“Quando il comune di Porcari decise di trasporre al TAR toscano la causa inizialmente indirizzata al presidente della repubblica, restammo tutti allibiti: a noi era chiaro sin dall’inizio quale sarebbe stato l’esito finale. I fatti, purtroppo, ci hanno dato pienamente ragione”. Così esordisce Liano Picchi del coordinamento dei comitati ambientali della piana.
“Dopo aver attentamente letto la sentenza, i dubbi sull’esito di questa sperimentazione condotta sulla pelle della popolazione non sono spariti. Contrariamente a quanto furbescamente il sindaco Del Chiaro afferma, la sentenza del TAR non prova affatto la sicurezza dell’impianto sotto il profilo ambientale e sanitario, ma si limita a fare un controllo formale sulla legittimità degli atti- prosegue infatti Picchi- Sarà poi l’esperienza successiva a dirci se concentrare migliaia di tonnellate di pannoloni intrisi di liquidi organici a ridosso dei centri abitati comporterà o meno odori, rumori e contaminazioni sanitarie”.
“Quanto all’affermazione che sotto il profilo idraulico l’impianto va bene, ciò è semplicemente ridicolo. Va così bene, infatti, che a causa del rischio idraulico ora deve essere raso al suolo, gettando al vento tre milioni di euro dei cittadini. Per non parlare del disastroso piano finanziario, che prevede due milioni e settecentomila euro di costi annui da coprire con i ricavi della vendita del materiale recuperato dai pannoloni sporchi, che nessuno al momento sembra volere”, conclude Picchi.



