Lo sgangherato “campo largo”, perde pezzi come Calenda e (forse) Renzi, e altri di maggior pregio, quali politici di spessore come Marco Minniti e Arturo Parisi e anche magistrati come Antonio “checc’azzecca” Di Pietro. Tutti pronti a pronunciare il fatidico SI’.
Beh, non si scoraggia (con la “o” e la “a”), e ha trovato un’ultima risorsa: i comici di professione. Dopo le risate provocate da corrucciati magistrati acrobati, fra frasi del dr. Falcone ribaltate up-side-down, roba da solista delle Frecce Tricolori, e “discese ardite” a ricordare che verrà il tempo di “fare i conti, gettare le reti e vendicarsi”, ora scende in campo pure Cinecittà. Roba da sbellicarsi. Specie alla vigilia del convegno indetto a Bruxelles da esponenti PD e M5S per dimostrare che in Italia non ci sia libertà e si attenti al dissenso. Che se in Europa qualcuno ha cronisti che hanno riportato le esternazioni al gusto di “grattachecca”, l’idea che sia a rischio la libertà si consolida. Ma a parti invertite: basta leggere cosa si pensi in Europa delle decine e decine di processi contro Berlusconi. Badare bene, ho scritto “cosa si pensi”, ovvero quale sia il sentire dei giornali europei, assai meno forcaioli dei nostri. Sulla giustezza o meno di accuse, proscioglimenti, assoluzioni e condanne, non ho elementi. Ma il “fumus persecutionis” c’era tutto.
Ora chi si fa stringere “a coorte” per il NO? Gli uomini dello spettacolo! Per carità, giusto, anche loro hanno una loro idea, ma son credibili? Cos’è lo spettacolo? La quintessenza della finzione. Tutti allegri, tutti buoni, tutti simpatici. Poi magari scopri come fanno fuori una Mia Martini, o come si faccia sparire cantanti o attori/attrici da ogni tipo di schermo. Anche dal radar. Perché “porta sfiga” o non “ci sta” a fare una capatina in camera da letto.
Se poi aggiungiamo che qualcuno finge pure di far l’artista, perché senza sussidi statali a film che nessuno va a vedere, non metterebbe insieme il pranzo con la cena. O chi vive oramai d’inviti pietosi dell’amico in RAI e Mediaset, che gli assicura una pomeriggiata d’interviste ad uso di chi – per età e malanni – deve tenere la TV accesa per avere compagnia. O già “artisti” passati a esternare “opinioni” di cui al pubblico francamente poco può interessare, atteso che non hanno né titoli, né esperienze per parlare di argomenti che richiederebbero un minimo di professionalità.
Insomma, ci mancava solo che si reclutassero un po’ di persone capaci di recitare un copione. Che magari pur di avere un aiuto statale per l’opera “da tre soldi” che hanno realizzato, senza farsi dare una mano da Bertolt Brecht, t’aiutano senza manco aver capito di cosa si parli.
Ma in definitiva, a ben pensarci, è tutto coerente. Se gente come l’on. Serracchiani e “baffino” D’Alema possono ergersi a paladini del NO dopo aver proposto a suo tempo tesi vicinissime al SI’, allora ci sta tutto.
E allora, proviamo a ricordare.
Ad esempio Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, che giravano per le piazze dei paesetti siciliani – senza aiuti statali – a far ridere, stendendo a terra un telo bisunto ch’era l’unico palcoscenico che si potessero permettere, fino a essere scoperti e portati nel piccolo e grande schermo.
Proviamo a ricordare un’Italia in cui gli artisti eran pochi – la Duse, Petrolini, Totò, De Sica padre, “Albertone” Sordi, Anna Magnani, Peppino De Filippo e altri, sia chiaro – e non vivevano d’assistenza pubblica, e neppure del mutuo soccorso grazie a opinioni sgangherate, ma delle loro capacità.
Un’Italia seria, in cui gli artisti facevano l’artista, e nessuno gli chiedeva la comparsata a “Tribuna elettorale”. E il politico faceva il suo. A volte – lo so – anche provocando il riso, senza volerlo.
Beh, se dobbiamo andare al teatrino delle marionette per sostenere un’idea politica, francamente siamo a pezzi.
Forse nessuno s’è letto Pirandello. Diceva che ciascuno ha una maschera. E l’attore – questo lo dico io – ne ha due. Quella che ride e quella che piange. Dipende quale serve per sbarcare il lunario.
Mi chiedo come mai qualcuno non sia andato ancora a chiedere come voterà l’Abominevole Uomo delle Nevi, o il Panda Gigante. O Topolino e Paperino. O Tex Willer e Corto Maltese.



