Politica
Fratelli d'Italia Lucca apre la sede ai cittadini: da giovedì al via lo sportello settimanale di ascolto
"Una sede di partito deve essere prima di tutto un luogo di dialogo e partecipazione." È con questo spirito che la sede provinciale di Fratelli d'Italia a Lucca…

L'assessore Salemi si scusa con le forze dell'ordine e con la città, il sindaco respinge le dimissioni
Il sindaco di Viareggio Sara Grilli ha avuto questa mattina un colloquio con l’assessore Rodolfo Salemi in merito alla vicenda relativa al messaggio pubblicato nei giorni scorsi

Notte Bianca, oltre 60mila persone in centro storico nella massima sicurezza. L'assessore Bartolomei: "Grazie a Polizia Municipale, steward, forze dell'ordine e cittadini"
Oltre 60mila persone hanno partecipato sabato 29 agosto alla Notte Bianca di Lucca, animando per tutta la serata le piazze e le strade del centro storico. Una…

Manifattura, Lucca è un grande noi: “Cinque anni persi. Il fallimento di Pardini non può ricadere ancora sulla città”
“L'intervista del sindaco Pardini lascia senza risposta la domanda fondamentale: come è stato possibile perdere cinque anni per ritrovarci senza un progetto per uno dei luoghi più importanti…

L'avvocato Giovanni Silvestrini nuovo presidente di Geal
È in programma a breve un cambio al vertice di Geal Spa. L'attuale presidente Riccardo Maria Cavirani ha infatti comunicato informalmente la propria intenzione di rassegnare le dimissioni dalla carica al sindaco…

Una opinione su Report e su Sigfrido Ranucci (a malincuore)
Report - salvo miglior verifica - è una delle più seguite trasmissioni di “inchiesta” della RAI, ha uno share dell’8.8 per cento

Lucca Arena: un progetto che deve stare dentro una visione di città più ampia. Localizzazione e confronto cittadino sono due priorità
Quello che manca oggi alla città di Lucca è una visione complessiva di che tipo di città vuole essere. L'amministrazione Pardini sta realizzando alcuni progetti, ma sembrano…

Contro il falso mito umanitario delle migrazioni
Ci hanno insegnato che ogni confine è una barriera e che ogni barriera è, per definizione, disumana. È una delle più grandi falsificazioni morali del nostro tempo.

Ancora sulla guerra Russo-Ucraina: i nodi vengono al pettine
I nodi vengono al pettine ed è così per quel nodo che da febbraio 2022 ci sta strozzando: la guerra russo ucraina. Un nodo che attoppa il nostro…

Museo del Risorgimento, Per Lucca e i suoi paesi: “Venga tenuto a Palazzo Ducale, ampliato e valorizzato”
“La vicenda del Museo del Risorgimento è emblematica della confusione e dell'assoluta mancanza di una seria politica museale da parte degli enti locali lucchesi. Come in altri casi…

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Report - salvo miglior verifica - è una delle più seguite trasmissioni di “inchiesta” della RAI, ha uno share dell’8.8 per cento. (Per dire: “La ruota della fortuna” ha uno share del 27 per cento: roba diversa, che tuttavia induce a pensare che Report non è in cima agli interessi televisivi dei concittadini, che infatti partecipano poco ai clamori odierni).
Report è definito “giornalismo di investigazione”. Fin dalla conduzione della signora Milena Gabbanelli svolge la funzione di Santa Inquisizione contro gli “infedeli” economici, politici, culturali di prevalente (dico prevalente) appartenenza al cluster politico/economico/culturale di centro destra.
Nel 2013 il M5S indicò la signora Gabbanelli come candidata alla Presidenza della Repubblica italiana.non
Ranucci sostituì la signora Gabbanelli alla conduzione di Report nel 2016, il format fu ulteriormente polarizzato su posizioni politico/culturali (di sinistra).
La carriera professionale di Ranucci lo colloca senza ombra di dubbio fra gli “intellettuali organici” alla sinistra: da giornalista di Paese Sera a TeleKabul (RAI 3) del compagno Sandro Curzi, di seguito in RAI News dell’altro compagno Corradino Mineo, fino ad approdare a Report.
Ranucci non ha mai nascosto il suo orientamento politico/ideologico, se mai sono il partitone e i corifei che hanno stemperato la sua appartenenza: doveva essere il Cavaliere Rosso senza macchia e senza paura che smascherava soprattutto (dico soprattutto) le malefatte - vere o presunte - perpetrate da politici, imprenditori, associazioni, partiti, club, di centro destra.
il metodo è noto e consolidato: si individua il bersaglio, parte ”l’inchiesta”, interviene l’artiglieria giornalistica (La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, le testate dei miliardari americani “liberal” sbarcate in Italia,….) e radiotelevisiva (La 7, RaI 3,….), i partiti della sinistra (M5S, PD, AVS,….), gli “intellettuali” organici, un paio di cantanti e di attori “impegnati”: tutta l’orchestra, insieme, appassionatamente.
l’inchiesta a volte scoppia in mano al Ranucci: per restare all’ultimo trimestre, è il caso di quella sulla grazia a Nicole Minetti.
Per memoria: Nicole Minetti è la più nota delle ”olgettine” berlusconiane, simbolo vivente dei “peccati” del Cavaliere non puniti dal prete con 3 Pater ave et gloria come i peccati veri, ma con l’indignazione delle vestali del woke, le censure politiche, soprattutto le condanne dei giudici impegnati.
Lei accumulò condanne per 3 anni e qualche mese. Mai stata in carcere: al circolo politico, mediatico, giudiziario basta lo sputtanamento.
Nel 2026 il Presidente della Repubblica le ha concesso la Grazia per eminenti meriti umanitari: la strega del bunga bunga liberata legalmente e riabilitata moralmente: un colpo al cuore!
Il Fatto Quotidiano, attraverso il simpatico Travaglio, lancia una denuncia, Report subito a sostegno: mesi di “indagini”, andirivieni transoceanici, più di una ardita accusa, escrementi a volontà.
Clamoroso flop conclusivo, senza che i coprotagonisti Travaglio e Ranucci abbozzino una pur timida scusa: come sempre.
Ne valeva la pena, si trattava di rimettere la strega al suo posto, perpetuare l’opacità dei comportamenti berlusconiani, contrastare il ministro di Grazia e Giustizia (l’odiato Nordio), imbarazzare il governo, soprattutto intimidire il presidente Mattarella.
Nel frattempo era scoppiata la bomba sotto le automobili di Ranucci.
La signorina Schlein non perse un minuto, andò in Europa e lanciò l’allarme: attentato fascista, tentativo di mettere a tacere una delle voci superstiti di verità e dissenso.
stesso allarme da tutto il Campo Largo e dai corifei. Solidarietà e plauso unanime a Ranucci, incremento della sua scorta.
Qualche mese dopo viene giù tutto. Spunta l’aspetto comico della vicenda: è stato Valter Lavitola, l’intimo amico di Ranucci, a far mettere la bomba. Motivo: aumentarne visibilità e consenso per proporlo come candidato (metà di mille) alle primarie del Campo Largo.
Lavitola pare un equilibrista sia della politica che dell’impresa, ma evidentemente ha fascino e appeal da vendere.
Sulle sue vicende politiche, giudiziarie, imprenditoriali si potrebbe scrivere un libro: socialista craxiano, proprietario e direttore de L’Avanti, amico di Berlusconi, poi suo ricattatore, condannato e carcerato per reati finanziari, avanti e indietro nei paradisi dei Caraibi per promuovere affari, infine l’incontro con Ranucci e il loro sodalizio.
e siamo ad agosto 2026: la comicità della situazione è insostenibile: dal tentativo (fascista) di eliminare la possente voce della verità e della giustizia, alla bomba dell’amico per aumentarne popolarità e consenso.
perfino il carrozzone RAI ha un sussulto: sposta Ranucci ad altre mansioni e nomina a conduttori un paio di suoi collaboratori (che Ranucci definisce “inadeguati” dopo averli utilizzati per anni!).
Però Ranucci gode del sostegno dl una sola parte del suo esercito: in particolare della garrula senatrice Barbara Floridia (M5S): “È l’editto Meloni: operazione brutale, autoritaria e fascista”. Boom! Ma si sa: la credibilità della senatrice è prossima allo zero viste le topiche accumulate in corso di mandato. La sponda giornalistica è solo quella del Fatto Quotidiano, con il personale impegno del simpatico Travaglio.
Mentre l’altra parte dell’esercito concentra la attenzione su Report, il cannone che spara sul centro destra, più che sul cannoniere Ranucci:
Conte è generico, apodittico e come sempre mentitore: “Oggi il 90% dell’informazione stampa e tv è controllata direttamente o indirettamente da palazzo Chigi. Rimaneva Report”. Boom!
Schlein: “l’obiettivo era quello di far saltare Report”.
La battaglia è appena cominciata: arriveranno i sindacati di regime (demansionamento!), arriveranno i giudici: non è detto che riappaia il faccione di Ranucci alla guida del cannone.
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