Politica
Le promesse fiscali a fine mandato non cancellano anni di aumenti
È davvero troppo semplice, e poco rispettoso, presentarsi oggi ai cittadini annunciando il blocco della Tari o rivendicando una gestione "virtuosa" dei conti dopo che per…

Forza Italia, Dalle Mura nominato responsabile regionale dei Dipartimenti. Ricci e Ori entrano nella squadra di Marco Stella
La provincia di Lucca rafforza la propria presenza ai vertici di Forza Italia Toscana. È questo l'esito del congresso regionale svoltosi a Grosseto, che ha eletto Marco Stella…

Fantozzi (FdI): "Dal nostro intervento del 6 giugno non è stato fatto nulla. Il treno per Minucciano è stato un flop e ora ci si accorge del danno della chiusura di 55 giorni della linea Lucca-Aulla, convocando tardive riunioni"
"Dispiace dire che io lo avevo detto per tempo. Spesso è un atto di presunzione, ma a me rincresce davvero per le popolazioni della Valle del Serchio,…

Sicurezza, Dondolini (FdI): "A Viareggio un lavoro di squadra che sta producendo risultati"
Le operazioni svolte nelle ultime settimane dimostrano che a Viareggio è in corso un’azione seria e coordinata per affrontare le situazioni che maggiormente compromettono la sicurezza e la…

La difesa non vince mai
Un tempo le nostre squadre di calcio erano tacciate d’essere “catenacciare”, sulla scorta della tattica del grande Nereo Rocco, che inventò il libero, ruolo che ebbe maestri Picchi,…

Gabriele OLivati (Lucca Futura): "Il senso di insicurezza dei lucchesi è peggiorato sempre di più"
Negli ultimi quattro anni il senso di insicurezza degli italiani è peggiorato sempre più. Ma se in Italia e a Lucca le cittadine e i cittadini si sentono…

Salvaguardia degli equilibri di Bilancio: oltre 17milioni di avanzo già disponibili per opere e servizi
Con l'approvazione della salvaguardia degli equilibri di Bilancio in consiglio comunale si concretizzano gli impegni assunti dall'amministrazione comunale in sede di Bilancio preventivo

La Sinistra fa di tutto per far... scappare Mimmo D'Alessandro. Il Summer Festival a rischio
Summer Festival, intervengono Lucca Civica, Volt, Lucca è Popolare: "Basta ultimatum: serve dialogo con la città. Lucca non è il contraente debole"

Nuova policy d'immigrazione
Utile certo, ma anche abbastanza inutile, tirar fuori video che dimostrino che i due agenti della Polizia di Stato, uno dei quali dotatosi di bodycam a proprie spese, non…

Vergogna della giunta Pardini: nuove edificazioni in aree a verde a San Concordio: ma ce n'era bisogno?
La notte di giovedì 23 luglio è stata approvata dal Consiglio Comunale la prima scheda norma (permesso di costruire convenzionato) che consente nuove edificazioni. Si tratta di un…

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“Lascia perplessi la scelta del Comune di Lucca, assieme alla Fondazione Cassa di Risparmio, di dedicare una statua fuori piazza Anfiteatro all’incontro dei triumviri romani Cesare, Pompeo e Crasso. Non solo perché si tratta quasi di un “falso storico”: è da notare infatti che gli accordi tra i tre risalgono al 56 avanti Cristo, mentre l’antico anfiteatro romano sorgerà soltanto circa due secoli dopo. Non solo è alquanto improbabile, quindi, che i tre si siano incontrati proprio in quel punto: secondo alcuni studi, in quel momento in tale zona poteva sorgerci addirittura una cloaca. A lasciare perplessi, però, è soprattutto il fatto che il primo accordo tra l’Amministrazione comunale e il nuovo corso della Fondazione avvenga su un progetto che già in passato era stato accantonato perché considerato poco consono. Davvero, mentre il mondo va a fuoco per i conflitti, si può continuare ad intendere la storia come opera di singoli individui e sequenza di guerre? È davvero questo il segno culturale che questa generazione cittadina vuole lasciare per il nostro futuro?”.
È il consigliere comunale Daniele Bianucci ad esprimersi sul progetto della nuova statua sui triumviri romani, che dovrebbe essere realizzata in piazza Scalpellini.
“Chiunque paghi questa opera, si tratta comunque di soldi dei lucchesi, non certo di Pantalone. E, tra l’altro, parliamo di un bel po’ di denari - prosegue Bianucci - Secondo il progetto approvato dalla giunta, vedrà la luce un “patacchio” peso addirittura di più di una tonnellata di marmo e bronzo, corredato da una targa che magnifica niente meno che la capacità dei tre triumviri di spartirsi le cariche e le province e di influenzare il Senato. Il titolo scelto per l’operazione è in effetti altisonante: “Lucca si affaccia alla storia". E qui qualche domanda parte spontanea. È procedere nella cultura o non invece offendere chiunque non si riconosca in una concezione del fare politica come accordo fra uomini ricchi e potenti per vantaggi personali, e non intenda la storia come opera di singoli individui e sequenza di guerre? L'operazione rientra a tal punto nella rivalutazione delle "nostre radici" con annesso uso del latino al di fuori di ogni contestualizzazione storica, ma con funzione "latinorum" (si vis pacem, para bellum), da lasciare che Lucca venga ridotta al set cartonato di un film in costume della Roma imperiale? Infine, come non sottolineare che i pochi reperti storici romani all’interno delle mura romane vengano bellamente ignorati, come nel caso dei resti del teatro vicino piazza Sant’Agostino? Non dovrebbero essere queste le priorità?”.
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Quanti saranno stati coloro che hanno immolato la propria vita per seguire un ideale, per combattere la tirannia, il sopruso e l’ingiustizia? Quanti quelli che, indomiti alla mediocrità, hanno scelto di perseguire la strada della virtù e del coraggio nel mentre tutto intorno a loro ci si piegava alla rassegnazione ed alla codardia? Per fortuna in migliaia hanno optato per questa lodevole tipologia di impegno con il risultato che la Storia dell’umanità ha potuto proseguire sulla strada della libertà e della giustizia. Ora, ha ancora un senso compiuto questa idea dell’esistenza e dal valore, figurano ancora quelle qualità nell’elenco delle cose alle quali un uomo possa aspirare per sentirsi degno di esserlo? Prima di rispondere, occorre fermarsi un attimo a riflettere, a ragionare, a non farsi avvolgere nelle spire di una modernità figlia della tecnologia che ci sostiene nelle nostre lacune ma, al tempo stesso, ci espropria di ogni discrimine, di ogni capacità di meditare su cosa sia la scelta giusta, ancorché meno sicura nella convenienza. Ci affidiamo ormai all'Intelligenza artificiale che sostituisce l’ignoranza naturale, ma non ha la capacità di scegliere secondo valori, ideali e modi di essere, ma solo usando algoritmi e velocità di calcolo. Se così non fosse chi ci governa troverebbe insopportabile assistere inoperoso alla doppiezza dei comportamenti per drammi sociali ed umanitari che hanno identiche e tragiche caratteristiche. Il paradosso di questi tempi nuovi consiste nel fatto che, aumentati a dismisura i margini della libertà consapevole, della vita informata dai social network, dalla stessa possibilità di interagire con il mondo intero, si è abbassato il gradiente delle responsabilità generali, la voglia di impegnarsi per porre riparo ai vecchi ed ai nuovi mali sociali e politici. Sono aumentati il solipsismo, l’egoismo e con essi l’isolamento che oggi è fatto di interlocuzioni apodittiche e fugaci. Insomma: la stessa amicizia si confonde con il numero di contatti telematici accumulati con persone delle quali nulla sappiamo e che non incontreremo mai. Solo questa realtà che ci pervade e ci isola al tempo stesso, di un umanesimo delegato alle macchine ma privo di umanità, può renderci indifferenti innanzi ad un colossale crimine che si perpetua, sempre più fievole nella coscienza collettiva e sempre più crudele per un intero popolo derelitto: quello Ucraino. Donald Trump, iI miliardario ed affarista che il popolo americano si è scelto come guida della nazione un tempo emblema della difesa della libertà e della democrazia nel mondo, è ormai l’icona vivente di questo sfascio morale che pervade il mondo. L'inquilino della Casa Bianca è il risultato più rappresentativo di questa indifferenza amorale che caratterizza trasversalmente il vuoto di una politica senza etica, nella quale tutto ha un prezzo oppure un ricavo e mai un valore. Non si spiegherebbe altrimenti la doppiezza ed il cinismo della politica estera di un Paese, quello statunitense, che percorre i continenti, interagisce con gli altri potenti, per cercare commerci redditizi e risorse naturali senza giammai riprendere la difesa degli oppressi e degli aggrediti. Mentre infatti gli Usa tengono bordone agli Israeliani togliendo a questi le castagne dal fuoco atomico degli Ayatollah per poi consentire alla bandiera con la stella di Davide di garrire su di un cumulo di macerie e di corpi straziati ed affamati a Gaza e per l’Ucraina si sceglie di fare... l’esatto contrario!! Come se quel popolo non avesse diritto a sopravvivere né a mantenere intatto il proprio territorio, martoriato da un esercito straniero feroce, quello russo, autore indisturbato di un altro genocidio. Ma se questa è la politica sull’altra sponda dell’Atlantico, c’è da chiedersi quale sia quella in auge nel Vecchio Continente. Parliamoci chiaro: cosa aspettino le nazioni europee ad intervenire con armi e mezzi pesantemente sul fronte del Donbass e della Crimea perché cessi la superiorità dell’armata di Putin, non è dato capire. Discussioni infinite, propositi di riarmo e di un esercito comune rimandati alle calende greche, nel mentre a Kiev scompare tutto il mondo civile. Se Trump è un incolto, in Europa tutti hanno studiato le civiltà greche e romane i cui valori sono divenuti fondativi degli Stati stessi già in epoca remota. Gioverebbe quindi ricordare il racconto nel libro della metamorfosi di Publio Ovidio Nasone, del "Bue di Prometeo". Quest’ultimo tentò di ingannare Giove offrendogli la parte più grande di un bue no diviso equamente a metà ma contente solo le ossa, prendendo per sé (e dunque per gli uomini) la parte più piccola contenente la carne. E’ esattamente quello che oggi si offre agli Ucraini (le ossa) e ad Israele (la carne). Ma gli stratagemmi non salveranno né il mondo né la vecchia Europa né renderà loro omaggio la Storia degli uomini.


