Sport
Il BCL LAB vince Gara 3 della finale play-off a Montale e vola in DR1
I "ragazzi terribili" del Bcl Lab sono tornati e... spiccano il volo per la Dr1 (la vecchia serie D). I biancorossi dei coach Di Giambattista e Chiarello vincono…

Serie C - Rugby Lucca vs Titani Viareggio 23-20
La formazione biancorossa conclude la stagione con un successo epico. La società è già al lavoro per rinforzare rosa e staff tecnico, in attesa dei nuovi impianti sportivi all’Acquedotto

Oltre 300 concorrenti alla marcia di fine scuola di S. Pietro a Vico
Sono stati più di trecento i partecipanti alla “2^ Marcia di Fine Scuola” di S.Pietro a Vico organizzata dal locale Circolo Anspi e dal ristorante “Il Granaio”

La Junkan Dojo di Viareggio brilla ai Campionati Assoluti FIKTA: l'eccezionale versatilità di Bindi e Ricciardi firma un'edizione storica
A Salsomaggiore Terme i campioni del kata conquistano il podio nel kumite, confermando la completezza tecnica della scuola del Maestro Nicola Bianchi. Un ricco bottino di medaglie e ottime prestazioni collettive in un contesto di altissimo livello nazionale

Basketball Club Lucca asfalta Mens Sana Siena 86 a 74
Il Basketball Club Lucca si prende, di forza, il primo round della finale play-off contro la Mens Sana Siena imponendosi per 86 a 74

Volley femminile, Porcari in B2 nazionale: il plauso del Comune
Il volley porcarese conquista la promozione in B2 nazionale e scrive una pagina importante dello sport locale. Nel match decisivo dei play-off, davanti a un Palacavanis gremito, le…

Il Porcari non sbaglia: supera Cascina 3 a 0 ed è promosso in B2 al termine di una stagione esaltante
Nell'ultimo decisivo match che vale una stagione, il Porcari non sbaglia e schiaccia Cascina per 3-0 (25-18/ 25-15/ 25-19) staccando il pass per la B2 nazionale

Le Mura Spring, iniziano le finali nazionali di Udine
Inizia lunedì 8 giugno alle ore 20,00 l'avventura delle ragazze del Greenlucca alle finali nazionali di Udine. Inserite nel gruppo B come Toscana2 avranno come avversarie, nella prima…

Gli atleti del G.S. Orecchiella brillano al 1° Garfagnana Epic Trail
Si è corsa la " 1° Garfagnana Epic Trail", gara di corsa in montagna di 22 chilometri con 1100 metri di dislivello. Percorso tipico della corsa in montagna…

E finale sia! BCL e Mens Sana si affrontano al Palatagliate per la promozione in B Nazionale
E finale sia! BCL e Mens Sana, due squadre che si sono date battaglia a suon di vittorie per tutto quanto il campionato. Alla fine hanno prevalso…

- Scritto da Redazione
- Sport
- Visite: 359
16^ Tappa Bellinzona - Carì di km 113 km (««««). Passano i giorni e le tappe che portano a Roma, cambiano le salite ma non cambia la musica e, soprattutto, l’interprete. Questa volta l’assolo di Jonas Vingegaard risuona nel Canton Ticino, sull’arrivo di Carì, su un ampio palcoscenico alpino ad oltre 1.600 metri di altitudine. Dietro al campione danese, ancora una volta ma più distante, il primo degli umani è l’austriaco Felix Gall ad 1’07”, seguito da Jai Hindley ad 1’09” Thymen Arensman a 1’12” e poi Derek Gee ed il fido gregario, di giallo vestito, Davide Piganzoli. L’attacco di Vingegaard alla Tripla Corona (Giro, Tour e Vuelta) si fa sempre più concreto, ove ci fosse ancora qualche dubbio, e sulla strada che porta a Roma ci sono ancora due arrivi che gli potrebbero far aggiornare ulteriormente statistiche e palmares. La tappa che ha ufficialmente aperto la terza ed ultima settimana del Giro è stata caratterizzata, nelle battute iniziali, da alcuni tentativi di fuga favoriti dal chilometraggio assolutamente contenuto. I quattro GPM iniziali poi, tutti distribuiti da 32° al 65° chilometro in un circuito da ripetere due volte, hanno fatto muovere, in particolare, il nostro Giulio Ciccone che è transitato per primo su tutti e tre i passaggi facendogli fare un balzo in avanti nella classifica per la maglia azzurra. Così la situazione, a 60 km dall’arrivo, ha visto cinque corridori in fuga con un vantaggio di 1’30” sul gruppo della maglia rosa e tra cui erano presenti, oltre al corridore della Lidl – Trek, Einer Rubio, Chris Harper, Jhonatan Narvaez e Diego Ulissi. Al secondo passaggio sul GPM di Leontica, il quarto di giornata, l’abruzzese è passato ancora una volta per primo ed il gruppo dei migliori ha scollinato con un ritardo di 1’50”. Nel frattempo Diego Ulissi del Team Astana si è staccato dal gruppo dei battistrada che sono rimasti in quattro. Jhonatan Narvaez è poi passato per primo sul traguardo volante di Ludiano e, con i punti conquistati, si è portato a due sole lunghezze da Paul Magnier, leader della classifica per la maglia ciclamino. A 20 km dall’arrivo il vantaggio dei battistrada, da cui si è nel frattempo staccato Narvaez, si è ridotto ad 1’13”, con gli uomini della Decathlon a dettare il ritmo in testa al gruppo degli inseguitori. L’ultimo attaccante di giornata Chris Harper, con Ciccone e Rubio che hanno perso via via contatto dal battistrada, è stato riassorbito a 10 km dal traguardo, sull’ultima asperità di giornata ed il gruppo è tornato compatto. Giusto il tempo di alzare il ritmo con l’instancabile Davide Piganzoli e, a 7 km dall’arrivo, è arrivato puntuale l’attacco di Jonas Vingegaard che ha fatto il vuoto dietro di se, lasciandosi alle spalle i vari Gall, Gee, Bernal, Arensman, Hindley e Piganzoli, che non hanno potuto far altro che lottare per un posto sul podio di tappa. E così all’arrivo il campione danese, indiscusso dominatore di questo Giro, centra la quarta vittoria in altrettanti arrivi in salita, questa volta però indossando la maglia rosa, al termine dell’ennesimo assolo. Dietro di lui, ancora una volta, Felix Gall, con a ruota Jai Hindley, Thymen Arensman, Derek Gee e, sesto, Davide Piganzoli. Il dominio assoluto di Jonas Vingegaard in questo Giro è confermato, oltre che dal vantaggio di 4’03” sul secondo in classifica generale Felix Gall, anche dalla leadership nella classifica degli scalatori, con un vantaggio di 82 punti su Giulio Ciccone. Si fa invece molto serrata la lotta per la maglia ciclamino tra Paul Magnier e Jhonatan Narvaez, separati in classifica da 2 soli punti. La 17^ tappa, da Cassano d'Adda ad Andalo di 202 km, sarà un frazione mossa ma senza salite particolarmente difficili. La prima asperità di giornata sarà il Passo dei Tre Termini e, a seguire, la Cocca di Lodrino dopo cui i corridori entreranno nella valle del Chiese sempre il leggera e costante ascesa. Dopo Tione di Trento la strada diventerà più articolata con carreggiata ristretta fino a San Lorenzo Dorsino dove inizierà la salita che porterà prima a Molveno e poi ad Andalo, da dove i corridori affronteranno il finale. Gli ultimi 11 km saranno spezzati nettamente in due parti perché dopo il GPM di Andalo-Lever ci sarà una discesa veloce e, in parte, con pendenza elevata mentre i successivi 6 km saranno in salita prima leggera, poi marcata che terminerà a 1.5 km dall’arrivo. Poi un falsopiano a scendere ed il rettilineo finale in piano porteranno i corridori al traguardo.
Di seguito le prime tre posizioni delle principali classifiche:
Classifica di Tappa
1° Jonas Vingegaard (Dan)
2° Felix Gall (Aut)
3° Thymen Arensman (Ola)
Classifica Maglia rosa Tempo
1° Jonas Vingegaard (Dan) 62h:10’: 26”
2° Felix Gall (Aut) + 4:03”
3° Thymen Arensman (Aut) + 4:27”
Classifica Maglia ciclamino Punti
1° Paul Magnier (Fra) 145
2° Jhonatan Narváez (Ecu) 143
3° Jonathan Milan (Ita) 78
Classifica Maglia azzurra Punti
1° Jonas Vingegaard (Dan) 211
2° Giulio Ciccone (Ita) 129
3° Felix Gall (Aut) 96
- Scritto da Redazione
- Sport
- Visite: 455
Il terzo ed ultimo giorno di riposo di questa edizione 109 del Giro d’Italia arriva al termine di una settimana, la seconda, che ha messo in scena un copione, già scritto, il cui protagonista principale è stato chiaramente Jonas Vingegaard. Il campione danese, che era già in odore di maglia rosa nel giorno della cronometro da Viareggio a Massa, nella tappa sulla costa apuana ha lasciato gli onori dellla ribalta ad uno stratosferico Filippo Ganna, autore di una prestazione da standing ovation, e si è “accontentato” di avvicinare il leader della classifica Afonso Eulalio, giovane portoghese della Bahrain Victorious, vera e propria sorpresa di questa edizione. Nei giorni successivi si è limitato a fare il regista, grazie ad una squadra, la Visma Lease a Bike, di livello nettamente superiore rispetto alle altre, ed ha controllato la corsa in cui a prendersi la scena e gli applausi sono stati nell’ordine l’ecuadoriano Jonathan Narvaez del Team UAE Emirates sul traguardo di Chiavari, il belga Alec Segaert della Bahrain Victorious a Novi Ligure ed il nostro Alberto Bettiol del Team XDS Astana a Verbania. La vera performance da attore – protagonista poi, come ci si attendeva da inizio Giro, è andata in scena nel primo tappone alpino con arrivo a Pila. Benché avesse già dimostrato il suo strapotere nelle tappe con arrivi in salita, vincendo sul Blockhaus ed a Corno alle Scale, quello sulle alpi è stato un successo in cui ha disposto del magnifico palcoscenico naturale in una giornata tipicamente estiva, di una tappa che sembrava disegnata apposta per la sua esibizione, con l’aiuto e la compartecipazione eccezionale dei suoi compagni di squadra, e con i suoi principali rivali a fare, loro malgrado, da spettatori. Ha riscritto la classifica generale con un vantaggio significativo su Afonso Eulalio, che ha difeso a denti stretti il simbolo del primato, e l’austriaco Felix Gall, naufragato nella cronometro di Viareggio ma l’unico capace di arrivare alle spalle di Vingegaard quando la strada ha iniziato a salire. Se poi proprio ci fossero stati dei dubbi sulla centralità del ruolo del danese in questa edizione, allora bastava attendere l’ultima tappa della settimana con arrivo a Milano, con un finale disegnato su un circuito cittadino molto veloce ma non certo pericoloso, visto l’ampiezza delle strade. Prima dell’inizio del penultimo giro, Vingegaard si è avvicinato alla macchina della giuria ed ha “suggerito” la neutralizzazione della tappa per l’intera ultima tornata con ancora 15 km da percorrere, quando solitamente ciò accade negli ultimi 5. Ammesso e non concesso che questo abbia finito per influire sulla vittoria finale del norvegese Frederick Lavik che ha regolato in voltata i tre compagni di una fuga che, a sorpresa, ha sfruttato l’indecisione dei gruppi dei velocisti, sicuramente la dice lunga sul peso specifico del ruolo del protagonista in questa edizione della corsa rosa. Detto ciò, non ci resta che attendere e vedere cosa succederà nell’ultima e decisiva settimana che prevede, fatta salva l’ultima tappa con la passerella finale a Roma, 5 frazioni molto impegnative di cui ben 4 con arrivi in salita. Sebbene il nome del vincitore sembri già inciso sul “Trofeo dell’Infinito”, ma il condizionale è sempre d’obbligo nei grandi giri a tappe, ad essere incerto è invece la lotta per il podio che vede coinvolti 9 corridori racchiusi in 3’45” tra cui i già citati Afonso Eulalio e Felix Gall, attualmente rispettivamente secondo e terzo in classifica, seguiti da Thymen Arensman, Jai Hindley, Giulio Pellizzari, Michael Storer, Ben O’Connor, Derek Gee e Davide Piganzoli. Già alla ripresa ci sarà da vederne delle belle in una tappa, la 16^, che da Bellinzona porterà a Carì dopo appena 113 km, ma con 3000 metri di dislivello e 5 GPM da scalare di cui l’ultimo posto a quota 1664 metri, con 11,7 km di salita con una pendenza media attorno all’8% ma che si farà più dura nel finale con punte fino al 13%, che dovrebbe promettere selezione e, soprattutto, spettacolo.


