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La regina verde del Sudamerica: vita e cure dell'amazzone fronte blu, tra natura e cattività
Intelligente, longeva e chiacchierona: come vive in libertà e di cosa ha bisogno in casa l’Amazona aestiva_ Piumaggio verde smeraldo, fronte azzurra e spalle gialle acceso

Segnalazione di un persistente disservizio in via Manrico Ducceschi
Riceviamo e pubblichiamo questa segnalazione inviataci da un lettore in merito ad un problema durante il servizio per la raccolta differenziata

Cementifici a emissioni zero: tecnologie e soluzioni per la transizione energetica
Il cemento è un materiale fondamentale per lo sviluppo di infrastrutture, edifici e opere pubbliche, ma la sua produzione si contraddistingue per un’elevata intensità emissiva. Questo avviene perché una parte significativa…

Risorgimento e sinistra, una breve... biografia politica di Luciano Luciani
... Non ho difficoltà a immaginare che spesso tu non sia d’accordo con i miei argomenti, ma, lo sappiano i Lettori, ai miei pezzi non è mai stata toccata neppure una virgola...

L'avvocato Lastrucci: "Il mio assistito non è un simpatizzante di estrema destra"
Scrivo la presente in qualità di legale del presidente del San Vito, dopo aver letto - con stupore - il comunicato stampa trasmesso dalla associazione Calcistica Popolare Trebesto in merito ai fatti occorsi in data 03.01.2026 al campo sportivo “Bardo” di Sorbano del Giudice...

Claudio Pardini Cattani per il “Comitato Amici di Lucca”: sempre contro il Lucca Summer Festival e i Comics. Ma cos'è, una malattia?
Secondo il rappresentante del comitato amici di Lucca (ma quanti saranno? ndr), paragonare, come qualcuno ha fatto, il Palio di Siena ai grandi eventi localizzati negli Spalti, è una cosa fuori luogo

La tartaruga Sulcata: un gigante dell'Africa
La tartaruga Sulcata, anche nota come testuggine africana dallo sperone, è una delle specie di tartaruga più grandi al mondo, originaria delle regioni sub-sahariane dell'Africa. Questa magnifica creatura può raggiungere…

I tifosi della Lazio abbandonano lo stadio: 'Claudio Lotito non è più il presidente'
Mi rivolgo a Voi per sottoporre una questione, non solo perché mi stia particolarmente a cuore, ma perché, a mio modesto parere, essa, in qualche maniera, riguarda o potrà riguardare, in maniera più o meno latente, le istituzioni da Voi presiedute...
Materie prime 2026: perché l'argento e i metalli industriali stanno correndo
Febbraio 2026 si sta rivelando un mese cruciale per chi osserva i mercati finanziari lontano dai soliti grafici del Nasdaq o dell'S&P 500

Morianese, viabilità che fa pena
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo breve intervento con tanto di immagini sulle condizioni di alcune strade a Ponte a Moriano

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Se ogni volta che usi il computer ti ritrovi fermo ad aspettare che carichi programmi, schede internet, esegua i comandi etc. sei davanti a un dispositivo lento che risulta inadeguato per le tue esigenze. Per fortuna, ci sono diverse soluzioni, anche facili da mettere in pratica, che ti possono aiutare a rendere il tuo pc più veloce e performante.
In questa breve guida pratica puoi trovare ben 5 azioni che danno un’accelerata al tuo pc rallentato.
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Fai partire l’antivirus
La prima cosa che devi fare per migliorare le prestazioni del tuo pc è far partire il programma antivirus. Se il pc è lento, potrebbe essere colpa di un malware. Fai eseguire una scansione completa che sottovaluti e controlli ogni sezione del computer. Il software antivirus deve esser ben aggiornato per riconoscere tutte le minacce.
Inoltre, alcuni programmi antivirus ti indicano la presenza di eventuali programmi che rallentano il dispositivo. Se dovessero esserci software che creano questi problemi, disinstallali completamente e installa una nuova versione o un software alternativo più leggero.
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Deframmenta il disco rigido
Una delle procedure più consigliate per velocizzare le prestazioni del tuo pc è la deframmentazione del disco. Il computer non salva le informazioni in modo ordinato ma casualmente sul disco e quindi quando le deve avviare, può impiegare del tempo perché non le trova. Deframmentare il disco significa far sì che tutte le informazioni presenti sul disco siano sistemate in un punto preciso per velocizzare l’accesso.
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Svuota la cache, i temp, il cestino etc.
Fare un po’ di pulizia del tuo computer aiuta a renderlo più veloce. Spesso nel computer sono immagazzinati un sacco di file che non servono proprio a nulla, se non rallentarlo. Inizia svuotando il cestino. Passa poi ai file temporanei, alla memoria cache e ai file di errore. Se hai Windows come sistema operativo, questa operazione la fa in automatico il pc, se ordini la Pulizia del disco cliccando sulle Proprietà del Disco rigido C.
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Disattiva i programmi di esecuzione automatica
Il pc rallentato potrebbe esser legato a tanti programmi in esecuzione automatica, cioè che si avviano da soli non appena accendi il dispositivo. Se non hai bisogno dell’esecuzione automatica, disabilita questa opzione. È un’operazione piuttosto facile che puoi fare in autonomia controllando il menù “Avvio” facendo click con il tasto destro sulla Barra delle applicazioni e selezionando poi Gestione attività.
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Sostituire i componenti del computer
Se noti che il tuo computer è molto lento, il problema si può imputare anche alla componentistica. Se si tratta di un problema di hardware, significa che il tuo computer ha una memoria Ram troppo bassa oppure un hard disk molto datato. Il consiglio dei tecnici di www.computermilano.it è sostituire i componenti obsoleti o con poca capacità con parti nuove. In alternativa, potresti prendere in considerazione l’installazione di una scheda aggiuntiva tipo SSD.
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera inviataci da una cittadina di Tortona in provincia di Alessandria a proposito della nostra città indicata come la prima a misura d'uomo e di animale:
Gentili signore e signori,
ho appreso dai mezzi di informazione http://www.youanimal.it/lucca-sara-la-prima-citta-a-misura-di-uomo-e-animale/ che «Lucca sarà la prima città a misura di uomo e animale. (...)Quasi un milione, più precisamente 927.295 euro, saranno destinati, a Lucca, all'ambiente e agli animali.
L'amministrazione comunale ha ottenuto un importante finanziamento europeo che renderà la città più smart, valorizzando il rapporto fra uomo e animale. La Giunta comunale ha dato il via libera al progetto In-Habit, finanziato per intero dalla Commissione europea, di cui è capofila l'Università di Cordoba. Lucca è l'unico partner italiano, insieme ad altri 22 soggetti. Con il Comune di Lucca, prenderanno parte al progetto Lucca Crea e l'Università di Pisa. (...)
A Lucca, in particolare, il progetto verterà sul rapporto uomo-animali e si concretizzerà con azioni che la candideranno a diventare la prima Hum-An Smart City in Europa. "Lucca sarà la prima città europea che realizza concretamente un nuovo modo di fruire gli spazi e l'ambiente, più a misura di uomo, ma anche di animale, che con l'uomo vive a stretto contatto", dichiara il sindaco Alessandro Tambellini che aggiunge: "Questo finanziamento di quasi un milione di euro ci consentirà di attivare interventi che vanno nella direzione di ripensare la nostra città, gli spazi pubblici del futuro. Un tema divenuto imprescindibile soprattutto dopo l'emergenza sanitaria legata al Covid-19 e che ci impegnerà negli anni a venire".
Per il Comune di Lucca saranno attivati numerosi interventi. Tra questi, la creazione di infrastrutture 'naturali', come per esempio gli spazi verdi degli spalti delle mura, che potranno diventare aree verdi smart e facilitare le interazioni innovative tra uomo e animali con percorsi verdi e giardini 'terapeutici'. E ancora: interventi per rendere accessibili agli animali i luoghi di lavoro, gli edifici pubblici e il trasporto pubblico; iniziative per attivare pet-therapy negli spazi pubblici e nei luoghi di vita collettiva frequentati dagli anziani. (...)»
La notizia è incoraggiante e mi è arrivata lo stesso giorno in cui un amico mi ha inviato la foto allegata scattata pochi giorni fa proprio a Lucca: un pessimo esempio di rapporto uomo animale.
Le carrozze e le botticelle in uso in parecchi luoghi appaiono un'attrattiva turistica pittoresca e affascinante: sono considerate "veicoli" e c'è persino chi li elogia perché non inquinano ignorando però la sofferenza che li muove, quella degli animali, che pagano il prezzo più oneroso di questo "servizio".
Spesso sono animali che, dopo una vita di attività agonistica, vengono destinati a concludere la "carriera" in questo modo, pensando di concedere loro un sollievo. Come dire... vuoi morire subito in un mattatoio o fare qualche passeggiata urbana in attesa di sfiancarti completamente?
Se un animale "da macello" viene risparmiato per diventare "da carrozza", gli viene salvata la vita ma non la dignità e sarà comunque privato della libertà; l'idea di addestrare e domare gli animali per farli lavorare è un'idea di dominio sempre più difficile accettare. Cavalli, asini, muli, bardotti sono alcuni di quegli animali sfruttati finché si può: vengono dati loro compiti da svolgere a seconda della razza, della corporatura, dell'età e fino all'ultimo istante di vita devono lavorare a servizio degli esseri umani o, peggio, per il loro divertimento.
La carrozza trainata da animali è certamente un mezzo di trasporto d'altri tempi che può esercitare fascino come lo esercitano certi usi e costumi del passato ma qui si tratta di un'ostinata copiatura di un'usanza purtroppo tanto necessaria in passato, quando certi animali erano considerati un mezzo di trasporto, quanto superflua oggi. Per molti secoli sono stati tramandati usi che, proprio per necessità, hanno volutamente ignorato la scarsa conoscenza delle caratteristiche etologiche della specie equina procurando sofferenze oggi evitabili. Il desiderio dell'essere umano di un ritorno al passato non vale la salute e la vita di alcun animale.
Non so se sia più grave legittimare questo trasporto, fare il cocchiere o farsi trasportare: sono tre situazioni che nel terzo millennio non hanno più ragione di esistere. Questo mezzo di trasporto è retrogrado, oltre che frutto di un pensiero antropocentrico e specista. E' doveroso porsi interrogativi sulla legittimità di questa attività che vede animali ridotti a schiavi, stimolati da briglie e frusta, spesso strattonati da chi li guida. Le temperature elevate della stagione estiva peggiorano la situazione.
Purtroppo le norme a tutela degli animali, già di per sé carenti, vengono spesso disattese, avallando comportamenti lesivi. La Legge 189/2004 "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate" dovrebbe essere applicata anche al trasporto delle carrozze. Certi regolamenti comunali pongono limiti sull'uso delle carrozze in base alla temperatura atmosferica ma non è certo questo il punto di arrivo. Bisogna abolire tale forma di schiavitù, dando un importante segnale di civiltà. Inoltre, vedere animali stramazzati al suolo, sfiniti dal lavoro a cui sono sottoposti, oltre a essere un esempio di crudeltà nei confronti degli animali, è un pessima carta di identità per una città turistica.
Gli animali non sono mezzi di trasporto ma esseri senzienti col diritto di camminare e correre a piacimento in spazi consoni a soddisfare le proprie esigenze etologiche.Per quel che mi riguarda, prima di recarmi in qualsiasi città come turista, mi informo se ci siano animali che trainano carrozze: in quel caso, scelgo di non andare.
Milan Kundera, nel suo libro "L'insostenibile leggerezza dell'essere" (Adelphi edizioni, Milano, III edizione, 1990, pag. 294) riporta un noto episodio che riguarda Friedrich Nietzsche. «Nietzsche esce dal suo albergo a Torino. Vede davanti a sé un cavallo e un cocchiere che lo colpisce con la frusta. Nietzsche si avvicina al cavallo e, sotto gli occhi del cocchiere, gli abbraccia il collo e scoppia in pianto. Ciò avveniva nel 1889 (...) Nietzsche era andato a chiedere perdono al cavallo (...)»
Si dice che fu questo episodio a segnare l'inizio della pazzia del filosofo ma abbracciare uno schiavo con un ferro in bocca e un peso da trasportare è segno di empatia, non di pazzia.


