Cultura
Turandot a Lucca, cento anni dopo: il 25 aprile l’opera va in scena al Teatro del Giglio Giacomo Puccini
Il Teatro del Giglio Giacomo Puccini è pronto per la celebrazione del centenario dell’opera Turandot di Giacomo Puccini e lo fa con un grande progetto innovativo ma soprattutto…

Si presenta il libro di Pinocchio
Sabato 18 aprile, alle ore 18:30, presso l’Atelier Francesco Fella (g.c), via della Fratta, 3, presentazione del libro di Roberto Pizzi, Carlo Lorenzini. Il ‘padre’ di Pinocchio. A…

"Dall'Italia al cielo. Ritratti di istriani, fiumani, giuliani e dalmati"
Sabato 11 aprile terzo appuntamento del 2026 per la rassegna "Oltre il Ricordo" alla Biblioteca Civica Agorà

“La vita giovane”. Il romanzo di Mattia Insolia selezionato per l’assegnazione del Premio dei Lettori Lucca-Roma 2026, XXIX edizione
"La vita giovane": mercoledì 29 aprile 2026 alle 18 alla libreria Feltrinelli di Lucca, la Società Lucchese dei Lettori – Francesca Duranti presenta uno altro dei romanzi selezionati…

Elisa Bonaparte Baciocchi a Parma grazie all’associazione lucchese “Napoleone ed Elisa”
"Nobili, colte, ribelli. Donne protagoniste alle corti napoleoniche". Elisa Bonaparte Baciocchi a Parma grazie all'associazione lucchese "Napoleone ed Elisa", che co-organizza il convegno di due giorni

La forza espressiva delle immagini nella narrazione della Commedia dantesca
Doti comunicative non comuni e solide competenze maturate in anni di studio e attività culturali, Elisa Orsi, giovane ricercatrice presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università…

Lucca celebra il "suo" Scarpia: a Palazzo Ducale la presentazione del libro dedicato al baritono Guido Malfatti
Sabato 28 marzo alle ore 11, la rassegna Pila di Libri ospita il volume di Sirio Del Grande e Fabrizio Malfatti nella sala Antica Armeria della Provincia di Lucca. Un viaggio tra documenti inediti e ricordi intimi per riscoprire un protagonista della lirica mondiale

"Sulle orme di Dante in Istria" è il titolo del prossimo appuntamento della rassegna "Oltre il Ricordo" alla Biblioteca Civica Agorà
Sabato 21 marzo, alle ore 16.00, presso la Sala Corsi della biblioteca civica Agorà, si svolgerà il secondo appuntamento del 2026 della rassegna "Oltre il Ricordo. Itinerari storici…

Castruccio Castracani degli Antelminelli, marinaio, pilota, erede di un grande lucchese
Castruccio Castracani degli Antelminelli è un nome che a Lucca evoca immediatamente il grande condottiero medievale

Francesco. Ottocento anni dopo: pensiero, storia, poesia, musica presenta Canone in verso Valerio Magrelli
Sarà il poeta Valerio Magrelli ad aprire Francesco. Ottocento anni dopo: pensiero, storia, poesia, musica, il calendario di eventi dedicato alla figura di Francesco d’Assisi promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio…

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La giornalista e scrittrice Rossella Martina presenta al pubblico – mercoledì 18 febbraio alle ore 18.00, al Teatro San Girolamo - il suo ultimo libro "Gli ultimi giorni di Puccini. Turandot il sogno incompiuto", uscito nel 2025 per i tipi di DreamBOOK. Sul palcoscenico del San Girolamo sarà presente anche Giorgio Angelo Lazzarini, amministratore unico del Giglio, che dialogherà con Rossella Martina accompagnando il pubblico alla scoperta dei contenuti e dei temi del libro per questo evento programmato dal Teatro del Giglio nell'anno del Centenario della prima assoluta dell'incompiuta pucciniana, Turandot.
Turandot, la Principessa di Gelo, perseguita letteralmente "anima e corpo" Giacomo Puccini a partire dal 1920 e fino alla morte nel 1924. È come se l'ombra di Turandot e quella della Morte si sovrapponessero turbando profondamente il compositore e impedendogli di completare l'opera, di darle un "lieto fine".
Nella prima parte del libro, Martina segue il Maestro negli anni che dedica a questa sua ultima opera: Puccini sente, presagisce quest'ombra oscura proiettata da Turandot ben prima che la malattia, il cancro alla gola, si manifesti. Le lettere scambiate con i suoi librettisti, Adami e Simoni, testimoniano la sua ricerca incessante, l'insoddisfazione, il dolore, la resa, la tristezza di questo periodo. Nella seconda parte del libro, l'autrice racconta giorno per giorno gli ultimi due mesi della vita di Puccini, la scoperta della malattia, le visite dagli specialisti, la scelta di andare a Bruxelles a operarsi, ma anche la solitudine e la paura dell'uomo e la tragedia della morte inattesa e beffarda.
Turandot non sarà terminata e Puccini morirà nel rimpianto, lontano da casa e, nemesi feroce, senza neppure una delle tante donne amate e che lo hanno amato, vicina, a tenergli la mano, mentre si appressa "la notte che non ha mattino". Un percorso doloroso, commovente, a tratti straziante, che rende Giacomo Puccini più che mai una figura indimenticabile nel cuore di milioni di persone che amano le sue opere.
ROSSELLA MARTINA è nata a Viareggio. Laureata in Filosofia, giornalista professionista, ha lavorato nelle redazioni culturali di quotidiani e riviste per poi dedicarsi alla narrativa e alla saggistica. Ha raccolto le interviste fatte ai grandi personaggi italiani nei volumi "C'era una volta un bambino". Tra i suoi libri "Benedetto Croce giornalista", "La bambina di pietra", "Presente anteriore", "Facoltà di silenzio". Da sempre appassionata di Puccini, per DREAMbook editore gli ha dedicato una biografia, "Giacomo Puccini Gloria e Tormento" che, giunta alla quinta edizione, è stato il volume intitolato al Maestro lucchese più venduto nel 2024, anno del centenario della morte del compositore.
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Terra di sante indomabili, la Sicilia. Non solo la siracusana Lucia, ma anche e prima di lei, Agata, Sant’Aita, patrona di Catania e protettrice dei suoi cittadini dalle eruzioni dell’Etna, formidabile e pericoloso vicino: nel primo anniversario della morte della santa Agata, la lava del vulcano, che scivolava pericolosamente verso l'abitato, per miracolo si arrestò
La tradizione, risalente al III secolo, vuole che questa fanciulla nobile, bella, ricca e, come suggerisce il nome di origine greca, "buona", sia chiesta in moglie dal potentissimo magistrato romano Quinziano o Quintiniano: la giovinetta, però, arde d’amore per ben altro sposo. È innamorata di Gesù e in suo nome ha fatto voto di rimanere vergine per sempre. Il proconsole romano, allora, dopo aver esperito ed esaurito ogni possibile lusinga affida Agata nella mani di Afrodisia, nomen omen, un po’ maga e un po’ ruffiana, ma soprattutto tenutaria di una casa di piacere. Qui è ristretta la vergine e sottoposta a ogni genere di pressioni, morali e fisiche, alle quali Agata oppone un’invincibile resistenza. Quinziano, consumate tutte le sue risorse di pazienza, la passa alle cure dei carnefici che fanno strazio del giovane corpo della fanciulla, accanendosi sui suoi seni come estrema umiliazione di una femminilità che non intendeva piegarsi: un’orrenda mutilazione quella subita dalla giovane, prontamente sanata da San Pietro che, apparso ad Agata, ne favorisce la pronta cicatrizzazione. Sprezzanti le parole della giovinetta nei confronti del suo carnefice: "Tiranno crudele! Non hai vergogna di torturare in una donna quello stesso seno da cui, bambino, hai ricevuto la vita?" E muoveva "con grande gioia al carcere come una sposa verso le nozze" (Antifona delle lodi e dei vespri). Solo la brutalità della prigione e, più tardi, i carboni ardenti riescono ad avere ragione di questa martire, dolce e dignitosa, mite e fiera della propria verginità consacrata a Cristo. Santa "ausiliatrice" fin dal Medioevo, la "Santuzza" è oggi la protettrice delle donne malate al seno e la patrona dei fonditori di campane. La sua festa si dà il 5 febbraio e le sue reliquie sono conservate nel duomo di Catania in una cassa d'argento di gusto gotico, opera quattrocentesca del maestro argentiere Vincenzo Archifel (1461 - 1533). Del senese Giovanni di Bartolo il busto reliquiario d'argento della santa affiancato da due angeli con le ali spiegate: lavoro di preziosa oreficeria esso reca sul capo una corona donata dal re d'Inghilterra, Riccardo Cuor di Leone (1157 – 1199). Nelle raffigurazioni artistiche la santa viene rappresentata con un piatto in mano su cui sono esposte le minne, le sue mammelle, che danno il nome anche a un delizioso dolce di pasta-frolla, ricotta e una ciliegina candita, a mo’ di capezzolo, ben noto in tutta la Sicilia e oltre. Se Catania rivendica l’onore di averle dato i natali, sulla base di una tradizione apiamente minoritaria Palermo insidia, a tuttoggi invano, tale origine.


