Economia e lavoro
Svelati i nomi dei lucchesi che si sono distinti all'estero per l'anno 2026
La Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e l'associazione Lucchesi nel Mondo consegneranno i riconoscimenti domenica 13 settembre 2026 ore 16:30 nell'auditorium del Palazzo delle Esposizioni - FBML

Dal ministero dell'istruzione soliti grandi annunci per l'inizio dell'anno scolastico, ma silenzio sul grave problema del precariato. Il doppio canale di reclutamento degli insegnanti dell'on. Pittoni all'esame della Commissione europea
La crisi del reclutamento docenti Per i precari anche il nuovo anno scolastico si apre nel segno dell'incertezza. La scuola italiana, da sempre pilastro fondamentale dell'educazione civica…

Desertificazione commerciali: i numeri della provincia e del capoluogo
“I numeri sono la testimonianza più clamorosa di cosa si intende per desertificazione commerciale. La chiusura dei negozi tradizionali non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni…

Il distretto tecnologico per la Nautica e Portualità Toscana: Michela Fucile succede ad Andrea Giannecchini alla presidenza
Passaggio di testimone condiviso tra CNA e Confartigianato. Dopo la fase di impostazione strategica, il Distretto entra nella fase di attuazione dei progetti

Al via lunedì la consegna del nuovo kit Ersu. Due gli infopoint per ritirare i sacchi del porta a porta
Al via lunedì (7 settembre) - e sino al 3 ottobre - la consegna dei kit annuali per la raccolta porta a porta delle utenze domestiche

Murabilia prosegue fino a domenica 6 settembre con tante curiosità e rarità
Ibisco con le foglie scure quasi nere e i fiori grandissimi, la pianta dell'ananas ornamentale che fa un piccolo frutto colorato in punta, agrumi con la foglia variegata e…

Celle frigorifere per i produttori agricoli, sopralluogo dell'assessore Granucci alla cooperativa L'Unitaria: realizzati i nuovi spazi e attivo l'affidamento del Comune
La soluzione individuata dopo la chiusura dell'impianto di Pulia entra nella fase operativa. Granucci: "Un impegno mantenuto a sostegno delle aziende agricole del territorio"

Sanità, gli ordini dei medici della Toscana alla regione: “Indirizzi politici e autonomia scientifica restino sempre distinti”
“L’agenzia regionale di sanità e gli altri organismi tecnico-scientifici devono poter svolgere le proprie funzioni in piena autonomia. Alla politica spettano gli indirizzi strategici della sanità regionale, la…

La gestione dei rifiuti a portata di clic: nei 12 Comuni lucchesi serviti da ASCIT arriva Junker, l'assistente digitale che semplifica la raccolta differenziata
Un gesto semplice come scattare una foto da smartphone per sapere subito dove buttare ogni rifiuto, ricevere un promemoria la sera prima del ritiro e avere…

L'8 settembre a Informagiovani uno spazio di ascolto e confronto per chi sta valutando un cambiamento nel percorso scolastico
Martedì 8 settembre, dalle 15.00 alle 19.00, nella sede dell'Informagiovani di Lucca, in via delle Trombe, sarà possibile usufruire gratuitamente di un servizio di consulenza individuale dedicato a chi sta…

- Scritto da Redazione
- Economia e lavoro
- Visite: 151
Una villa su uno dei punti più scenografici della Costiera Amalfitana vale 58 milioni di euro. È il prezzo più alto tra le proprietà di lusso censite da idealista, il portale immobiliare N.1 in Italia, nella sua ultima analisi del mercato delle ville di pregio: oltre 150 proprietà con un valore superiore ai 10 milioni di euro, distribuite nelle destinazioni più iconiche del Paese.
I prezzi più alti
Al primo posto della classifica per valore assoluto si trova la villa di Vietri sul Mare: 1.700 m2 di superficie, 48 camere, 20 bagni, 2.800 m2 di terreno terrazzato a picco sul mare, piscina a sfioro, volte affrescate e pavimenti in maiolica vietrese originali. Al secondo posto un complesso di quattro ville affacciato su Cala di Volpe, a Porto Cervo, a 38 milioni di euro: 10.000 m2 di parco privato con accesso diretto alla spiaggia, nella baia della Costa Smeralda resa celebre dall'albergo progettato da Jacques Couelle. Terza Capri, con una tenuta da 33 milioni di euro su oltre 11 ettari di parco privato, due residenze collegate da una funicolare interna e rendite da locazione luxury fino a 45.000 euro a settimana.
Segue Roma con un palazzo del Seicento nel quartiere Trevi a 30 milioni di euro: 3.535 m² su sei livelli, soffitti a cassettoni intatti, una chiesa sconsacrata del XVII secolo e un giardino privato con agrumeti — rarità assoluta nel tessuto urbano del centro storico. Una tenuta nella Maremma grossetana si attesta a 28 milioni, seguita da Positano (26 milioni), Peccioli e Porto Rotondo (entrambe a 25 milioni) e due ville a Cernobbio, entrambe a 23 milioni.
È la Toscana la regione più rappresentata per numero di proprietà sopra i 10 milioni, con Forte dei Marmi che emerge come vera capitale del lusso immobiliare italiano per volume di offerta, seguita dalle province di Siena, Grosseto e Lucca.
Da Positano a Porto Cervo, dal Chianti al lago di Como: la geografia del lusso italiano
Cinque grandi destinazioni definiscono il mercato. La Costiera Amalfitana, Positano, Ravello — ville terrazzate a picco sul mare, accessi esclusivi, interni storici. La Costa Smeralda — Porto Cervo, Porto Rotondo, Liscia di Vacca, Cala Granu — parchi privati, spiagge riservate, architetture mediterranee firmate. La Toscana in tre anime: Forte dei Marmi con ville contemporanee ad alto pregio; Chianti, Val d'Orcia e Montepulciano con dimore storiche e terreni sconfinati; Maremma — Capalbio, Monte Argentario, Castiglione della Pescaia — per chi cerca riservatezza e natura incontaminata. I Laghi — Cernobbio e Tremezzina sul Como, Desenzano e Toscolano-Maderno sul Garda, Pallanza sul Verbano — ville e dimore di tradizione aristocratica. Le Città d'arte: palazzi storici a Roma nei quartieri Trevi, Pinciano e Aventino, ville sulle colline di Firenze, dimore di pregio a Venezia. Il prezzo al metro quadro: qui vince chi ha la vista.
La classifica dei prezzi al metro quadro
Il record assoluto appartiene a una villa di soli 200 m² a Porto Cervo: 70.000 euro al metro quadro, il valore più alto dell'intero ranking. Seguono Forte dei Marmi, Roma Imperiale con punte fino a 47.500 euro/m² su 232 m², Porto Rotondo (38.462 euro/m² su 650 m²), Vietri sul Mare (34.118 euro/m²) e Positano (32.500 euro/m²). Capri oscilla tra 27.500 e 31.667 euro al m². Anche il lago di Garda entra in questa graduatoria: una villa di 450 m2 a Desenzano raggiunge 41.556 euro al m2, tra i valori più elevati al di fuori delle località di mare. Il dato rivela una logica precisa: nel lusso immobiliare italiano il valore al metro quadro cresce con la rarità della posizione. Non è la superficie a determinare il prezzo, ma la location.
Le dieci proprietà più preziose sul mercato
1. Vietri sul Mare (SA) — 58.000.000 euro | 1.700 m2 | 34.118 euro/m2
Palazzo storico arroccato su una scogliera a picco sul mare in uno dei punti più scenografici della Costiera Amalfitana. Quarantotto camere, terrazze panoramiche sospese sull'acqua, volte affrescate, pavimenti in maiolica vietrese originali e una piscina a sfioro che si fonde con il Mediterraneo.
2. Porto Cervo, Arzachena (SS) — 38.000.000 euro | 10.000 m2 | 3.800 euro/m2
Complesso di quattro ville su un parco privato affacciato su Cala di Volpe, la baia della Costa Smeralda resa celebre dall'albergo progettato da Jacques Couëlle e frequentata ogni estate dai super panfili di tutto il mondo. Completano la proprietà, piscine private e accesso diretto alla spiaggia.
3. Capri (NA) — 33.000.000 euro | 1.200 m2 | 27.500 euro/m2
Tenuta su oltre 11 ettari di parco privato con vista sul mare e sul Vesuvio, articolata in due residenze indipendenti collegate da una funicolare privata interna. Quattordici camere, 14 bagni en suite, due piscine. Rendite da locazione luxury fino a 45.000 euro a settimana.
4. Roma, Trevi — 30.000.000 euro | 3.535 m2 | 10.000 euro/m2
Palazzo storico del Seicento a pochi passi dal Quirinale: 3.535 m2 su sei livelli, soffitti a cassettoni intatti, una chiesa sconsacrata del XVII secolo e un giardino privato con agrumeti. Un'oasi verde rara nel cuore di Roma.
5. Massa Marittima, Grosseto (centro storico) — 28.000.000 euro | 2.745 m2 | 10.200 euro/m2
La grande proprietà maremmana, con 34 ettari di terreno, 35 camere e 25 bagni a pochi chilometri dalle spiagge incontaminate della Maremma. Una dimora che coniuga storia, paesaggio e dimensioni da castello.
6. Positano (SA) — 26.000.000 euro | 800 m2 | 32.500 euro/m2
Villa su più livelli terrazzati che degradano verso un esclusivo accesso al mare. Solarium privato, area fitness, aria condizionata con nebulizzazione esterna. Il classico del lusso verticale amalfitano.
7. Peccioli, Pisa — 25.000.000 euro | 945 m2 | 26.455 euro/m2
Tenuta settecentesca immersa tra le colline della Valdera pisana, su oltre 300 ettari di paesaggio incontaminato tra vigneti, oliveti e borghi medievali. La residenza principale di 940 m2 dispone di 15 camere e 15 bagni; la proprietà include anche una piscina panoramica, un campo da tennis, un aeroporto privato con hangar, un lago privato e una riserva di caccia di 320 ettari.
8. Porto Rotondo, Olbia (SS) — 25.000.000 euro | 650 m2 | 38.462 euro/m2
Villa con piscina e spiaggia privata nel cuore di Porto Rotondo. Quindici camere su tre piani, con un prezzo al metro quadro — 38.462 euro/m2 — tra i più alti dell'intera classifica.
9. Cernobbio — 23.000.000 euro | 1.500 m2| 15.333 euro/m2
Villa fronte lago sulla Via Regina a Cernobbio: 20 locali, piscina e giardino privato affacciati direttamente sul Lario.
10. Cernobbio — 23.000.000 euro | 1.000 m2| 23.000 euro/m2
Villa storica pieds dans l'eau sul Lago di Como, con darsena privata, piscina a sfioro sul lago e ampio terrazzo panoramico. Soffitti a cassettoni in legno lavorato, giardino all'italiana con alberi secolari e dependance per il personale. Il lusso lacustre nella sua forma più classica.
- Galleria:
- Scritto da Redazione
- Economia e lavoro
- Visite: 552
Da questo mese c’è una voce nuova nei nostri approfondimenti. È quella di Giuseppe Cirina, che entra a far parte della squadra insieme a Francesca Ricci, Antonello Cresti e alla sottoscritta.
Il suo arrivo nasce dalla volontà di ampliare lo spazio dedicato all’analisi e al racconto di un mondo che cambia rapidamente: economia e geopolitica, certo, ma anche cultura, storia, antropologia, scuola, società e costume. Perché dietro i grandi fenomeni internazionali ci sono sempre territori, comunità, imprese e, soprattutto, persone.
Chi è Giuseppe Cirina
Giuseppe Cirina si occupa da tempo di analisi economica e geopolitica, con una particolare attenzione al Mediterraneo, al Nord Africa, al Medio Oriente e ai processi di internazionalizzazione delle imprese.
Il tratto più interessante del suo lavoro è probabilmente il metodo. Cirina non si limita alla lettura dei grandi indicatori economici o delle dichiarazioni ufficiali, ma cerca di mettere insieme fonti diverse: dati, rapporti istituzionali, osservazione diretta, relazioni con il mondo imprenditoriale e contatti maturati nei territori.
Un approccio che prova a rispondere a una domanda semplice soltanto in apparenza: che cosa sta realmente accadendo dietro i numeri e dietro le parole della politica?
Ed è proprio da questa domanda che partiranno molti dei suoi contributi.
Tra i territori maggiormente osservati da Cirina ci sono Tunisia e Libia, due Paesi che troppo spesso, in Europa, vengono raccontati quasi esclusivamente attraverso le lenti dell'emergenza, delle migrazioni o dell'instabilità politica.
La realtà, però, è più complessa.
In Tunisia, e in particolare ad Hammamet, Cirina osserva le trasformazioni economiche e sociali di un Paese che può giocare un ruolo importante nei nuovi rapporti produttivi tra le due sponde del Mediterraneo. Capitale umano, vicinanza geografica all'Europa e struttura industriale rendono infatti il Paese particolarmente interessante anche nell'ottica del nearshoring, cioè dell'avvicinamento delle attività produttive ai mercati europei.
Diverso, ma altrettanto complesso, è il caso della Libia. Qui l'attenzione si concentra sulle differenze e sulle relazioni tra Tripolitania e Cirenaica, sui processi di ricostruzione urbana, sulle infrastrutture, sulla logistica e, inevitabilmente, sul settore energetico.
Bengasi e la Cirenaica diventano così punti di osservazione privilegiati per comprendere equilibri che non riguardano soltanto la Libia, ma l'intero Mediterraneo centrale.
Quando la diplomazia parte dai territori
Un altro tema che Cirina porterà nei nostri approfondimenti è quello della diplomazia territoriale.
Accanto ai rapporti tradizionali tra Stati esiste infatti una rete meno visibile, ma spesso molto concreta, fatta di relazioni tra città, imprese, istituzioni locali e comunità.
Milano, Verona, Tripoli, Plovdiv e Zintan sono alcuni dei luoghi che entrano in questa geografia di rapporti. Missioni imprenditoriali, scambi commerciali, collaborazioni culturali e iniziative turistiche possono trasformare la cooperazione internazionale da formula diplomatica a esperienza concreta.
È una prospettiva interessante soprattutto perché riporta la geopolitica a una dimensione spesso dimenticata: quella dei territori.
Arabia Saudita e Golfo: un mondo che sta cambiando
Lo sguardo si sposterà anche verso l'Arabia Saudita e i Paesi del Golfo, dove sono in corso trasformazioni economiche e sociali destinate ad avere conseguenze ben oltre i confini regionali.
Il programma Vision 2030 saudita, in particolare, sarà osservato non soltanto come grande progetto politico, ma attraverso le opportunità industriali, tecnologiche e commerciali che può aprire e le difficoltà che le imprese europee e italiane devono conoscere prima di affrontare quei mercati.
I Paesi del Golfo, del resto, non sono più soltanto grandi produttori di energia: stanno assumendo sempre più il ruolo di investitori globali, capaci di orientare capitali, infrastrutture, tecnologia e strategie di sviluppo.
Africa: non una periferia, ma uno dei centri del futuro
Uno spazio importante sarà dedicato all'Africa.
Non un'Africa raccontata come un blocco indistinto, ma un continente attraversato da enormi differenze e da processi economici, demografici e infrastrutturali che avranno un peso crescente negli equilibri mondiali.
In questa prospettiva si colloca anche il progetto TASCI, attraverso il quale Cirina pone l'attenzione sull'integrazione tra infrastrutture, energia e industria e sulla possibilità di costruire corridoi di sviluppo capaci di mettere in relazione aree differenti del continente.
Il Mediterraneo, in questa lettura, smette di essere un confine meridionale dell'Europa e torna a essere ciò che è stato per secoli: uno spazio di connessioni.
Energia e materie prime: dietro la geopolitica c'è la vita quotidiana
Energia, sicurezza economica e materie prime saranno inevitabilmente altri grandi temi.
Oil & gas, energie rinnovabili, idrogeno e approvvigionamento delle risorse strategiche non sono più questioni riservate agli specialisti. Entrano direttamente nella vita quotidiana delle famiglie, nella competitività delle imprese e nelle scelte politiche degli Stati.
Capire come Europa, Nord Africa e Medio Oriente potranno costruire nuove filiere energetiche significa quindi provare a comprendere anche quale sarà il peso economico e politico del Mediterraneo nei prossimi decenni.
Uno sguardo rivolto anche alle imprese italiane
C'è infine un tema che ci riguarda molto da vicino: quello delle piccole e medie imprese italiane.
Il nostro Paese possiede realtà produttive altamente specializzate e, in molti casi, tecnologicamente avanzate, che tuttavia non sempre dispongono degli strumenti, delle reti o delle dimensioni necessarie per affrontare con sicurezza i mercati internazionali.
Raccontare questi mercati significa allora anche spiegare quali opportunità esistono, quali errori evitare e quanto contino le relazioni, la conoscenza delle culture locali e la costruzione di partnership solide.
Una nuova voce, nuove domande
Giuseppe Cirina porterà questi temi nei nostri video, negli interventi, negli editoriali e negli approfondimenti. Ma soprattutto porterà un punto di vista.
Forse è proprio questo l'aspetto che ci interessa maggiormente.
Non vogliamo aggiungere semplicemente un altro commentatore. Vogliamo aggiungere domande, prospettive e strumenti per leggere fenomeni che spesso sembrano lontani e che invece finiscono per incidere, molto concretamente, anche sulle nostre vite.
Per questo siamo felici di dare il benvenuto a Giuseppe.
Perché in un tempo nel quale tutti sembrano avere una risposta immediata su tutto, noi continuiamo a pensare che il compito più interessante dell'informazione sia un altro: osservare, approfondire, mettere in relazione i fatti e provare a capire.
E, possibilmente, farlo insieme ai nostri lettori e ai nostri spettatori.


