Caro Mimmo,
sono passati molti anni - e che anni - da quando la manifestazione del Lucca Summer Festival ha iniziato a deliziare i palati e, soprattutto, le orecchie dei lucchesi e non solo. Possiamo senza dubbio dire che il tuo coraggio di osare in una città altrettanto conservatrice come Lucca, è stato il lungo viaggio di un uomo, la sua musica, la sua determinazione attraverso i migliori anni della nostra vita. In un mondo in cui tutto viene dato per scontato e le pretese superano di gran lunga le attese, tu hai mostrato che si può e si deve chiedere senza vergogna se la richiesta è utile a rendere l'obiettivo più vicino e facilmente raggiungibile. I lucchesi, lo sai, praticano uno sport del tutto particolare che non è ancora diventato disciplina olimpica: godono, cioè, delle disgrazie degli altri. Più gli altri ci sbattono il muso, più loro si sentono maggiormente sicuri e migliori. Con te è stato un po' lo stesso. Ormai sono cinque lustri e anche di più che il popolo lucchese nella sua grande maggioranza vorrebbe che tu alzassi le tende. Non capiscono, poveretti, che la musica che gli hai regalato in tutti questi anni li ha resi non soltanto più ricchi, ma anche più umani e se di denaro non è che ne avessero così bisogno, di umanità, al contrario, erano pressoché privi. Pochi ti hanno riconosciuto il valore di quello che fai e il contributo per quello che dai. Tutto sembra il frutto della tua scaltrezza, della tua furbizia, del tuo saperti districare sempre tra i meandri di una pubblica amministrazione che fa, spesso, acqua da tutte le parti. Nessuno apprezza il tuo operato per quello che è, ossia il desiderio di regalare a chi non se lo merita qualche ora di passione e di nobiltà d'animo.
Hai portato a Lucca, questo buco di culo del mondo come lo ha definito, giustamente, Valerio Morucci, tutti i maggiori artisti del panorama musicale mondiale. Alcuni hanno anche fatto il bis, qualcuno il ter, tutti entusiasti di poter venire in questa meravigliosa città ed esibirsi di fronte ad un pubblico straordinario. Non hai regalato solo soldi, indirettamente, hai regalato emozioni, l'unica cosa che il denaro non può comprare, hai donato a tutti sensazioni che avevano provato soltanto indossando una cuffietta o manipolando un apparecchio più o meno digitale. Ha fatto da ponte, con la tua rassegna, tra due millenni e altrettanti secoli, sei passato alla storia degli uni e degli altri e lo hai fatto senza fare troppo rumore, giusto il giusto per farci accorgere che esistevi e che esisti ancora.
Qualche volta ti ho rimproverato per aver portato artisti che non conoscevo e che non mi dicevano alcunché. Sbagliavo ovviamente e venivo meno alla regola numero uno che ci hai sempre narrato: importante ascoltare, soprattutto, proprio la musica che non conosciamo, è così che si impara ad essere uomini capaci di amare il mondo e quello che si porta dentro. Ricordiamo ancora, a casa di Italo Fontana, due ore trascorse intorno ad un tavolo ad ascoltarti parlare della musica napoletana: uno spettacolo, un Tony Servillo in italiano, un piacere e una incredibile sorpresa d'autore. Così come apprendere che la canzone, la tua preferita di sempre, in mezzo ai colossi della musica mondiale, è quella di Umberto Bindi Il nostro concerto ci commosse e ci fece scoprire un Mimmo D'Alessandro con un cuore grande così e una cultura musicale senza pari. Oggi alle 12.30 in piazza Napoleone sarà presentata la nuova, ennesima edizione del Lucca Summer Festival. Noi, come sempre dalla prima volta, saremo ancora lì a salutarti e ad abbracciarti, fieri di averti come amico e di sapere che il tempo passa, gli anni pure, ma tu ci sei stato, ci sei e ci sarai per molto altro tempo.
Grazie di e per tutto Mimmo.



