Politica
“Polemiche costruite a tavolino, superficialità imbarazzante”: Vietina contro la nota sul turismo dei capigruppo di maggioranza
“È davvero imbarazzante la superficialità con cui i capigruppo di maggioranza hanno scelto di intervenire nel tentativo di colpirmi: con una nota stampa i sei consiglieri cadono tutti…

"Attive e in movimento: le buone abitudini per stare in forma": al Bucaneve laboratorio gratuito coi fisioterapisti Gennaro Voccia e Gabriella Bertani e con Tommaso Fava
"Attive e in movimento: le buone abitudini per stare in forma" è il titolo del laboratorio in programma sabato prossimo (11 aprile) a partire dalle ore 17…

Un saluto a Silvano Bartoli
Come i grani di sabbia della clessidra della vita di ciascuno di noi, anche quello che aveva il volto e – soprattutto – lo spirito, di Silvano Bartoli, è passato. Tornando con tutti quelli “che ci hanno corrisposto” nell’ungarettiana accezione del termine

Maria Pacchini: "Non parteciperemo all'ignobile ammaina bandiera del 'centrodestra vuoto'
Tutto è scorso molto rapidamente come a volte succede in politica. Solo fino a sette mesi fa, a Viareggio, c'era una opposizione fermissima all'Amministrazione Comunale del sindaco Del Ghingaro che…

Italia... la proprietà privata
Durante il regime dei Soviet in Russia a una bambina fu assegnato il tema: “Descrivi le pareti della tua stanza”. La risposta fu: “La mia famiglia abita al…

Turismo, Pasqua da record a Lucca: boom di visitatori e accessi ai principali monumenti
Pasqua da record per il turismo cittadino, che ha registrato un'affluenza straordinaria di visitatori durante il lungo weekend festivo, confermando il forte appeal del territorio lucchese a livello nazionale e…

Il centrodestra con Sara Grilli per proseguire nel rilancio di Viareggio e Torre del Lago Puccini
«Il centrodestra di Viareggio è unito e sostiene la candidatura di Sara Grilli a sindaco di Viareggio e Torre del Lago Puccini. Si tratta di…

Marialina Marcucci, spuntano altri nomi della lista mentre si prepara la bozza di programma dei primi 100 giorni in attesa di presentare la coalizione
Continua a comporsi la lista civica di Marialina Marcucci sindaco. Ecco alcuni degli altri nomi che vanno ad unirsi a quelli resi noti nei giorni scorsi. Inizia già stasera a lavorare ai primi 100 giorni e la prossima settimana sarà presentata la coalizione

Dai contenitori ai contenuti: la sfida mancata della sanità toscana
La sanità toscana si trova oggi di fronte a una contraddizione che non può più essere ignorata. Da una parte, una stagione di investimenti senza precedenti, alimentata in…

Il sindaco Giovannetti confermato presidente del Cav
La Conferenza dei sindaci versiliesi ha confermato all'unanimità dei presenti (assente il Comune di Viareggio) il primo cittadino di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, alla presidenza del…

- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 871
Un'iniziativa promossa dall'assessore Paola Granucci con il supporto dei consiglieri di maggioranza Giovanni Ricci e Ferruccio Pera. Questo strumento sarà fondamentale per la valorizzazione e la promozione dei prodotti tipici, dei saperi e delle tradizioni che caratterizzano il territorio.
Erano presenti questa mattina (martedì 25 febbraio) alla conferenza stampa di presentazione anche i rappresentanti delle associazioni di categoria, che faranno parte della commissione e che promuovono insieme all'amministrazione il progetto. Le associazioni coinvolte sono: Coldiretti, Confagricoltura, CIA, CNA, Confcommercio,
Confesercenti, Confindustria, Camera di Commercio e Slow Food.
Il progetto si colloca all'interno delle linee programmatiche dell'amministrazione e nel
Documento Unico di Programmazione, con l'obiettivo di creare un vero e proprio Brand Lucca che valorizzi i prodotti tradizionali del territorio. L'iniziativa sarà portata avanti in sinergia con le associazioni di categoria e le realtà di settore, garantendo un percorso condiviso e partecipato.
“C’è molta soddisfazione per l'introduzione della De.CO che consideriamo uno strumento importante per la comunità”-dichiara l’Assessore Granucci-”De.CO però non è un certificato di qualità ma d’identità del territorio, con l’ obiettivo di promuovere e valorizzare i prodotti tipici locali che altrimenti rischierebbero di rimanere in disparte”-
La sinergia con le associazioni di categoria del territorio sarà un aspetto centrale del progetto. Queste realtà, che rappresentano artigiani, agricoltori, commercianti e produttori locali, avranno infatti un ruolo chiave nella definizione dei criteri per l'assegnazione della De.C.O e nella promozione delle eccellenze lucchesi. L'amministrazione comunale si impegna quindi ad un confronto proattivo, per ascoltare le loro istanze e valorizzare il loro contributo nella tutela e nella diffusione della cultura enogastronomica e artigianale locale.
La continua collaborazione con gli operatori del settore garantirà un processo trasparente e inclusivo, capace di rispondere in modo efficace alle esigenze del territorio.
Per dare ulteriore visibilità al progetto, è stato creato un logo ad hoc che fungerà da riconoscimento ufficiale per i prodotti, le attività e le tradizioni che otterranno la certificazione De.C.O. Questo simbolo diventerà un marchio distintivo di appartenenza e valorizzazione, contribuendo a rafforzare l'identità culturale ed economica di Lucca.
L'esame delle richieste di iscrizione nel registro della De.C.O. è affidato ad un'apposita Commissione, composta da un massimo di 11 (undici) componenti, nominata dalla Giunta comunale e presieduta dal Sindaco (o suo delegato), dal Dirigente del settore competente (o suo funzionario delegato), da rappresentanti locali del settore agro-alimentare artigianale (due), commerciale (due), agricolo (tre) e gastronomico (uno designato da Slow Food), industriale (uno), designati dalle associazioni di categoria artigianali, commerciali, agricole, industriali locali e da Slow Food.
Esisterà quindi un vero e proprio registro del comune al riguardo, dove saranno elencati i prodotti, le ricette e le tradizioni riconosciute con la denominazione comunale d'origine.
Non solo i prodotti agroalimentari, quindi, potranno acquisire la De.C.O, ma anche le ricette e le tradizioni, dando la possibilità alle realtà locali di valorizzare i loro prodotti e alle tradizioni di essere tramandate con valore.
Le De.C.O. si suddividono in tre gruppi principali. Il primo gruppo riguarda la tutela di un prodotto tipico, sia esso agricolo (come le pesche del Morianese), dell'artigianato alimentare (ad esempio la torta agli erbi) o dell'artigianato locale (come il Filaticcio lucchese). Il secondo gruppo è dedicato alla tutela delle ricette tradizionali, che spesso hanno una forte valenza culturale e rappresentano momenti di aggregazione comunitaria, come la De.C.O. sulla Fiera del Bestiame per Santa Croce. Il terzo gruppo comprende le De.C.O. multiple, che valorizzano tradizioni articolate riconducibili sia al primo che al secondo gruppo, come ad esempio la De.C.O. sulla pasticceria lucchese.
Il Comune di Lucca invita quindi cittadini, produttori e associazioni a partecipare attivamente a questo percorso di valorizzazione del territorio, che contribuirà a rafforzare ulteriormente l'identità del commercio locale; per agevolare l’adesione sarà messo a disposizione un modulo di partecipazione ed è già stata creata ad hoc una pagina web dedicata con tutte le informazioni utili.
La De.CO si configura,quindi, come un vero e proprio strumento di produzione e promozione del territorio
- Scritto da Redazione
- Politica
- Visite: 1834
Tutti vogliamo la pace, e magari più di tutti chi ha visto la guerra. Perché s’ha da essere pratici: con la pace si vive tranquilli e le cose possono migliorare. Con la guerra troppo alto è il rischio di perdere tutto in una mano di “pari e dispari”, che se Kipling in “If” apprezzava, a chi proprio non se la sente di far l’eroe la cosa risulta indigesta.
Volere la pace è quindi il top del realismo quando ci si trova di fronte a un conflitto come quello russo-ucraino, o “operazione militare speciale” che dir si voglia, dopo che son passati 3 anni, e si pensa che per noi la Grande Guerra ne durò 3 e mezzo.
Servono quindi progetti realistici e realizzabili, altrimenti si dà solo fiato ai sogni, e ogni giorno qualcuno ci lascia la buccia. Insomma si fa filosofia, da me mai molto amata al liceo, ove beccavo qualche 4, che ribaltavo con degli 8 in storia e la comprensione del professore, che le considerava una cosa sola e faceva la media.
Purtroppo l’Europa è stata la culla del pensiero filosofico, e anche i musulmani come Averroè e Avicenna, si son rifatti a Platone, Socrate e Aristotele. Forse per questo in un’apoteosi di mosse concrete volte a ritornare ad uno stato di “non-guerra”, i nani europei si scatenano col loro vuoto filosofare. Come S. Agostino inventò il concetto di “guerra giusta”, per non essere da meno, son giunti ad elaborare quello di “pace giusta”.
E qui ci si discosta dalla concretezza e, se non costasse morti, si entrerebbe nel farsesco, perché la pace è un concetto reale, concreto, pratico.
La giustizia è quanto di più astratto si possa concepire, quantomeno perché in una contesa ciò che per una parte è giusto per l’altra non lo è.
In sintesi, per l’Ucraina e i 27 nani la pace “giusta” si ha con Mosca che restituisce tutto, pure quello che s’era presa prima della guerra. E che autorizzi un ingresso, in stile Wanda Osiris, dell’Ucraina in NATO e UE. Spero che non chiedano che Putin rimetta tutto a posto, mattone su mattone.
Per Mosca è giusta la pace che le dia i territori a maggioranza russofona, e magari quelli che s’è conquistata col sangue dei suoi soldati, che altrimenti sarebbero morti per nulla. E se ci siam voluti tenere l’Alto Adige – tedescofono – per ripagarci dei nostri morti nella Grande Guerra, e i francesi hanno preteso l’Alsazia e la Lorena guadagnate nello stesso conflitto, vaglielo a spiegare che solo i morti russi valgono così poco che non meritano d’essere caduti per un pezzo di terra.
Tutta qui la gran critica a Trump. Ignorare che si sia reso conto che l’orso russo difficilmente mollerà la preda, e che per farlo rientrare nella caverna del letargo bisogna consentirgli di riempirsi la pancia. Atteggiamento realistico, al netto delle vere opinioni che il biondazzone abbia di Zelensky, Putin e dei 27 nani. Probabilmente se le cose sul terreno fossero andate diversamente, e vi fossero margini di miglioramento in direzione contraria a quelli reali, le sue proposte sarebbero state diametralmente opposte.
Ce la fa Zelensky a resistere i 4 anni di Trump alla Casa Bianca? I 27 nani da soli suppliranno al rubinetto d’oltre Atlantico che si chiude per l’Ucraina?
Dopo che le sinistre hanno reso l’Europa un attore non-protagonista, non solo privandola di mezzi per lottare, ma evirando anche intere generazioni della capacità morale d’accettare una guerra e i sacrifici connessi, a che serve pretendere paci “giuste”? Ce lo vedete in trincea Macron, e i Trapper? Beh, Churchill la guerra la fece, come Lenin, Kennedy, Stalin, Hitler, Mao e Mussolini.
Credo di essere l’antitesi del filo-russo, se non altro perché per una vita son stato dall’altra parte, disposto a lasciarci la buccia da bravo (?) soldato di ventura. Tuttavia so riconoscere quando una guerra sta per essere perduta.
E allora credo che la parola “giusta” vada espunta. Fa solo perder tempo e aumentare i morti. Da entrambe le parti va ceduta qualcosa, altrimenti la guerra a nulla sarebbe servita. Questo è il messaggio del biondazzone dalle sgargianti cravatte. Essere concreto è un difetto?
Non di più che aver partorito a Bruxelles politiche folli, insensibili al fatto che il resto del mondo se ne fottesse. Questo è stato lo stile dell’UE: porre norme al proprio interno, senza avvedersi che all’esterno del nano-continente (tale è l’Europa nel grande continente euro-afro-asiatico) – la propria capacità d’influire fosse risibile.
Ah beh, però l’Europa è antifascista!


