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Scritto da Redazione
Confcommercio
10 Ottobre 2022

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In questi giorni si susseguono su tutti gli organi di informazione gli appelli disperati di imprenditori che stanno ricevendo bollette con rincari dei costi energetici fino al 900 per cento, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Una situazione drammatica che, stando alle previsioni degli esperti, appare purtroppo solo all'inizio in vista del picco, previsto nel corso dell'inverno. "I cupi scenari paventati nei mesi scorsi – affermano il presidente e la direttrice di Confcommercio province di Lucca e Massa Carrara, Rodolfo Pasquni e Sara Giovannini – sono diventati purtroppo realtà: la speculazione sta uccidendo le nostre imprese. Senza un intervento immediato e deciso le nostre attività saranno costrette a chiudere i battenti a breve, o a limitare comunque i giorni di apertura. A tale proposito ne sono esempi chiarissimi quegli hotel che hanno già annunciato la chiusura nei mesi invernali o quei ristoranti che lavoreranno solo col turno serale".

"In questi giorni – proseguono Pasquini e Giovannini – si sente parlare molto delle trattative in Europa per imporre un tetto al costo del gas. Da altre parti ci si appella alle mosse del Governo, che però è ancora in fase di costruzione. Ma la verità è che purtroppo non c'è altro tempo da perdere: servono misure incisive e servono subito. Ecco perché ci rivolgiamo anche alla Regione Toscana e a tutte le amministrazioni comunali, affinché per quanto di loro competenza aiutino con azioni concrete e immediate le imprese, molte delle quali a conduzione familiare e sprovviste dunque dei necessari margini per sostenere questi mostruosi rincari delle bollette".

"Le piccole e medie aziende ancora in piedi – aggiungono il presidente e la direttrice di Confcommercio –, sono arrivate ad oggi resistendo a oltre due anni di restrizioni anti covid che hanno creato danni devastanti dal punto di vista economico e lavorativo. Ma questa nuova "tempesta" legata ai rincari è destinata sin dalle prossime settimane a rappresentare per loro il colpo di grazia finale".

"La nostra associazione – termina la nota – lo ripete da tempo: il sostegno alle imprese significa non solo salvaguardia di aziende private, ma anche di migliaia e migliaia – rimanendo ai soli territori di nostra competenza – di posti di lavoro, con enormi ricadute dunque anche sociali. Tutto questo senza dimenticare neppure il ruolo di presidio che ogni negozio aperto ricopre all'interno di un paese o di una città.  Il tempo di agire è adesso, senza ulteriori rimandi".

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