Sport
10 maggio, sfida di montagna con la Corsa di Frati
Dopo il grande successo di febbraio con la Lido Run, Camaiore torna protagonista nel mondo del podismo con la Corsa Storica di Frati, appuntamento sui 12,1 km per…

Il trionfo della Junkan Dojo alla Coppa Italia 2026
Il karate d'eccellenza ha fatto tappa a Faenza il 25 e 26 aprile per la Coppa Italia 2026, l'atteso appuntamento firmato Fikta che ha visto sfidarsi più di mille atleti provenienti da tutta la penisola

Le Mura Spring batte Piombino e si porta avanti nel turno play-off
Greenlucca Le Mura Spring - Basket Golfo Femminile 69-42 (20-19; 37-30; 51-30) Le Mura Spring: Giangrasso* 13, Ceccarini* 9,…

Il Porcari vince a Calenzano ed è nei play-off mentre per la Nottolini vittoria facile contro la Bulletta
Per il terzo anno consecutivo il Porcari raggiunge i play off. La coppia Tocchini-Grassini sta facendo appassionare di volley gli sportivi porcaresi dopo aver costruito un ciclo…

Vittoria importante a Siena per il Basket Club Lucca
Con un parziale di 21 a 34 nell’ultimo quarto, quando era sotto di 10 punti a meno di 5’ dalla fine, grazie ad una prestazione magistrale di Del Debbio e di un Landucci che, nel momento del bisogno, non è stato da meno, il Basket Club Lucca espugna il Palacorsoni di Siena

BCL ancora a Siena per giocarsela con la Virtus
Poche ore ancora e sulla prima fase del campionato di serie B Interregionale scorreranno i titoli di coda. Usando un termine televisivo noto ai più, domenica 26…

Il circolo tennis Prestige di Porcari parte a vele spiegate nel campionato di D2
Premiato l' impegno tennistico delle due squadre del Circolo Prestige di Porcari. La squadra maschile e quella femminile si stanno facendo spazio con buoni risultati nel campionato…

Orecchiella Garfagnana doppio titolo regionale ai campionati di mezza maratona
A Prato si è corsa la "36° Prato Half Marathon" gara competitiva sulla distanza di km 21,097 valida come Campionato Toscano di mezza maratona. Più di 70 atleti…

Fralbe vince il campionato di calcio a 5 alla Perini dopo un testa a testa con il Casablanca
Con un rush finale caratterizzato da una serie di vittorie, dopo una partenza stentata, la formazione di calcio a 5 del Fralbe si è aggiudicata il campionato…

Al Circuito Nazionale J24 è buona la prima per La Superba
Il J24 della Marina Militare vince a Marina di Carrara la tappa d'apertura del Circuito 2026 della Classe J24. Dopo quattro prove combattute, sul podio anche Bruschetta Guastafeste e Armageddon

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Ci sono imprese che non si limitano a entrare in un curriculum sportivo. Alcune diventano simboli, altre ancora riescono a trasformarsi in racconto collettivo, capace di parlare a un Paese intero. È quello che è accaduto con “Cima Italia”, la vetta inviolata del Karakorum raggiunta lo scorso agosto dall’alpinista lucchese Riccardo Bergamini, e celebrata ufficialmente sabato 13 dicembre a Roma, nel corso dell’incontro con il Ministro dello Sport Andrea Abodi. Un incontro che non è stato una semplice formalità istituzionale, ma il naturale compimento di una storia iniziata mesi prima, lontano dai palazzi romani, e maturata là dove l’aria è rarefatta e ogni passo va conquistato con lucidità, preparazione e rispetto.
Tutto prende forma il 21 luglio a Lucca, quando il Ministro dello Sport viene accolto a Palazzo Orsetti per un momento dal forte valore simbolico: la consegna della bandiera tricolore a Bergamini, in partenza il 29 luglio per una spedizione nel Karakorum, una delle catene montuose più impervie del pianeta, nel nord del Pakistan. L’obiettivo non era una vetta già nota, ma qualcosa di più ambizioso e rischioso: tentare la salita di una montagna mai scalata prima, una cima senza nome e senza precedenti, con l’autorizzazione ufficiale delle autorità pakistane a poterla intitolare, in caso di successo, “Cima Italia”. Un progetto che conteneva in sé una doppia sfida. Da un lato quella fisica, tecnica e mentale, tipica dell’alpinismo di esplorazione; dall’altro una responsabilità simbolica non indifferente: portare il nome dell’Italia su una vetta ancora intatta, lontana da qualsiasi retorica, affidandolo esclusivamente alla forza dei propri passi.
Il 7 agosto, la risposta della montagna è arrivata. Bergamini ha raggiunto e calpestato una cima di circa 6.400 metri, mai toccata prima da alcun essere umano. Un successo limpido, senza ambiguità, che va ad aggiungersi a un percorso alpinistico già straordinario, costruito negli anni sulle grandi catene montuose del pianeta e su un’idea di montagna vissuta come luogo di verità, non di spettacolo. In vetta, con lui, proprio quel tricolore ricevuto a Lucca: la bandiera italiana piantata su “Cima Italia”, a suggellare un gesto che unisce sport, esplorazione e identità nazionale.
Sabato 13 dicembre, a Roma, quella storia ha trovato il suo naturale epilogo. Il Ministro Abodi ha accolto Bergamini per rendere omaggio a un’impresa che onora lo sport italiano nel suo significato più profondo e, oltre a questo, l’alpinista ha consegnato alla Presidente del Consiglio un gradito ricordo dell’impresa. In quell’occasione l’atleta lucchese ha compiuto un gesto di grande forza simbolica: ha restituito la bandiera al Governo, ripercorrendo le tappe della spedizione, le difficoltà affrontate e le esperienze maturate sulle più alte montagne del mondo. Un cerchio che si chiude: la bandiera affidata prima della partenza, portata dove nessuno era mai arrivato, e infine riconsegnata come testimonianza concreta di un risultato raggiunto.
Il racconto dell’impresa aveva già trovato spazio il giorno precedente sul palco di Atreju, la manifestazione di Fratelli d’Italia ai giardini di Castel Sant’Angelo, dove Bergamini è stato invitato come ospite in occasione della presentazione del libro dedicato alla vita di Ambrogio Fogar scritto da Lorenzo Grossi. Un accostamento tutt’altro che casuale: due storie diverse, ma unite dalla stessa idea di esplorazione come scelta consapevole, dal rifiuto della superficialità e dalla capacità di trasformare il limite in conoscenza.
“Cima Italia” non è solo una montagna in più sulle carte geografiche. È il segno concreto di ciò che può nascere quando visione, competenza e determinazione si incontrano. In un tempo che spesso celebra il risultato senza raccontarne il percorso, l’impresa di Riccardo Bergamini ricorda che il valore autentico sta nella preparazione silenziosa, nel rispetto del rischio e nella responsabilità di rappresentare qualcosa che va oltre il singolo individuo, e forse è proprio questo il messaggio che resta: alcune vette non servono per dominare l’orizzonte, ma per ricordarci chi siamo quando decidiamo di andare davvero fino in fondo.
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