Anno XI 
Mercoledì 15 Aprile 2026

Scritto da Redazione
Politica
08 Agosto 2025

Visite: 886

Il collettivo artistico militante lucchese - senza firma, senza alcune identità, senza palle per metterci la faccia - ha posto in essere un'azione che pur non condividendo sotto il profilo politico e del contenuto, è una sorta di provocazione che non produce danno alcuno al monumento in oggetto e lascia, comunque, un messaggio sul quale si può essere d'accordo o meno, ma che ha un significato. Molto meglio del monumento boiata che si trova poco distante e che è costato alla collettività, ringraziamo la Fondazione Carilucca, oltre 80 mila euro.

Ecco il testo del comunicato: 

La notte tra il 7 e l’8 agosto abbiamo proiettato sulle Mura di Lucca la scritta “FREE GAZA”, un’azione necessaria per reagire all’orrore e per dire, qui e ora, da che parte stiamo. L’occupazione israeliana ai danni del popolo palestinese si protrae da decenni e, nelle ultime settimane, la violenza dell’esercito sionista si è fatta sempre più aspra. Sono le ore più drammatiche del genocidio palestinese: Israele ha annunciato l’occupazione totale della Striscia di Gaza ed è inammissibile che questo ennesimo massacro avvenga con la silenziosa complicità del resto del mondo.
Abbiamo scelto di intervenire con un gesto simbolico e visibile: un’enorme scritta di cento metri sulla parete monumentale delle Mura di Lucca.
Siamo un collettivo artistico e crediamo nel potere delle azioni creative per mantenere viva l’attenzione sul genocidio in corso. Verrà il momento in cui saremo tutte e tutti convocati davanti al tribunale della storia. I nostri figli e nipoti ci domanderanno: «cosa hai fatto per impedire il genocidio del popolo palestinese?».
Ognuno di noi è chiamato a fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per non lasciare cadere il silenzio su quanto accade
su una delle coste del nostro stesso mare. Le azioni di guerriglia creativa urbana sono alla portata di tutte e tutti. Pertanto invitiamo artisti e artiste, collettivi, associazioni, cittadine e cittadini a ideare e realizzare interventi artistico-creativi per chiedere la fine del genocidio in Palestina. Non possiamo arrenderci all’anestesia che permea il nostro presente.
Chiudiamo con le parole di Goffredo Fofi – intellettuale militante recentemente scomparso – che sentiamo nostre: «sono arrivato a fare una specie di decalogo in quattro punti: resistere, studiare, fare rete e […] rompere i coglioni». 

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Domenica prossima 18 aprile alle ore 17, presso il Centro Cittadinanza Oltreserchio "Il Bucaneve" di Santa Maria a…

Giovedì 16 aprile quarto appuntamento con Voci di Biblioteca, la rassegna culturale organizzata dalla Scuola Imt Alti Studi…

Spazio disponibilie

Sabato 18 aprile alle ore 17:00 la Fondazione Ragghianti offre una speciale visita guidata gratuita, condotta dallo storico dell’arte Nikolas Paganucci,…

Spazio disponibilie

Resterà in piazza Statuto fino a martedì 2 giugno, il bronzo monumentale "Zarathustra" realizzato presso la Fonderia…

Attenzione alle truffe: falsi SMS sulla TARI stanno circolando in queste ore e puntano a ingannare i cittadini. In…

Sabato 18 e domenica 19 aprile torna l’appuntamento con le Giornate Internazionali delle Case Museo, iniziativa dedicata ai luoghi…

Spazio disponibilie

“Abbiamo già fatto richiesta d’incontro presso il comune di Lucca per approfondire lo stato di attuazione del parcheggio…

Giovedì 16 Aprile, a Palazzo Ducale, presso la sala dell’Antica Armeria, alle ore 16.00 verrà presentato, per iniziativa…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Duetto - 160
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie