Confcommercio
Ristoratori per una volta 'docenti' e autori: consegnati ai bambini delle scuole i libricini nati dalla loro fantasia
Ultimo atto per l'emozionante progetto ideato in occasione della Giornata Nazionale della Ristorazione di Fipe Confcommercio

Colorcorriamo e tre giorni di eventi in piazza Orsi: week-end imperdibile a Porcari
Giornata tutta da vivere a Porcari, quella di sabato 13 giugno, dove è in programma la settima edizione di "Color Corriamo", iniziativa a cura del locale Centro…

Criticità delle clausole accessorie: nuovo ciclo di seminari formativi di Fimaa per gli agenti immobiliari
Tornano i seminari formativi di Fimaa Confcommercio Lucca Massa Carrara, che promuove un nuovo e importante ciclo di incontri dedicati a uno dei temi più delicati e…

Rapporto economia, l'analisi di Cordoni: "Luci e ombre nei nostri comparti chiave, serve un accesso al credito più agevole per le piccole imprese"
Confcommercio ha seguito con grande interesse la presentazione del Rapporto Economia presentato nei giorni scorsi dalla Camera di Commercio della Toscana Nord Ovest e realizzato in collaborazione con…

Il Giro d'Italia a Porcari, la soddisfazione del presidente Confcommercio Giannini per una giornata che resterà nella storia del paese
Grande soddisfazione e profonda gratitudine da parte di Confcommercio Porcari per lo straordinario successo riscosso dalla partenza della tappa del Giro d'Italia dal territorio porcarese, un evento…

Lucca Visit Card, superate le 1000 card vendute in appena cinque mesi
A soli cinque mesi dal lancio ufficiale, la Lucca Visit Card supera quota 1000 e raggiunge le 1070 tessere vendute, andando ben oltre le previsioni iniziali dell'amministrazione comunale,…

Crisi dei negozi di vicinato, le riflessioni di Confcommercio
Confcommercio Province di Lucca e Massa Carrara legge e analizza con profonda preoccupazione l'Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale realizzato dalla società Nomisma di Bologna e che pone…

La tradizione della Bancarella e gli eventi del CCN per bambini e famiglie: una domenica di festa nel quartiere di S. Anna
Torna domenica 17 maggio nel quartiere di Sant'Anna la Festa della Bancarella, uno degli eventi legati al settore dei venditori ambulanti più tradizionali e conosciuti della Lucchesia. La…

Notte bianca, si mette in moto la macchina: come proporre eventi e - per locali - richiedere la deroga su decibel
Anche se mancano ancora circa tre mesi e mezzo alla "fatidica" data, inizia a scaldare i motori la macchina organizzativa della Notte Bianca di Lucca, in programma…

Primo Maggio sold-out a Lucca, altro ottimo segnale per questo avvio della stagione turistica
Esprime soddisfazione Confcommercio nel commentare l'esito del weekend del Primo Maggio da poco concluso che ha visto la città di Lucca, così come avvenuto nel corso dei…

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"Ristori immediati e massicci per una categoria che è allo stremo delle forze". La richiesta forte e accalorata arriva da Federico Lanza, presidente interprovinciale di Federmoda Confcommercio Lucca e Massa Carrara, all'indomani del ritorno della Toscana in zona rossa e la conseguente chiusura per i negozi di abbigliamento e calzature.
"C'è un dato di fatto oggettivo – dice Lanza – di cui molti, a partire dalla classe politica, sembrano non tenere conto: da 13 mesi, da quando cioè è esplosa l'emergenza sanitaria, il nostro comparto ha lavorato a pieno ritmo un solo mese. Ad ottobre. Gli altri 12 mesi, fra chiusure e altre restrizioni di vario genere, o non abbiamo potuto lavorare. Oppure lo abbiamo fatto a scarto ridotto. Anche la scorsa estate, mentre c'erano settori che hanno avuto la possibilità di riprendere a lavorare a pieno regime, il nostro settore non ha potuto approfittarne perché quello è un periodo di saldi, dove il margine di guadagno è minimo. Il nostro, insomma, è uno dei comparti oggettivamente più colpiti dalle ricadute economiche della pandemia. E nessuno può negarlo".
"Ci è stato chiesto di mettere in regola le nostre attività – prosegue Lanza -, calibrandole sulle vigenti normative anti covid. E lo abbiamo fatto. Nonostante questo, a dispetto di questo impegno che ha reso e rende i nostri negozi pienamente sicuri, ancora una volta ci hanno fatto chiudere. Noi e poche altre categorie commerciali. Mentre nelle vie e nelle piazze delle nostre città, a dispetto delle restrizioni che sembrano valere solo per alcuni, continuano a registrarsi assembramenti incontrollati. Bene, il Governo ha l'obbligo a questo punto di erogare ristori e sostegni immediati e robusti verso chi stia pagando un prezzo altissimo all'emergenza sanitaria. La pandemia è un problema di tutto il Paese e le sue ricadute devono essere equamente ripartite, dal punto di vista economico".
"Altra richiesta urgente e non più rimandabile – prosegue Lanza – è quella di una moratoria sugli affitti per i fondi commerciali rimasti chiusi. Non è più sopportabile che, a oltre un anno dall'inizio della pandemia, ci si debba ancora affidare al buonsenso e all'intelligenza dei locatori per trovare un accordo. Al contrario, serva una norma oggettiva e inattaccabile che regolamenti questo aspetto: ormai ad essere in ginocchio e a chiudere sono persino i grandi marchi. Si riesce ad immaginare quale sia la situazione per le piccole imprese?".
"Una situazione – insiste il presidente di Federmoda -, questa, che non investe soltanto l'imprenditore titolare di un negozio, ma una intera filiera di fornitori che a sua volta vede messa a rischio la sua sopravvivenza. In molti, erroneamente, pensano che dietro alla chiusura di un negozio ci sia coinvolta una sola famiglia, quella cioè dell'imprenditore. Ma non è così, perché alla vita di una attività è collegata la vita dei dipendenti di quel negozio e delle loro famiglie, oltre ad un indotto enorme".
"Deve essere chiaro a tutti – conclude Lanza – che se i negozi tradizionali chiudono, poi indietro non si torna. Ma a pagarne le conseguenze poi sono le città nel loro insieme, che vedono svilire il pregio e il valore del loro tessuto commerciale. Tanti si riempiono la bocca criticando gli sbarchi ovunque delle grandi catene, dei centri storici diventati commercialmente uno uguale all'altro, ma è inutile piangere dopo. Queste chiusure vanno evitate prima che sia troppo tardi. E il momento di agire è adesso".
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A seguito dell'annuncio del comune di Lucca di un nuovo piano di aiuti alle imprese commerciali duramente colpite dall'emergenza sanitaria ed economica in atto, Confcommercio esprime le proprie valutazioni.
"Per quanto riguarda la proroga dei permessi gratuiti per l'accesso all'interno della Ztl in centro storico – si legge in una nota dell'associazione -, rivolto a tutti gli imprenditori che debbano effettuare consegne a domicilio, si tratta di una misura già concessa dal comune nei mesi scorsi su richiesta di Confcommercio. E per la quale la nostra associazione si era poi attivata alcune settimane fa, domandando all'amministrazione una proroga della misura stessa, visto il perdurare dell'emergenza sanitaria in atto. La concessione della proroga per tutto il mese di aprile va dunque ad accogliere la nostra proposta, con la richiesta sin da ora da parte di Confcommercio di un suo ulteriore prolungamento nei mesi a venire, qualora le restrizioni legate all'emergenza sanitaria dovessero continuare".
"Riguardo alla proroga della sospensione fino al 30 giugno del pagamento del suolo pubblico per i pubblici esercizi e della tassa di soggiorno per le strutture ricettive – prosegue la nota -, si tratta indubbiamente di due operazioni positive per le imprese di settore, ma al tempo stesso non sufficienti. Sin da ora la nostra associazione lancia la proposta al Comune di prevedere un prolungamento di entrambe le misure sino alla fine dell'anno, visto e considerato oltretutto che saranno – questo almeno è l'auspicio di tutti – i mesi estivi quelli che potrebbero segnare un lento ritorno alla normalità, con la conseguente ripresa dei flussi turistici. Chiediamo insomma che imposta di soggiorno e suolo pubblico siano equiparati all'esenzione del pagamento del ticket per i bus turistici, già fissato dal comune sino al 31 dicembre".
"Riguardo alla Tari – chiude la nota -, come abbiamo già avuto modo di dire nei giorni scorsi, pur comprendendo gli sforzi compiuti dall'amministrazione comunale dobbiamo ribadire come i nostri imprenditori non siano soddisfatti delle misure varate, che vengono da loro giudicate non sufficienti a colmare i mesi in cui moltissime attività sono rimaste (e rimangono ancora oggi) chiuse o comunque al lavoro a scarto ridotto. I nostri imprenditori, lo ribadiamo, chiedono di pagare una tariffa calibrata sul quantitativo effettivo di rifiuti prodotti. Per questa ragione invitiamo l'amministrazione a rivolgersi al Governo per reperire i fondi necessari alla cancellazione o comunque un abbattimento ben più sostanziale del tributo".


