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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
09 Aprile 2024

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I Comuni di Lucca e di Capannori metteranno mano presto ai regolamenti che disciplinano le attività di parrucchiere e estetista. Ne hanno dato assicurazione le assessore di competenza Paola Granucci e Serena Frediani nel corso dell’incontro tenuto con la Cna di Lucca in merito, soprattutto, al grave problema dell’abusivismo nel settore del benessere. E lo faranno attraverso una concertazione con le associazioni come la Cna che si è fatta portavoce di questa (e altre) criticità che si trovano ad affrontare i 102 mila parrucchieri e le 42mila estetiste a livello nazionale. Le richieste dell’associazione riguardano soprattutto la necessità di effettuare controlli a tappeto e costanti nei confronti delle attività non regolari, rivedere i requisiti necessari per effettuare l’affitto delle poltrone, cercare una semplificazione fiscale e, infine, creare regole omogenee fra i diversi Comuni del territorio. A Capannori il regolamento comunale non è più stato seguito dal 2010, anno in cui è arrivata la Bolkestein – ha detto Serena Frediani – da noi i requisiti non sono così stringenti come nel Comune di Lucca, ma è necessario che l’ente riprenda in mano il documento e lo renda più consono alle esigenze manifestate da chi lavora nel settore. In questo senso il tema dei controlli è di grande rilevanza”. Medesima disponibilità è arrivata anche dal Comune di Lucca.

Inizieremo un percorso insieme alle associazioni – ha confermato Paola Granucci – che porterà senz’altro a raggiungere gli obiettivi comuni fondamentali che vanno nella direzione di un coinvolgimento delle forze dell’ordine e di uno snellimento delle procedure burocratiche”. In Toscana fra le 9 mila piccole imprese di estetica il numero degli abusivi è stimato in 2500, un numero che conferma il dato nazionale, che si attesta al 27,6% contro una media del 14% negli altri settori. Si tratta di un problema talmente sottovalutato – ha detto Massimiliano Peri, presidente nazionale di Cna Benessere - che le aziende abusive si fanno pubblicità sui social regolarmente, senza nessun timore di essere trovate e sanzionate. Per questo l’associazione sta portando avanti a livello nazionale una battaglia a favore della legalità che è arrivata fino ai tavoli del Ministero delle imprese e del Made in Italy”.

E’ per sensibilizzare istituzioni, enti di controllo e, soprattutto, clienti – ha detto Annamaria Frigo, vice presidente Cna Benessere Lucca – che stiamo lavorando molto sul territorio e abbiamo organizzato questi incontri con gli enti comunali. Vogliamo far presente che si tratta di un rilevante danno economico e fiscale, che è necessario fronteggiare facendo fronte comune. Ma è anche un problema di salute, visto che chi effettua lavorazioni a domicilio non può garantire in alcun modo le condizioni igienico sanitarie che sono richieste e necessarie in un salone, sia esso di parrucchiere sia, soprattutto, estetico”.

Chi si affida ad un lavoratore a domicilio – hanno concluso Renza Giannini (presidente provinciale delle estetiste Cna) e Francesco Rovai (presidente Cna acconciatori Lucca) – non può avere alcuna garanzia neppure sui prodotti utilizzati che, per legge, devono essere certificati dalla Comunità Europea. Nel caso non si rispettino i requisiti richiesti si rischiano danni anche gravi alla salute del cliente”.

L'assemblea si è conclusa, apprezzando gli interventi delle assessore, con la decisione di incontrare il Prefetto per sollecitare gli enti preposti al controllo e per organizzare una campagna verso i consumatori in grado di valorizzare le imprese del benessere.

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