Costretta a percorrere 750 metri a piedi fino alla fermata dell’autobus, con un bambino di tre anni e una di un anno in passeggino, su strada a doppio senso, stretta, senza marciapiede e in discesa con auto veloci: è la denuncia di una mamma di Montecarlo, che in questa situazione paradossale si è trovata per il trasporto scolastico dell’asilo del figlio.
“Faccio regolare domanda per il pulmino scolastico (C.LU.B. / Comune di Montecarlo) con presa da casa. La domanda viene accolta, ma solo a ottobre, a scuola iniziata, mi viene comunicato tutto questo. Mi rivolgo all'assessore. Devo dire che insieme agli altri ha cercato una soluzione, ma specificando subito: Non ti prometto niente, ci provo ma non ti prometto niente- dichiara la donna- A quel punto ho chiesto: Ma nel caso non riuscite a trovare una soluzione, cosa devo fare? Mi devo trasferire? E mi è stato risposto: Sì, ma per questo non ti preoccupare, nel caso facciamo un cambio interno. La fermata intanto è stata spostata di soli 100 metri, quindi ne restavano 650 da fare a piedi nelle stesse condizioni”.
“Quando poi ho chiesto aiuto concreto per quel cambio interno, mi è stato risposto testualmente: Ci devi pensare te, non è mica il mio figliolo, sei tu il genitore. Sicuramente, se fosse stato il suo, questo problema non si sarebbe nemmeno posto - prosegue ancora - Sono andata dalla sindaca dicendo che, non avendo altra scelta, mi sarei trasferita e avrei reso pubblica la vicenda. Solo la settimana successiva è arrivata la proposta di una soluzione completa, quando ormai lunedì scorso avevo già iscritto mio figlio in un'altra scuola in un altro comune, perché costretta visto che loro non avevano trovato soluzioni concrete”.
“Non pretendo che mi venga preso in casa, ma nemmeno in queste condizioni: se lo avessi saputo prima sicuramente me ne sarei andata subito”, è la conclusione.


