Cultura
Pubblicato il nuovo numero della rivista «Luk» della Fondazione Ragghianti
Cinque i contributi sull’arte lucchese, dedicati alle tarsie lignee di Ambrogio e Nicolao Pucci, alle opere lucchesi dell’artista Pietro Sorri, al valore storico, artistico e simbolico degli abiti…

“La ragazza di Lucca”, il nuovo romanzo di Maria Luisa Netti, esce oggi in libreria
Esce oggi, 14 luglio, “La ragazza di Lucca”, il nuovo romanzo di Maria Luisa Netti, pubblicato da Helicon. Il libro affronta i temi dell’identità, dell’adolescenza, della memoria e…

Il senso di Napoleone per le donne, Mimì ed Elisa e un film napoleonico perso e ritrovato: ecco l'edizione 2026 di "Tre serate con Napoleone"
Napoleone ed Elisa: i più recenti studi sulle confessioni dell'Imperatore a Sant'Elena, il film perso e ritrovato e le nuove scoperte dall'archivio di Mimì Pecci Blunt sono i…

Anche il lucchese Damiano Battistoni tra i vincitori del 25° premio Racconti nella Rete organizzato da LuccAutori
Damiano Battistoni vive a Lucca e nutre da sempre una profonda passione per la scrittura e, ancor di più, per la lettura. Dal 2006 a oggi…

Il romanzo di Alfredo Catarsini alla rassegna del mediceo
Terzo appuntamento, domani (24 giugno) alle ore 17.30 nel giardino del Mediceo, con la rassegna "Libri a Palazzo", promossa dalla biblioteca comunale "Sirio Giannini". Sarà presentato, in collaborazione con la…

Due gialli apuani di Ettore Neri
Il giallo, inteso come romanzo poliziesco, dilaga. In tutte le sue accezioni e sfumature – dal thriller all’horror, dalla spy story allo splatter - si allarga dalla sua area d’elezione, la metropoli, e muove, ormai da qualche anno, a conquistare la provincia, il villaggio, il borgo, il paesotto poco sopra i 5000 abitanti

Un nuovo "Ospite a Palazzo": arriva da Lucca la Minerva di Pompeo Girolamo Batoni
Dal 18 giugno al 27 settembre 2026 la tela settecentesca trova casa a Palazzo Cini. Un'iniziativa in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione Centro delle Arti Lucca

Massimo Baldocchi e il suo “Castruccio Castracani degli Antelminelli”
Se volete avere dettagli sulla storia della nobile città di Lucca vi consiglio di rivolgervi a Massimo Baldocchi e all’altro mio amico Enzo Puccinelli (“Pillole di Lucca”, autopubblicato). Sanno tutto, anche cose che sono sfuggite ai più noti narratori della storia di questa città che un tempo fu la capitale della Tuscia

IL RACCONTO / Il cuscino di sinistra
Inluccaveritas.it apre una nuova rubrica dedicata ai racconti, ovviamente brevi, che i lettori vorranno inviarci. Alla fine sarà premiato il più interessante-intrigante-originale-appassionante

Un amore tra felicità e naufragio, Valentina Maini alla Società dei Lettori
Un amore tra felicità e naufragio. Valentina Maini è ospite della Società Lucchese dei Lettori – Amici di Francesca Duranti giovedì 18 giugno 2026 alle 18 a Villa Rossi (Gattaiola-Lucca) per presentare "Alaska" (Bollati Boringhieri, febbraio 2026)

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Minerva infonde l'anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo, opera dipinta da Pompeo Girolamo Batoni (Lucca, 1708 - Roma, 1787) è il nuovo "Ospite" che da oggi entra a Palazzo Cini a San Vio, dove rimarrà esposto fino al 27 settembre 2026.
"Ospite a Palazzo" è l'iniziativa dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini, ormai giunta alla decima edizione, che accoglie in residenza temporanea nell'antica dimora di Vittorio Cini nuove opere, provenienti da collezioni e istituzioni nazionali e internazionali. La presentazione della Minerva di Batoni conta sulla collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Centro delle Arti Lucca.
Datata tra il 1740 e il 1743, l'opera testimonia l'altissima qualità pittorica raggiunta dall'artista toscano. Definito come un «nuovo Raffaello», Batoni vantava importanti committenti, dai papi Benedetto XIV, Clemente XIII e Pio VI a Maria Teresa d'Austria, Federico II di Prussia e Caterina II di Russia. Si era fatto conoscere soprattutto per le opere di soggetto religioso, mitologico e storico, ed era molto ricercato per i ritratti, realizzati anche per facoltosi viaggiatori di passaggio a Roma.
Luca Massimo Barbero, direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini: «La presenza a Palazzo Cini di quest'opera di Pompeo Batoni ci ricorda come Venezia e Lucca siano storicamente legate: è sorprendente come siano accomunate dalla potente vocazione commerciale e da un virtuoso modello di governo repubblicano. Il dipinto, vero capolavoro dell'arte del Settecento italiano, trova qui un contesto raffinato e intimo, in perfetta sintonia con i magnifici pezzi della collezione Cini. Un luogo privilegiato per accogliere capolavori capaci di raccontare le sottili trame che s'instaurano tra raccolte artistiche affini per valore, storia e significato».
Massimo Marsili, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca: «L'azione di tutela e conservazione di opere di artisti lucchesi è uno degli obiettivi della Fondazione. La valorizzazione e la fruizione delle opere ci ha spinti all'elaborazione di un importante progetto architettonico e gestionale che, una volta realizzato, potrà rendere visibile la collezione e ospitare mostre temporanee prodotte dalla Fondazione di scopo Centro delle Arti. L'ospitalità a Palazzo Cini della Minerva infonde l'anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Batoni è al contempo il segno evidente di una strategia e la conferma della proficua relazione con la Fondazione Cini, la cui attività è per coerenza e qualità tra le più significative del contesto nazionale».
Alberto Fontana, presidente della Fondazione Centro delle Arti Lucca: «La partecipazione a "Ospite a Palazzo" rappresenta una tappa particolarmente significativa nel percorso che accompagna i primi passi del Centro delle Arti Lucca. Il nuovo polo museale ed espositivo, di cui sono recentemente iniziati i lavori di recupero e restauro dell'edificio che lo ospiterà nel cuore della città, nasce con l'obiettivo di creare a Lucca uno spazio dedicato alle arti, alla ricerca e al confronto con le più importanti esperienze nazionali e internazionali. La presenza dell'opera di Pompeo Batoni a Palazzo Cini permette inoltre di valorizzare un capolavoro profondamente legato alla storia artistica lucchese all'interno di un contesto di grande prestigio, anticipando idealmente il percorso che accompagnerà il dipinto nel futuro Centro delle Arti Lucca, dove sarà esposto insieme ad altre opere della collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca a partire dal 2029».
La Minerva di Batoni
Come spiega Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Centro delle Arti Lucca, il soggetto del dipinto è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio (I, 76-88). Il titano Prometeo è còlto mentre siede di fronte alla statua in creta che sta modellando: un esempio della bellezza ideale giovanile, probabilmente ispirata al celebre Ermes Pio-Clementino, allora noto come Antinoo del Belvedere. Accanto a lui, la dea Minerva – a sua volta ispirata alla Minerva Giustiniani, ma addolcita secondo il canone della grazia – porge una farfalla, simbolo dell'anima, per infondere la vita alla creazione del titano.
Il dipinto, insieme all'Atalanta piange Meleagro morente, sempre appartenente alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, è stato eseguito per il marchese Lodovico Sardini di Lucca, nel periodo in cui Batoni viveva tra Roma e la sua città natale, alla quale rimase sempre profondamente legato.
Ci vollero tre anni per portare a termine i due dipinti e consegnarli al marchese, nel novembre del 1743, completi delle cornici predisposte dallo stesso artista. Era infatti sua abitudine dare l'ultima mano alle tele già inserite nelle cornici, così da poterne valutare meglio l'effetto complessivo.
Una fitta corrispondenza tra il marchese e l'artista testimonia la lunga gestazione dell'opera, passata per via ereditaria ai conti Minutoli-Tegrimi e infine al mercato antiquario, rischiando di essere sottratta alla città. Da qui il recente acquisto da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
"Ospite a Palazzo"
Avviato nel 2014, è un programma dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini, che conta fino a ora dieci edizioni.
Nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, l'iniziativa arricchisce temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini. Il progetto prevede l'esposizione di opere di particolare pregio, concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua eccezionale collezione d'arte.
La serie di ospiti a Palazzo annovera Agnolo Bronzino, Lorenzo Lotto, Francesco Guardi, Andrea Mantegna, Paolo Uccello, Bernardo Bellotto, Artemisia Gentileschi e Antoon van Dyck.
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Se volete avere dettagli sulla storia della nobile città di Lucca vi consiglio di rivolgervi a Massimo Baldocchi e all’altro mio amico Enzo Puccinelli (“Pillole di Lucca”, autopubblicato). Sanno tutto, anche cose che sono sfuggite ai più noti narratori della storia di questa città che un tempo fu la capitale della Tuscia.
Il libro di Baldocchi è uscito nel 2025 per i tipi della ottima Casa editrice lucchese Tralerighe Libri, diretta dall’infaticabile Andrea Giannasi.
Quando l’ho avuto tra le mani mi sono domandato quale coraggio avesse avuto l’autore per cimentarsi in una storia nella quale aveva messo le mani nientemeno che Niccolò Machiavelli con il suo “La vita di Castruccio Castracani da Lucca” (1520), il quale (si dice proprio per averne scritto la vita) avesse in mente la figura del condottiero lucchese quando compose il suo capolavoro “Il principe”. Altri, i più, sostengono che il suo modello fosse Cesare Borgia, figlio illegittimo di Papa Alessandro VI, ma a noi piace pensare al modello lucchese, soprattutto ora che Baldocchi ne ha messo in luce non solo le qualità di condottiero, ma anche i suoi intrighi e le sue astuzie, in un’epoca in cui si doveva essere sempre guardinghi e valutare ogni mossa degli altri potenti signori della penisola, tra cui il Papa (in specie, al suo tempo, Giovanni XXII). Castruccio subì numerosi agguati organizzati allo scopo di assassinarlo.
Non si contano, poi, le scomuniche ricevute dal Signore di Lucca che, ghibellino fino al midollo, rappresentava una intollerabile spina nel fianco della Chiesa.
Baldocchi ci descrive, tratto tratto, le sue battaglie e la sua ascesa fino a diventare “il più potente e temuto signore del suo tempo”.
Interessanti le pagine sul Sacco di Lucca, avvenuto il 14 giugno 1314 per mano del ghibellino pisano Uguccione della Faggiuola, in cui si accenna al fatto - che lasciò ai lucchesi un po’ di amaro in bocca - che fu proprio Castruccio Castracani ad aprirgli, con l’aiuto dei ghibellini lucchesi, le porte della città. Ciò potrebbe spiegare il perché il corpo di Castruccio, che fu sepolto nell’attuale chiesa di san Francesco, non sia mai stato ritrovato, mentre è ancora presente una lapide che lo ricorda con un epitaffio scritto da Niccolò Tegrimi nel 1527. Castruccio, morto a 44 anni, a causa di violenti accessi febbrili, il 3 settembre 1328 (era nato il 29 marzo 1281), volle essere sepolto con l’abito francescano.
Non potevano mancare in questo ricco e interessante libro (che ha anche il testo in inglese e vanta dei bei disegni in bianco e nero dello stesso autore) le pagine dedicate alla grande battaglia di Altopascio del 23 settembre 1325 contro i guelfi fiorentini, in cui vengono messe in risalto l’astuzia e le qualità di condottiero del grande lucchese, di cui Machiavelli, tessendone le lodi, scrisse a conclusione del suo libro: “E perché vivendo ei non fu inferiore né a Filippo di Macedonia padre di Alessandro, né a Scipione di Roma, ei mori nell’età dell’uno e dell’altro; e sanza dubbio arebbe superato l’uno e l’altro se, in cambio di Lucca, egli avessi avuto per sua patria Macedonia o Roma.”.


