Anno XI 
Lunedì 20 Aprile 2026

Scritto da Redazione
Politica
21 Marzo 2021

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Eugenio Baronti di Sinistra Italiana di Lucca si dice vicino al pensiero di Uniti per la Manifattura riguardo il progetto Coima. “Fermatevi fin che siete in tempo, non andate oltre, non consumate uno strappo così forte e profondo con una parte di questa città che ancora crede nella democrazia e soprattutto nella partecipazione. Io milito in una sinistra minoritaria, piccola ma con un grande cuore rosso verde e non mi sento per niente rappresentato da questa posizione, anzi, mi offende questa ottusa ed ostinata chiusura al dialogo con i Comitati - incalza - Mi sembra un incomprensibile controsenso, un paradosso per una maggioranza che si dichiara progressista e di centro sinistra. Mi sento offeso in prima persona quando si denigra senza alcun rispetto cittadini, rimproverando loro di essere i soliti comitati del no a tutto, privi di idee e nemici del progresso e dello sviluppo”.

Non si ferma qui il pensiero di Baronti: “Non ho sentito idee realistiche da parte dei promotori del progetto in quanto riempire la Manifattura di automobili e consegnare finanche l’incasso della sosta ai privati e non più al Comune non mi sembra così al passo con i tempo. Quando amministratori affermano che sono costretti a fare queste scelte perché non ci sono soldi e il coinvolgimento del privato è necessario e senza alternative, in pratica ammettono di essere totalmente privi di idee perché è dalle idee che nascono i progetti - continua - Le idee e i progetti che sono stati proposti sono, non solo fattibili e realistici, ma anche finanziabili perché per la transizione ecologica sono stanziati molti miliardi, certo, non si può pretendere di farci finanziare parcheggi ma, se mai un piano serio di mobilità alternativa all’auto privata per il futuro di Lucca e della Piana. Tanti progetti legati insieme: arte, socialità, musica, cultura, lavoro, memoria, dentro un unico grande progetto creato con il coinvolgimento della città per la città. Certo, questo processo è faticoso, richiede grande impegno, ma un amministratore è questo che è chiamato a fare, per questo è stato eletto, deve guardare sempre in avanti oltre il proprio naso e immaginare e costruire il futuro. Il peggior amministratore è quello che si accontenta dell’ordinaria amministrazione dell’esistente”.

Chia. Berna.

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