del medesimo. Non è semplice, il tema è anzi il più arduo. E drammatico, perché in Tobino l'arte non imita la vita, ma è la vita stessa: per dirla con Artaud, guarda caso qui un emblema perfetto, esatta quintessenza di Teatro e Follia. 
Le sue pagine sono di una bellezza pittorica, e accumulano al contempo una massa enorme di materiale formale, atmosferico, umorale. Gioco di contrasto e contrappunto, per dare voce ai più umili. Già di per sé una drammaturgia perfetta: non restava che prenderci il lusso di dargli pienamente voce su un palcoscenico."  (Andrea Buscemi)
 
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti sul sito della Fondazione: https://fondazionemariotobino.it/prenota/
 
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