Che bello! Che bel dono! Quale sorte straordinaria mi è toccata! Tra gli effetti secondari, assolutamente secondari, della recente iniziativa trumpiana di rapire nottetempo e con la violenza - pare si contino almeno 70/80 vittime – il presidente del Venezuela, c’è stato anche quello di avermi tolto dal groppone degli anni almeno una dozzina di lustri. Sono ritornato, nemmeno mi fossi immerso nella piscina di Cocoon, il giovinotto che fui, sempre pronto a gridare, con ragione o torto (più spesso però la prima), “yankee go home”. Manco fossi salito sulla wellsiana macchina del tempo per un viaggio a ritroso negli anni Sessanta del secolo scorso: quando i poliziotti/proletari di PPP mi/ci menavano di brutto in via Veneto davanti all’ambasciata Usa. Insomma, l’anziano ragazzo - quest’anno, Donald, sono ottant’anni tondi tondi - dai capelli bianco-arancioni mi ha restituito, immagino senza volerlo, gli entusiasmi, le passioni, le rabbie di sessanta, o giù di lì, anni or sono... Per un più corposo “Trump boia” aspetto la prossima ventura già annunciata operazione in Groenlandia e il rapimento a opera della Delta Force di qualche importante esponente inuit.



