Cultura
Alaska, il romanzo di Valentina Maini selezionato per l'ultimo incontro di quest'anno del Premio dei Lettori Lucca-Roma
Un amore tra felicità e naufragio. "Alaska" (Bollati Boringhieri, febbraio 2026) è il romanzo di Valentina Maini selezionato dalla Società Lucchese dei Lettori – Amici di Francesca Duranti per l'ultimo incontro di questo…

"Chiedo aiuto ai critici letterari: prima o poi la pagina letteraria dei quotidiani dovrà fare i conti con Amazon"
Mi voglio battere perché i libri pubblicati con Amazon non subiscano l’ostracismo delle pagine letterarie dei quotidiani. Sono sicuro che col passare del tempo questo risultato sarà raggiunto, soprattutto…

"La Resistenza e i valori europei": convegno a Sant'Anna di Stazzema il 21 maggio
L'arrivo del Ciclista Europeo della Memoria Giovanni Bloisi chiude le tappe toscane del Memorial Bike Tour 2026

“Black Mask” e Dashiell Hammet. Nasce un nuovo genere letterario
Negli Usa, intorno alla seconda metà degli anni Venti, su riviste destinate a diventare giustamente famose come “Black Mask” e grazie ad autori come Dashiell Hammet, William Riley…

Turandot “O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!”: a 100 anni dalla prima rappresentazione, una mostra celebra il capolavoro di Giacomo Puccini
Turandot, divina bellezza - Puccini Museum Casa Natale - dal 24 aprile al 1° novembre 2026 - Nel 100esimo anniversario dalla prima rappresentazione, una mostra celebra il grande capolavoro incompiuto…

Alla Fondazione Ragghianti una conferenza sul pittore danese Vilhelm Hammershøi tenuta dal direttore Paolo Bolpagni
Martedì 21 aprile alle ore 18, nella Sala convegni “Vincenzo Da Massa Carrara” in via San Micheletto, 3 a Lucca, la Fondazione Ragghianti - ETS propone una conferenza dal titolo “Vilhelm…

Turandot a Lucca, cento anni dopo: il 25 aprile l’opera va in scena al Teatro del Giglio Giacomo Puccini
Il Teatro del Giglio Giacomo Puccini è pronto per la celebrazione del centenario dell’opera Turandot di Giacomo Puccini e lo fa con un grande progetto innovativo ma soprattutto…

Si presenta il libro di Pinocchio
Sabato 18 aprile, alle ore 18:30, presso l’Atelier Francesco Fella (g.c), via della Fratta, 3, presentazione del libro di Roberto Pizzi, Carlo Lorenzini. Il ‘padre’ di Pinocchio. A…

"Dall'Italia al cielo. Ritratti di istriani, fiumani, giuliani e dalmati"
Sabato 11 aprile terzo appuntamento del 2026 per la rassegna "Oltre il Ricordo" alla Biblioteca Civica Agorà

“La vita giovane”. Il romanzo di Mattia Insolia selezionato per l’assegnazione del Premio dei Lettori Lucca-Roma 2026, XXIX edizione
"La vita giovane": mercoledì 29 aprile 2026 alle 18 alla libreria Feltrinelli di Lucca, la Società Lucchese dei Lettori – Francesca Duranti presenta uno altro dei romanzi selezionati…

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Il 24 dicembre 2014 moriva il prof. Julio Monteiro Martins. Era brasiliano, ma abitava a Lucca. Oltre a essere uno scrittore era un insegnante. Fondatore della scuola di scrittura creativa Sagarana e inventore del Seminario degli scrittori migranti, l’ho conosciuto nel 2004 partecipando a uno dei suoi corsi. Lui scriveva racconti. Oltre a essere insegnante e scrittore era il mio Maestro, amava la letteratura così tanto che sapeva mettersi da parte per far crescere senza ombra le persone che, secondo lui, “dovevano scrivere”. Era un giardiniere, dosava acqua e concime e ti lasciava prendere il sole. Diceva: “La letteratura non è uno svago né un ornamento, bensì una potente forza di trasformazione sociale”. A me piaceva e piace crederlo.
I libri di Julio Monteiro Martins sono raccolte di racconti, il genere narrativo che riteneva più adatto alla sensibilità moderna. Nei suoi scritti a volte c’è il Brasile dei sapori, dei suoni, dei colori, come in queste poche righe tratte dal racconto di apertura “Hotel Till” nel “La passione del vuoto”:
“La pesante pioggia tropicale si fermò all'improvviso, e un attimo dopo già cinguettava nuovamente accanto alla mia finestra, tra i rami dell'albero della guaiava, quello strano uccello marrone dal petto giallo, che i nativi chiamano Ben Tivì. Il suo nome onomatopeico suona perfettamente come le tre note distinte e potenti che emette, l'ultima più lunga e acuta delle prime due.”
Il Ben Tivì è così presente che viene da cercarlo sul primo albero che incontriamo.
Julio Monteiro Martins era un uomo colto, ogni volta le nostre conversazioni ramificavano e costruivano foreste. Abbiamo fin da subito parlato di tutto, senza imbarazzi, liberi, incontrandoci in quel mondo che io ritengo ideale dove si è solo individui, tutti costretti a morire.
So esattamente quando è stata l’ultima volta che abbiamo, nonostante tutto, ragionato: è stato in ospedale: “Ce la farai” mi disse “continua a scrivere”. Risposi: “Continua a leggermi”.
Poi mi disse di andare perché altri erano venuti a salutarlo.
Sono strane le ultime volte dichiarate.
Quando il mio Maestro è morto credevo che non avrei più scritto, perché avevo perduto il mio lettore leale, colui che con l’atto onesto della lettura completava il lavoro.
Mi piace concludere proprio con le parole di Julio Monteiro Martins riguardo al libro:
“(…) I libri non sono solo le parole che racchiudono, quelle sono forse la loro anima, che dialoga con la nostra. Un libro è anche un essere fisico, con il suo peso e il suo tocco, con un profumo inconfondibile, rasserenante, con i suoi colori esterni, invitanti come un volto che ci sorride, e il suo biancore interno, rassicurante paesaggio alternativo, un paese di silenzio e storie. (…)”


