Nella seduta di ieri (martedì) il consiglio comunale ha approvato una mozione a sostegno dell’applicazione della legge regionale (n.16/2025) sul ‘Fine vita’ presentata dal consigliere comunale Gianni Campioni (Capannori 2034) a nome della maggioranza (Capannori 2034, Pd, Capannori Corre!, Alleanza Rosso Verde).
“A livello territoriale, stante il vuoto nazionale, alcune Regioni stanno provando a regolare a livello regionale l’accesso al suicidio assistito, stendendo leggi o delibere che definiscono tempi, procedure e responsabilità per i casi di persone non autonome con malattie irreversibili – premette la mozione -. La Regione Toscana, con la Legge n. 16 del 2025, resta la prima in Italia a fornire una cornice organizzativa per l’accesso alla procedura di suicidio medicalmente assistito, vedendo confermata dalla Corte Costituzionale la legittimità del proprio intervento gestionale. A seguito della sentenza, la legge non dovrà più autonomamente stabilire i requisiti né imporre tempistiche perentorie – aspetti ricondotti alla competenza esclusiva dello Stato – ma si dovrà concentrare sullo strutturare il percorso di verifica medica per chi possiede le condizioni già sancite dalla sentenza n. 242/2019 della Consulta”.
“Nel nostro Paese esiste un vuoto normativo sul ‘Fine vita che necessita assolutamente di essere colmato - spiega il consigliere comunale Gianni Campioni -. Il quadro normativo italiano sul ‘Fine vita’ può essere definito come un sistema misto: la legge 219/2017 disciplina il consenso informato e la sospensione delle cure attraverso le Disposizioni Anticipate di Testamento; la Corte Costituzionale ha aperto uno spiraglio al suicidio assistito, ma il Parlamento non ha mai legiferato su questa materia. La Legge Regionale non esclude né sostituisce i percorsi essenziali per le cure palliative, la terapia del dolore e il sostegno psicologico, che anzi vengono fortemente sostenuti. Essa si pone come l’atto finale di dignità per chi, avendo esplorato ogni opzione, non desidera prolungare un'esistenza ridotta a pura sofferenza, ma vuole mantenere il controllo sulla propria narrazione di vita fino all'ultimo capitolo, evitando una fase terminale di degradazione insostenibile. Con questa mozione intendiamo dare massima informazione ai cittadini sulle procedure previste dalla legge regionale sul ‘Fine vita’ e sulle modalità di deposito delle Disposizioni Anticipate di Trattamento. Ma soprattutto affermiamo la necessità, non più rimandabile, di una legge nazionale unitaria che colmi definitivamente il vuoto normativo su questo delicato tema come sollecitato più volte anche dalla Corte Costituzionale”.
Più nello specifico il documento, approvato con i voti favorevoli della maggioranza e quelli contrari dell’opposizione, impegna il sindaco e la giunta a ‘dare massima evidenza istituzionale attraverso i propri canali di comunicazione alle modalità per il deposito delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), affinché ogni cittadino sia pienamente informato sui propri diritti di fine vita e di farsi portavoce presso il Governo e il Parlamento, anche attraverso ANCI, della necessità improcrastinabile di approvare una legge nazionale unitaria che colmi definitivamente il vuoto normativo, eliminando le disparità di trattamento tra cittadini di diverse regioni e bilanci il diritto all’autodeterminazione con la massima tutela delle persone vulnerabili. Tale legge dovrà fondarsi su criteri di accesso di natura strettamente medica, escludendo l’accesso indiscriminato e limitandosi esclusivamente a pazienti affetti da patologie specifiche, clinicamente riconosciute e irreversibili. Dovrà inoltre prevedere adeguati tempi di riflessione per scongiurare scelte impulsive e istituire equipe multidisciplinari terze, incaricate di accertare che la volontà del richiedente sia autentica, persistente e assolutamente priva di condizionamenti o pressioni esterne, familiari o ambientali, fugando così ogni dubbio sulla piena libertà di scelta’.



