Anno XI 
Domenica 14 Giugno 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da aldo grandi
Ce n'è anche per Cecco a cena
13 Giugno 2026

Visite: 140

Esiste una categoria dello spirito, prima ancora che sociale, che il perbenismo nostrano – quello cresciuto a pane, cartellino e frustrazione – fatica a digerire. È la figura del "fancazzista". Un insulto preconfezionato, scagliato solitamente da chi confonde l'efficienza con la schiavitù e il successo con il logorio. Nel vocabolario del mediocre, il fancazzista è colui che dispone del proprio tempo. Se scrivi, se pensi, se crei i tuoi spazi, se decidi di abbandonare i binari morti di un sistema che ti vuole incasellato per produrre la tua quota di rumore online e indipendente, allora diventi sospetto. Diventi un privilegiato da punire, o meglio, da svalutare. La verità è che per fare i "fancazzisti" a questo livello ci vuole un coraggio che la maggioranza delle persone non può nemmeno concepire. Ci vuole il coraggio di osare, di saltare nel vuoto, di tagliare i ponti con le certezze rassicuranti dello stipendio fisso per costruirsi una libertà su misura. La libertà di alzarsi al mattino e decidere a cosa dare valore. La libertà di essere presente per chi ami, di tendere la mano a chi ha bisogno, di godersi un martedì di sole al mare mentre il resto del mondo timbra una vita in fotocopia. Ed è qui che scatta l'invidia. Un'invidia strisciante, meschina, che spesso si annida proprio nelle pieghe delle relazioni più vicine. Chi non possiede nulla se non un padrone che gli dice cosa fare, chi ha bisogno di un binario rigido per non perdersi, non può tollerare la fluidità di chi invece padrone è solo di se stesso. Non potendo raggiungere quella libertà, il mediocre tenta di degradarla. Accetta i frutti di quel tempo libero – la generosità, l'aiuto concreto, la condivisione del benessere –, ma poi sputa nel piatto definendolo ozio. È la parabola della convenienza: finché il tempo e la generosità del "fancazzista" servono a colmare i vuoti altrui o a garantire comodità e privilegi, sono una benedizione; quando quel tempo rivendica la propria autonomia e non si piega più ai ricatti emotivi, diventa una colpa. Ma proprio il tempo, alla fine, è l'unico vero tribunale. E la vera spietatezza della libertà sta nel fatto che, una volta riconquistata, non fa sconti a nessuno. Lascia gli invidiosi a consumarsi nella gabbia delle loro regole e restituisce a chi ha osato l'unica valuta che conta davvero: la proprietà assoluta della propria vita.

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

“L'incoerenza, in politica, è spesso il modo più rapido per perdere credibilità”: così esordisce Lucca è un grande…

Ci sono imprese che non appartengono soltanto alla storia: continuano a vibrare, a parlare, a chiedere di essere…

Spazio disponibilie

“L'incoerenza, in politica, è spesso il modo più rapido per perdere credibilità”: così esordisce Lucca è un grande…

Il circolo della piana di Lucca del partito della Rifondazione Comunista esprime solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori…

Spazio disponibilie

Ci sono state battaglie che hanno portato alle conquiste. Poi è arrivata l'abitudine, a dirci che quelle cose le avremo avute per sempre

Il circolo della piana di Lucca del partito della Rifondazione Comunista esprime solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori…

Gli amici di una vita, del mondo del calcio e non solo, hanno voluto ricordarlo nel migliore…

In occasione della 154° giornata commemorativa delle battaglie risorgimentali, domenica 14 giugno alle 9, al sacrario dei "Reduci Patrie Battaglie"…

Spazio disponibilie

Non tutti gli autismi sono uguali. È già ben noto che i "disturbi dello spettro autistico" si…

Con la firma d'autore di Oscar Tintori, storico vivaio pesciatino celebre per la ricchissima collezione di agrumi rari, antichi e…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie