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Giovedì 16 Luglio 2026
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Scritto da aldo grandi
Cronaca
15 Giugno 2026

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Hanno ucciso la Gazzetta (di Lucca) chi sia stato non si sa. Quindi? Forse astuti concorrenti, forse la meschinità? No, c'è qualcosa di più e di peggio in una vicenda che sta lasciando tutti interdetti. Vediamo di fare chiarezza o, quantomeno, di provarci. Un anno fa o poco più, all'indirizzo mail della Gazzetta di Lucca.it arrivò una proposta di acquisto del giornale condotto dal solito direttore (ir)responsabile Aldo Grandi. Diponibilità finanziaria notevole, si poteva anche arrivare a duecentomila euro. Avevamo già venduto le altre tre gazzette ad una grossa azienda informatica romana per la non modica somma di 20 mila euro. Ci era preso il rifiuto di tutto quel che avevamo fatto in precedenza, in particolare la consapevolezza che portare avanti, da soli come negli ultimi tempi, quattro giornali, era stata una impresa devastante sotto tutti i punti di vista. A cominciare da quello psicofisico. Finivamo di caricare i pezzi all'una di notte quasi tutti i giorni e per alcuni giornali era inutile perché non c'era pubblicità Così avevamo deciso di venderli e di tenere solamente l'unica, vera e originale Gazzetta di Lucca, con un bacino di utenti spaventoso al punto che, spesso, gli articoli finivano regolarmente nelle rassegne stampa nazionali. Era stato il caso, ad esempio, della scoperta di Roberto Vannacci, portato alla luce dalle interviste e dagli articoli del nostro giornale con punte di 10 mila visualizzazioni ogni volta. 

Restammo, così, con la Gazzetta di Lucca e la situazione ci sembrò migliorare progressivamente. Ma ci sbagliavamo anche se, andando indietro nel tempo e col pensiero, magari avrebbe davvero fare un salto di qualità 

Il problema vero era che ne avevamo le palle piene di vivere una vita che non ci sembrava essere quella che volevamo. Ci sentivamo oppressi, insoddisfatti, adagiati, adeguati - a qualcuno o a qualcosa non importa - in poche parole privi di mordente. Così, quando apparve la mail con la proposta, riflettemmo, andammo a vedere chi erano i coraggiosi e cominciammo una trattativa vera e propria. La proposta arrivava da Malta ed era di un sito Internet specializzato nell'acquisto di altrettanti siti web per conto di clienti vari. Iniziò una corrispondenza con noi che temevamo la fregatura e loro che confermavano la offerta. Ci inviarono il contratto e così ci accorgemmo che per ogni eventuale controversia avrebbe deciso il tribunale di Londra, Regno Unito. Le perplessità aumentarono, fino a quando, stanchi di tutto e avendo ormai fatto la bocca sulla ciccia, concordammo la cifra di 75 mila euro mediante bonifico sul conto corrente. Non era male, ma avevamo ancora qualche timore. Ci chiedevano prima il passaggio delle password e dei dati tecnici, poi avrebbero fatto il bonifico. Noi, invece, l'inverso. Alla fine optammo per pochi, maledetti e subito: bonifico di 65 mila euro e via con le chiavi di accesso al sito web. 

Che qualcuno fosse disposto a pagare una somma simile per un giornale che noi avevamo sempre considerato, al massimo, un gioco inventato dalla fantasia di questo scribacchino di provincia, non lo avremmo mai pensato, ma quando abbiamo visto il denaro piombare sul nostro solito e arido (anche avido) conto corrente, esultammo.

E' passato un anno da quei giorni quando, appunto, qualcuno diede i soldi a Malta per comprare il giorale, ma nessuno ha ancora visto rinascere La Gazzetta di Lucca come si poteva supporre. E' chiaro, a questo punto, che si è voluto zittire una voce scomoda che, ormai, rompeva i coglioni ed era divenuta insopportabile e inaccettabile. Certo chi si può permettere di sborsare 65 mila euro per togliersi la soddisfazione di mettere il bagaglio ad una voce scomoda? Non lo sappiamo, ma possiamo arrivare ad immaginarlo. Fatto sta che la Gazzetta di Lucca ha tirato le cuoia. La rivedremo da qualche parte? Assolutamente no. Rivedete e rivedrete, invece, Inluccaveritas.it, il nuovissimo giornale di Aldo Grandi e Loreno Bertolacci, fedele collega e amico dei tempi peggiori. E in questa nuova testata siamo tornati a iniettare fiducia, coraggio, vitalità e volontà di farla crescere. Certo, sulle spalle abbiamo 64 primavere, ma la penna e la testa, nonostante i rovesci della vita quotidiana, funzionano sempre e alla grande. Quindi benvenuti sulla nostra nuova arca di Noè dove sono bene accolti tutti quelli che non tradiscono mai.

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