“Il pugno di ferro utilizzato dal ministero dell'istruzione e del merito in questi giorni ha scosso il mondo scolastico nazionale, in particolare nelle quattro regioni commissariate dal ministro Valditara per inadempienza rispetto all'applicazione del piano nazionale di dimensionamento scolastico: Sardegna, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna”. Così esordisce la federazione di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista.
“La scuola non è un'azienda, ma un presidio culturale, sociale e democratico: la sua funzione non può essere valutata in termini di costi e numeri. Accorpare più istituzioni scolastiche sotto un'unica dirigenza significa aumentare il carico amministrativo per il personale, riducendo tempo ed energie da dedicare alla didattica e alla progettazione educativa. Le scuole diventano macro-istituti ingestibili, dove il rapporto umano tra docenti, studenti e famiglie diventa sempre più debole o scompare totalmente- proseguono a denunciare- Il dimensionamento rischia di trasformare l'accesso alla scuola in un privilegio geografico, penalizzando chi vive lontano dai centri urbani: è una forma di disuguaglianza territoriale mascherata da efficienza. Pensiamo ad esempio all'altissimo tasso di dispersione scolastica in Sardegna, che supera il 20 per cento”.
“L'allora ministro dell'istruzione Luigi Berlinguer nel governo Prodi fu il pioniere del dimensionamento. La ‘buona scuola’ del governo Renzi ha decisamente e ulteriormente spianato la strada al lavoro di smantellamento della scuola pubblica che, con il ministro Valditara, ha raggiunto livelli inaccettabili. Come Rifondazione Comunista ci opponiamo nettamente a queste politiche, volte a sacrificare il diritto all'apprendimento proprio di ogni studente e studentessa”, è la conclusione.



