Sport
Pranzo indigesto per la Fiorentina, la classifica continua a piangere, a Milano l’Inter vince nel recupero
Il risotto alla milanese, nell’anticipo è migliore della bistecca alla Fiorentina e regala con l’ennesima rimonta, all’Inter, che al novantesimo perdeva per uno a zero, una vittoria a cui ormai credevano in pochi

Le Mura Spring, vittoria a valanga su Lerici
Continua la serie positiva delle ragazze del Greenlucca che battono nettamente la Landini Lerici, sciorinando ancora una volta una prova difensiva di livello ed a tratti anche ottime transizioni offensive

Le Mura Spring, si torna al Palatagliate: arriva la Landini Lerici
Dopo la profiqua serie di impegni lontano da casa, che ha fruttato alle ragazze del Greenlucca il bottino pieno, è tempo di tornare sul parquet amico del Palatagliate, l'avversaria di turno sarà la U.S. Gino Landini di Lerici

Stefano Ticci primo bobbista a ricevere il premio per lo sport-Memorial Fabio Danti
Con una grande cornice di pubblico ha avuto luogo nell' Aula Magna dell' Istituto Alcide De Gasperi di Cutigliano il 29.o Premio per lo sport, 3.o Memorial…

Sulla ruota di Livorno esce la cinquina. La Libertas dilaga contro la Fortitudo 85 a 59 e vola in testa alla classifica
In una stagione dove la Toscana nel basket torna ad essere Granducato con due squadre in A2 e ben sette squadre in serie B, stasera al Palamodigliani c’era il primo vero match clou della giornata

Vele Storiche Viareggio 2026, i vincitori del 21° Raduno
Conclusa a Viareggio la ventunesima edizione del Raduno Vele Storiche Viareggio, organizzato dal 14 al 18 ottobre 2026 dall'omonima associazione presieduta dal 2015 dal fiorentino Gianni Fernandes, insieme…

Ottima figura per il Karate Shotokan Porcari a Piombino
Giornata soddisfacente per il Karate Shotokan Porcari, la Asd ha visto i propri ragazzi cimentarsi in una gara appartenente al circuito Fijilkam, federazione dove l'agonismo la fa da padrone; la federazione ha scelto come località Piombino

Una Fiorentina che gioca da pari a pari col Como, ma che viene punita ancora una volta dai suoi errori. A Firenze finisce 3 a 1 per i lariani
Una partita, diciamolo subito, anche se non solo per questo episodio, chiaramente influenzata da un errore del direttore di gara, che sul gol del vantaggio lariano non fischiava un chiaro fallo su Goncalves, da cui scaturiva il passaggio per il gol di Liberali

StraCastelnuovo: vittoria e record per Kithinij
Prende la via del Kenya la 21esima edizione della StraCastelnuovo, la prova podistica di Castelnuovo in Garfagnana (LU) valida per il Criterium Podistico Toscano e il Circuito Strade…

Valdrighi, super chiusura di stagione a Montecarlo di Lucca
Chiude da par suo la stagione Stefano Valdrighi, che conferma il suo grande momento di forma aggiudicandosi a Montecarlo di Lucca la Granfondo di Pinocchio, tappa di chiusura…

- Scritto da Redazione
- Sport
- Visite: 301
La conquista del Campionato Italiano Sportbike non è il punto di arrivo per Filippo Bianchi, ma il trampolino verso la sfida più importante della sua giovane carriera. A pochi giorni dalla conquista del titolo tricolore - soltanto nel week-end passato - il pilota toscano ha ufficializzato il proprio futuro: nel 2027 sarà al via del Campionato Mondiale Sportbike con il team Prodina XCI Racing, al debutto a tempo pieno sul palcoscenico iridato.
A 21 anni, Bianchi si prepara così a compiere un importante salto di categoria e ad affrontare una stagione completamente nuova, che lo vedrà scendere in pista in sella alla Kawasaki Ninja ZX-6R 636.
Una sfida ambiziosa per il giovane lucchese portacolori del Motoclub 52 Racing Team, reduce da una stagione da protagonista assoluto in sella all'Aprilia RS 660, con la quale ha conquistato il titolo italiano Sportbike dopo aver già vinto, nel 2024, il Trofeo Aprilia RS 660.
Il passaggio alla Kawasaki rappresenterà uno dei principali elementi della nuova avventura. Bianchi dovrà infatti confrontarsi con una moto completamente diversa e, contemporaneamente, con numerosi circuiti internazionali sui quali non ha ancora avuto modo di gareggiare.
Il 2027 sarà dunque, prima di tutto, un anno di apprendimento e crescita, nel quale il pilota sarà chiamato ad assimilare rapidamente nuove tecniche di guida, conoscere le caratteristiche della Ninja ZX-6R 636 e adattarsi ai differenti tracciati del calendario iridato.
Quello con il Mondiale Sportbike, tuttavia, non sarà un debutto assoluto. Bianchi ha già avuto modo di confrontarsi con il contesto iridato nello scorso mese di giugno, quando, in qualità di "wild card", è riuscito a conquistare un prestigioso podio, dimostrando di poter competere ad alto livello anche in un contesto internazionale.
Ora arriva la possibilità di trasformare quell'esperienza in un progetto a tempo pieno.
FILIPPO BIANCHI: "La prima cosa che voglio fare è ringraziare il team Prodina XCI Racing per l'opportunità che mi sta dando. Per me arrivare al Mondiale rappresenta la realizzazione di un sogno che coltivo fin da bambino. Ho sempre desiderato partecipare a un campionato Mondiale e fino a questo momento non ero ancora riuscito a coronare questo sogno. Sarà la mia stagione da rookie e so che dovrò affrontare una doppia sfida: conoscere una moto nuova e imparare piste sulle quali non ho mai corso. Non sarà facile, ma proprio per questo sarà un'esperienza importantissima per la mia crescita. L'obiettivo sarà quello di migliorare il più velocemente possibile, diventare progressivamente competitivo e riuscire ad arrivare a giocarmi le gare con i migliori. Darò tutto me stesso per sfruttare questa grande opportunità".
Per Bianchi si apre quindi un nuovo capitolo. Dopo aver conquistato il titolo italiano e aver dimostrato il proprio valore anche nel confronto internazionale, il giovane pilota toscano si prepara a entrare stabilmente nel Mondiale Sportbike 2027, con la consapevolezza di avere davanti una stagione impegnativa ma anche l'opportunità di costruire il proprio futuro ai massimi livelli del motociclismo.
- Scritto da Redazione
- Sport
- Visite: 225
Questi sono quelli che mi piacciono. Può darsi che me ne dimentichi qualcuno. Si deve cominciare, quasi per obbligo, con il calcio. Non ne sono tanto appassionato, ma sono attratto dalla parte finale di un’azione in cui si tenta di costruire il gol. Qui entrano in scena prontezza, astuzia intelligenza ed agilità, insomma il genio. Ho conosciuto le meraviglie di Pelé, di Maradona, di Ronaldo, di Messi, ma anche quelle di campioni che sono rimasti nella memoria degli appassionati: Van Basten, Gullit, Cruijff, Eusebio, Platini, Di Stefano. Anche nel calcio, campioni non si diventa, ma si nasce. Già da ragazzino la morbidezza del tocco, l’equilibrio e l’abilità nelle azioni con la palla al piede denunciano il campione in erba che diventerà un grande.
Poi c’è il tennis.
Ho visto giocare Borg, Becker, Sampras, Agassi, Federer, ed oggi ammiro la bravura di Alcaraz e del nostro Sinner, anche se, così giovani, già oberati d’acciacchi. Ma nessuno deve dimenticare Djokovic che ormai, a 39 anni, si è avviato sulla strada del tramonto. È lui il tennista più premiato, il campione la cui resistenza e i cui colpi sono diventati leggendari.
Poi c’è l’atletica leggera.
Inutile ricordare il grande velocista Bolt, recordman ancora oggi dei 100 e 200 metri. Non ho mai visto correre un atleta con sicurezza ed eleganza come lui. Berruti e Mennea, li ho visti correre e mi hanno lasciato senza fiato. Mennea, soprattutto, quando, allineato con gli altri, negli ultimi metri sembrava mettere le ali e subito si creava l’abisso fra lui e gli altri ed era lui a tagliare il filo.
Oltre ai 100 e 200 metri, mi attirano le gare di distanza, a partire dagli 800 metri, fino ad arrivare ai 1500. Non si parli della maratona e della marcia alla quale si possono dedicare solo dei coraggiosi nella fatica e nell’azzardo.
Il nuoto occupa un posto importante pure lui. Ne ho visti tanti di campioni, a partire dalla prima italiana che vinse la medaglia d’argento alle olimpiadi di Monaco del 1972, e fece entrare il nuoto nel sangue degli italiani, Novella Calligaris. Campioni indiscussi furono ad esempio Spitz e il dorsista tedesco Matthes, soprannominato “Sughero” per la morbidezza del suo stile, e nel campo femminile la strabordante, sebbene fisicamente minuta, Ledecky. Ma l’Italia ha avuto il privilegio di vantare campioni all’altezza dei grandi, se non ancora più grandi, almeno per noi tifosi italiani: Gregori e la Pellegrini. La Pellegrini ha in più la bellezza (è soprannominata anche per questo “La Divina”) e sembra davvero che sia stata inviata qui da noi come una nuova Venere da un Dio generoso, che ci ha in simpatia.
E infine, ma è nelle mie preferenze al primo posto, il ciclismo. Ci sono state stagioni inquiete e controverse, ma questo è lo sport in cui lo sforzo e il sacrificio devono essere espressi al massimo. Sulle due ruote è inevitabile dare tutto il possibile. Quando poi si affronta una salita è un piacere degli occhi e dei sensi vedere il campione che stacca tutti gli altri e diventa irraggiungibile. Ho visto correre Coppi, Bartali (ero un bartaliano), Magni, Bobet, Anquetil, il re del cronometro, Gaul, Bahamontes, Koblet, Indurain e Merckx; ed oggi è comparso un campione, Pogačar, che sta per battere tutti i record raggiunti dai suoi predecessori. Insieme a lui gareggiano altri campioni indiscussi, come Evenepoel, il forte van der Poel e van Aert. Tra gli italiani oggi ci danno qualche soddisfazione Ganna e Milan. Ma a un lucchese come non ricordare Mario Cipollini, il Re Leone, nelle volate un irresistibile e inesorabile giustiziere. Mai uno grande come lui nella nostra terra.
Ma consentitemi di aggiungere uno sport che è poco conosciuto: lo snooker. Del gioco del biliardo era appassionato il commediografo lucchese Cesare Viviani. Lo trovavo intento a guardare la Tv quando andavo a trovarlo.
È un gioco del quale capisco poco. Ci sono tante palline rosse e poi altre di vario colore, le più pregiate. Ogni pallina che si riesce a mettere in una delle 6 buche allineate ai lati lunghi del biliardo (3 buche per ogni lato) fa conquistare al giocatore dei punti. Si disputano diverse partite, e chi ne ha vinte di più, si porta a casa la vittoria, e passa al turno successivo, a meno che non si sia disputata la finale. Lo guardo poiché è rilassante. Non metto la voce del commentatore e me lo godo nel silenzio più assoluto. Distende i nervi e, una volta andati a letto per dormire la notte, aiuta a prendere sonno.
Da dove nasce, mi domando, l’esigenza di praticare lo sport? Forse è un desiderio di sfida con se stessi, per misurare le proprie forze. Forse è una sfida con gli altri, per dimostrare di essere il migliore. Non saprei dire, ma è certo che nello sport l’uomo vive il meglio di sé.

