Il colloquio tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci è servito solo a confermare quello che si andava dicendo da giorni e cioè che il generale non aveva più voglia né convenienza a stare nella Lega. A questo punto se anche molti saranno i militanti leghisti a gioire, altrettanti gli aspiranti militanti di quel mondo al contrario che Vannacci ha tirato su dal nulla. Finisce, così, la storia d'amore che, in realtà, amore non è mai stato, tra un partito di potere e di Governo che ha governato con tutti o quasi e un incursore dell'esercito che cerca di muoversi in una politica fatta di compromessi, di promesse, di compravendite, di ipocrisie e sudiciume. A questo punto il progetto vannacciano Futuro Nazionale può vedere la luce in tutta la sua luminosità. Chiaro che si tratta pur sempre di un partito e come tutti i partiti soggetto alla legge di una partitocrazia che ha lottizzato questo sfasciato stivale, ma almeno, in questo caso, i valori sono quelli giusti, non quelli di un carrozzone verniciato di rosso che sta tirando a fondo un Paese che era, un tempo, una vera e propria perla.
Adesso bisogna vedere quanti italiani saranno disposti a seguire il generale che alcuni si ostinano a definire ex senza sapere e senza rendersi contro che resterà tutta la vita un generale anche formalmente. Le sezioni del Mondo al Contrario si mobiliteranno così come lo affiancheranno numerose associazioni che si ritrovano e si rivedono nelle sue idee. La Lega, del resto, non lo aveva accolto come avrebbe meritato nonostante avesse fatto il possibile per favorire, in Europa, una ex parlamentare che, altrimenti, sarebbe rimasta a casa. La Lega vedremo quanto durerà, a nostro avviso molto, ma molto poco. Riemergeranno le istanze separatiste e la frammentazione ne sancirà il crollo elettorale progressivo. Quanto a Vannacci, attenzione a chi si imbarcherà su questa nave che non dovrà essere un'arca di noè né di qualcuno, che dovrà badare ai meriti e alla coerenza, al coraggio e non all'ipocrisia.



